ESCLUSIVA TJ - Juve-Napoli 3-0, i pareri degli ex giudici sportivi Tosel e D'Urso
Mirko Di Natale
La redazione di TuttoJuve, a seguito del verdetto emesso dal giudice sportivo Mastrandrea in relazione alla sfida non disputata tra Juventus e Napoli dello scorso 4 ottobre (leggi qui la sentenza), ha contattato telefonicamente, in esclusiva, due ex vertici legislativi come Gianpaolo Tosel e Bruno D'Urso per commentare insieme la sentenza e non solo:
Uno stralcio degli interventi sarà possibile ascoltarlo durante la messa in onda di "Cose di Calcio", visibile su Radio Bianconera sul canale 68 del digitale terrestre:
Quale è il commento, a caldo, di tutta questa vicenda?
Tosel: "Non ho ancora avuto modo di leggere tutte le carte, però il 3-0 a tavolino con il punto di penalizzazione al Napoli era una delle possibilità indicate e il risultato non era scontato. La normativa non ha tutta questa chiarezza, non è come per esempio un cazzotto tirato sul campo da gioco".
D'Urso: "Da quel che ho potuto capire, il giudice sportivo si è dilungato nell'analisi e nell'acquisizione di elementi ulteriori a quelli che avrebbe dovuto valutare. Questo aveva fatto intravedere un qualche ravvedimento dalla possibilità di applicare rigorosamente in maniera neutra le norme che regolano la situazione che è stata verificata, invece si è approfondito ed è arrivato ad una conclusione".
E' una decisione giusta, a suo parere, quella emessa dal giudice Mastrandrea?
D'Urso: "Sì, se per giusto si vuole definire un primo verdetto che è redatto in maniera rigida nelle norme che regolano la materia che è stata analizzata. A mio parere c'è stata una analisi nel merito, una svalutazione della legittimità proposta dal Napoli della propria condotta. Questo apre una falla valutativa e interpretativa nel giudice di secondo grado molto ampia, perché andare a valutare il merito delle condotte e non il presupposto e l'effetto dal punto di vista sportivo - non è stata valutata se la mancata presenza è stata legittima o illegittima -. farà si che i difensori azzurri potranno sguazzarci dentro nei successivi gradi di giudizio".
Gli organi di stampa, così come i media in generale, forse non si aspettavano questo tipo di sentenza che forse può essere ribaltata.
D'Urso: "Certamente, questa non è altro che l'ennesima dimostrazione dell'arroccamento del mondo del calcio sulle proprie convinzioni e sull'interpretazione all'interno delle norme. La giustizia applicata in questo momento è domestica, racchiusa tra le quattro mura del calcio professionistico pieno di interessi ed arroganza delle proprie regole. Il mio commento è che non possono travalicare gli argini delle norme costituzionali, prima tra le quali la tutela della salute che è un bene costituzionalmente garantito e che è ben presente nelle condotte".
Insomma, però il giudice sportivo non ha fatto altro che applicare il regolamento.
Tosel: "Assolutamente sì, con un approfondimento notevole in una materia nuova. E' più semplice muoversi quando ci sono decine e decine di esempi, ma quando c'è il vuoto normativo a livello giurisprudenziale è molto più difficile".
Si ringraziano Gianpaolo Tosel e Bruno D'Urso per la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


