LIVE TJ - SARRI: "Vicino allo scudetto? Nello sport essere vicini non conta. Critiche? Probabilmente sto sui c*****ni a qualcuno. Sulla gestione di Ronaldo..."
Simone Dinoi
Maurizio Sarri presenta Udinese-Juventus, gara valida per la 35ª giornata di Serie A, in programma domani sera alle 19:30 alla Dacia Arena. Tuttojuve.com vi riporta la conferenza stampa dell’allenatore bianconero in diretta.
Percepisce di essere vicino a un importante traguardo?
“Che vuol dire? Io faccio sport, nello sport la parola vicino non significa niente. Quando vai vicino a un gol non hai fatto gol, quindi non ci interessa. Sappiamo che ci mancano 4 punti e sappiamo che fare punti è difficile per tutti, è faticoso. Dobbiamo rimanere con la testa sulle singole partite tanto poi i punti son dentro le singole partite. Dobbiamo avere la testa sull’Udinese e dopo 3 giorni alla Sampdoria e stop. Tutto il resto ci deve venire di conseguenza, dobbiamo essere sul pezzo perché nello sport essere vicini non vuol dire niente. Dobbiamo continuare nella consapevolezza che in questo momento è dura per tutti”.
La coesistenza Dybala-Ronaldo: quali margini di miglioramento ci sono ancora?
“Noi siamo una squadra forte che ha ancora margini di miglioramento. Mi sembra evidente. La difficoltà nella convivenza fra due giocatori di così alto livello fatico a vederla. Possiamo non coprire benissimo l’area di rigore in alcuni momenti ma poi è tutto compensato dalla forza individuale di questi due grandi giocatori. Si sta parlando di due giocatori che hanno fatto 51 gol in questa stagione in coppia, stiamo parlando di un livello assoluto, mondiale”.
Ha parlato con Ronaldo per la sua gestione? Ha bisogno di riposare?
“Ci ho parlato 10 minuti fa e mi ha detto che si sente benissimo. In questo momento sembra uno di quei giocatori con grandissima capacità di recupero, ma penso che questo faccia parte del suo dna. Questa sua grande capacità di proiettarsi immediatamente sull’obiettivo individuale e collettivo successivo, di recupero fisico e mentale… Sono capacità non comuni. Forse uno che vive di motivazioni così forti riesce ad andare oltre la fatica in maniera estremamente naturale. È un fuoriclasse nella testa oltre che nei piedi”.
L’Udinese è una squadra fisica che sta bene, come stanno gli acciaccati?
“L’Udinese sta abbastanza bene fisicamente, nelle ultime 4-5 partite hanno fatto buone prestazioni e poi danno la sensazione di arrivare a fine gara piuttosto bene a differenza di tante altre squadre. È una partita difficile, ma siamo in una fase della stagione in cui è difficile giocare con tutti e per tutti. Bisogna essere molto attenti a preparare la partita per quanto si possa fare visto il limite temporale che abbiamo. Gli acciaccati non lo so. Higuain ieri era ancora nelle mani dei dottori come Chiellini. Demiral sta piuttosto bene, chiaramente è un giocatore da portare alla piena efficienza fisica anche perché per caratteristiche lui è un giocatore che ha bisogno di stare bene dal punto di vista fisico perché è un giocatore fisico. A livello di efficienza sta bene, a livello di infortunio sta bene e quindi stiamo lavorando dal punto di vista individuale per rimetterlo il prima possibile alla piena efficienza prestativa”.
In questo periodo ci sono due correnti di pensiero: Guardiola che dice che non fa rotazioni per arrivare bene alla Champions, i tedeschi che invece hanno staccato. Si è fatto un’idea su come si possa arrivare?
“Sono tutte situazioni occasionali. Il campionato tedesco è finito molto prima della ripresa della Champions e quindi era difficile tenere giocatori un mese senza un obiettivo vicino e il Bayern ha preferito di fare un paio di settimane di riposo e poi riprendere. Il City si è trovato in una situazione di classifica in cui non poteva fare più niente e quindi ha fatto un altro tipo di scelta. Noi ci stiamo giocando il campionato e dobbiamo avere la testa qui senza altri pensieri, il resto lo dobbiamo valutare dopo”.
Ti sei dato una spiegazione del fatto che dopo un anno in cui stai modellando la Juve alla tua maniera e sei vicino allo scudetto continui a essere criticato?
“Probabilmente sto sui coglioni a qualcuno. Non lo so, mi interessa relativamente perché poi quelle giornalistiche sono opinioni quindi mi interessa relativamente leggere opinioni di altre persone su una materia in cui io penso di saperne di più. Poi può darsi che sbagli, ma fammi essere presuntuoso in questo. Poi so benissimo tutte le difficoltà che dobbiamo affrontare giornalmente e quindi penso di avere anche tutti i dati a disposizione per sapere di più di chi esprime un’opinione che ritengo legittima ma che mi interessa fino a un certo punto”.
Cosa cambia senza Bonucci e quanto ha chiesto a Rugani di riscattarsi dopo alcune partite difficili?
“Se Rugani ha giocato poco la grossa responsabilità è la mia perché si meritava di giocare di più. Non sono d’accordo sulle brutte prestazioni perché non si può parlare di brutta prestazione di Rugani in un quarto d’ora di delirio di tutta la squadra. Rugani fino al 60’ a Milano aveva fatto bene come tutti gli altri ma poi è rimasto coinvolto in un crollo di squadra. Ha giocato poco perché in certi momenti della stagione abbiamo ritenuto che l’esperienza e la personalità di Bonucci erano estremamente importanti. Non è la prima volta che lo dico, molto probabilmente meritava di giocare di più e le responsabilità sono dello staff tecnico in questo senso più che di Rugani”
Da cosa è dipesa la crescita di Rabiot?
“Dall’evoluzione naturale della situazione. Rabiot è un giocatore forte con qualità fisiche e tecniche non comuni, con uno strapotere quando strappa che ho visto a pochi giocatori. Poi si parla di un ragazzo con un carattere abbastanza chiuso che ha cambiato paese, società, calcio e ci ha messo qualche mese a capire situazione e calcio che giochiamo in Italia. Sta venendo fuori, è un percorso che abbiamo visto fare a tanti stranieri di livello nei primi sei mesi italiani. Il ragazzo sta tirando fuori le sue qualità e secondo me sta giocando con un bel livello di personalità, prende iniziative e dà la sensazione di sicurezza e tranquillità in campo”.
Pjanic fisicamente non è al top? Come mai è stato fuori?
“È stato fuori due partite in cui abbiamo fatto una scelta anche sulle caratteristiche degli avversari: squadre fisiche con un centrocampo solido. Siamo andati su un altro tipo di scelta per quel motivo lì. Poi mi sembra che dopo il lockdown Miro abbia fatto quasi tutte le altre partite. Sta bene, ieri ha fatto un programma individualizzato per forza ma sta bene”.


