ESCLUSIVA TJ - Sven-Göran Eriksson: "Lazio favorita prima della pandemia, impossibile togliere Juve dal primo posto. Nedved? Lo pensavo allenatore. Su Kulusevski e quel retroscena..."
Mirko Di Natale
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex allenatore della Lazio che nell'anno del Giublieo riuscì nell'impresa di soffiare all'ultima giornata lo scudetto alla Juventus, Sven-Göran Eriksson, per parlare del match di lunedì sera e non solo:
Che partita sarà quella tra Juventus e Lazio? Quali sono le sue aspettative a riguardo?
"Mi aspetto una grandissima partita, per la Lazio sarà l'ultima spiaggia perché in caso di insuccesso saluterà definitivamente lo scudetto. Qualche settimana fa la lotta era solo tra queste due squadre, ora si è allargata coinvolgendo anche Atalanta ed Inter. La super favorita resta, però, sempre la Juventus, sono troppo poche le giornate per sperare in un ribaltone. Sarà veramente dura per tutti gli altri".
Crede che, nel momento della ripartenza, sia iniziata un'altra Serie A?
"Prima del 'Coronavirus', la Lazio era la squadra più in forma, brillante, e che giocava il miglior calcio. Nel momento in cui si è ripresi, non ho visto da nessuno delle grandi prestazioni. L'unica grande sorpresa è l'Atalanta, sta giocando davvero un calcio di altissimo livello. Non mi aspettavo che arrivasse a lottare concretamente per il secondo posto, tra l'altro potrebbe essere anche in lizza per lo scudetto. Pazzesco".
Se le due squadre si fossero affrontate ad aprile, la partita sarebbe stata diversa da oggi?
"Sì, a mio parere la Lazio sarebbe arrivata favorita a questo incontro. Onestamente, però, oggi non è più la stessa squadra, non gioca bene. La Juve è sempre la Juve, non importa se sia in forma o meno: quando è prima in classifica, toglierla da lì è quasi impossibile. Ha la mentalità vincente, quando indossi quella maglia devi solo vincere. Chi arriva a giocare in questa squadra, questo concetto è come se lo tatuasse sulla pelle".
Solo lei è riuscito a togliere la Juventus dal primo posto.
"Non solo io, anche altri ci sono riusciti (sorride ndr). La Juventus è tradizione, mentalità, è una società vincente".
Che cosa successe nel 2000? In che modo riuscì a strappare lo scudetto dalle mani della Juventus?
"La Lazio di oltre vent'anni fa avrebbe meritato anche di vincere lo scudetto nella stagione precedente, quello perso nel duello con il Milan. Quello del 2000 è stato totalmente inaspettato, la sconfitta della Juventus è stata particolare e nessuno di noi si aspettava una sua sconfitta a Perugia. Credo che a vincere sia stata alla fine la squadra più forte di tutto il torneo".
Come se la giocherà a Torino il suo ex calciatore Simone Inzaghi?
"Simone è un bravissimo allenatore e sta facendo bene. Credo che la Lazio dovrà difendere alla perfezione, in più dovrà esser bravissima a mostrare tutto il suo talento nel momento in cui ruberà palla. Per battere la Juve in casa sua devi sudare le proverbiali sette camicie, in pochi possono riuscirci. E potrà farlo solo se tutti i suoi uomini saranno in forma, uno tra tutti Ciro Immobile che è il suo grande goleador".
E se ci dovesse riuscire?
"Inevitabilmente il campionato sarebbe riaperto, è l'unico modo per crederci. Ma, onestamente, questo scudetto lo vincerà la Juventus".
Tra l'altro, Juventus-Lazio sarà anche Ronaldo contro Immobile.
"Sarà una bellissima sfida, Immobile sta facendo molto bene ma anche Ronaldo non scherza. E' da oltre dieci anni, insieme a Messi, il miglior giocatore al mondo".
Che cosa sta succedendo alla Juventus? Che idea si è fatto del momento attuale dei bianconeri?
"E' una squadra che non riesce a dare continuità al suo gioco, non è in grandissima forma ma riuscirà a vincere ugualmente lo scudetto. Anche perché la Lazio, alle spalle, ha perso davvero troppi punti. Sarri è un grandissimo allenatore, però questo è un momento molto particolare. E' la prima volta che si affronta una situazione del genere, è strano giocare senza pubblico e ogni tre giorni in estate. Non so, poi, come si sono allenati durante il lockdown".
Nella sua Lazio giocava un certo Pavel Nedved che ora è il vice presidente bianconero. Se lo aspettava che una volta appesi gli scarpini al chiodo, sarebbe diventato un dirigente?
"Non mi aspettavo di vederlo ricoprire quella carica, lo pensavo più come grande allenatore. E' sempre stato un giocatore intelligente, definirlo molto professionale non è sufficiente perché lo era in maniera super. Mai l'ho visto giocare male, non c'è mai stata una sua cattiva prestazione. Era sempre il migliore o uno di quelli a fine partita".
A suo parere Kulusevski, svedese come lei, può ricordare lo stesso Nedved?
"Non mi piacciono questi paragoni, Nedved è unico così come lo erano Mancini, Veron, Nesta. Kulusevski è un giocatore molto giovane, l'ho visto poche volte in azione ma credo sia molto bravo. Avrà un futuro radioso dinanzi a sé".
E' mai stato vicino alla panchina della Juventus?
"Sì, quando ero al secondo anno di Roma ebbi un'offerta dalla Juventus. In pochi sapevano di questa notizia. La mia risposta? Fu no grazie, il mio procuratore sbiancò e rischiò un infarto. Un giorno venne il presidente Agnelli nello spogliatoio in occasione del match tra le due squadre, mi disse 'Sapevo che Eriksson era un bravo allenatore, ma non sapevo che Eriksson non era una persona intelligente'. Forse non aveva tutti i torti".
Ci ha mai pensato? Le è mai venuto il rimpianto?
"Qualche volta sì, lo ammetto. Ma la vita continua, la Roma era una grande squadra e mi ero messo in testa di voler vincere lo scudetto. Purtroppo non è accaduto quello, ma sempre nella capitale sono riuscito a vincere (sorride ndr)".
Si ringrazia Sven-Göran Eriksson per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


