Udinese, Alaba si presenta con parole da leader: "Non sono qui per chiudere la carriera"
David Alaba all'Udinese è realtà. Il fuoriclasse austriaco ha deciso di ripartire da Udine dopo le esperienze ricche di trofei con Bayern Monaco e Real Madrid. Il difensore è stato presentato ieri in conferenza stampa alla presenza di tutta la dirigenza bianconera:
Ad aprire la conferenza stampa è stato il direttore generale Collavino
"Non c'è necessità di grandi sottolineature da parte mia per quanto riguarda Alaba, un giocatore che ha vinto tantissimi trofei a livello internazionale, che ha indossato le maglie dei club tra i più prestigiosi al mondo e che è un punto fermo della nazionale austriaca. Faccio però due brevi considerazioni, la prima è il benvenuto ad Alaba, arriva in un club che ha 130 anni di storia, che rappresenta il territorio, che negli anni ha saputo costruire una reputazione internazionale e che ha saputo dare continuità. Una realtà che grazie alla visione della famiglia Pozzo ha saputo competere ad alti livelli mantenendo la sua identità. La seconda è una considerazione che ha fatto David alla firma, ovvero che non è qui a chiudere la carriera. Non è qui per celebrare il passato ma per guardare al presente. Gli chiediamo di incidere in tutto ciò in cui può incidere, gli chiediamo di innalzare il livello della mentalità lavorando con i tanti giovani talentuosi che abbiamo in squadra. Il suo arrivo certifica la bontà del progetto che stiamo portando avanti".
Microfono al Group Technical Director Nani:
"Di solito al Real Madrid li vendiamo i calciatori, ora li prendiamo. Questo comunque certifica il lavoro della famiglia Pozzo. Abbiamo giocatori dallo spessore importantissimo, qualcuno mi ha chiesto perchè avessimo preso Alaba, difficile trovare giocatori con il suo palmares e la sua mentalità. E' un onore e un privilegio averlo firmato, è una trattativa nata circa tre settimane fa e che abbiamo portato avanti in grande silenzio. Qualcuno si è un po' arrabbiato quando è uscita la notizia, non abbiamo potuto coordinarci da questo punto di vista. Però era importantissimo avere un giocatore così. Ci porta esperienza, voglia di vincere e soprattutto ha voglia di continuare la sua carriera, non di concluderla".
Parola al dt Inler che ha affrontato Alaba in Champions League in passato:
"E' un momento speciale, dal primo giorno, quando David è atterrato, lo attendevo e ho sentito emozione, energia, quello che ho sentito quando l'ho affrontato quando giocavo e ho affrontato il Bayern Monaco o quando l'ho incrociato con la maglia della Svizzera contro l'Austria. Sentivo voglia di fare bene, non è venuto qua solo per tornare in forma, lui vincere partite, vuole vincere qualcosa, Quindi ben venga. Dal primo giorno chiede tante cose, vuole migliorare,per me è un onore avere un campione così nella nostra squadra. Avrà il mio sostegno al 100% come tutti i suoi compagni di squadra, lo hanno accolto bene e siamo qua per dimostrare che l'Udinese può fare tante belle cose Grazie alla famiglia Pozzo perchè di solito i giocatori a certi club noi li vendiamo. Qui c'è tanto lavoro dietro, vogliamo creare una squadra forte".
Le prime parole di Alaba:
"Mi avete fatto sentire a casa fin da subito, vi ringrazio per questa accoglienza".
Cosa ti ha portato a scegliere l'Udinese?
"Ho parlato principalmente con mister Runjaic, mi ha convinto del progetto che c'è qui. Mi sono preso del tempo per prendere una decisione, con il tempo mi sono convinto che questo forse il percorso giusto. Credo sia lo step giusto per la mia carriera".
Con quanti club italiani hai parlato prima di arrivare a Udine? Come stai fisicamente? Dove giocherai?
"Mi sento bene e mi sento pronto a giocare, ho cominciato già ad allenarmi con la squadra da circa una settimana e mi sono allenato duramente nei mesi scorsi. Ho parlato spesso con Runjaic del mio ruolo, ho giocato spesso come difensore centrale, mi sento a mio agio lì, ma ho giocato anche in altre posizioni ma principalmente mi sento bene come difensore centrale. Sui club posso dire che sì, ho parlato con altri club italiani".
Senti ancora di poter fare il mediano come ai tempi di Guardiola?
"Sì sono sempre stato un giocatore molto flessibile. Sono qui per aiutare la squadra, voglio aiutarla senza pensare troppo al ruolo anche se mi sento meglio come difensore centrale".
Sarai praticamente un fratello maggiore per questa squadra:
"Non è la prima volta in carriera che avrò il ruolo di fratello maggiore in spogliatoio, sono molto felice di assumermi responsabilità. Anche nella nazionale austriaca sono tra i più esperti e comunque ho cercato di mantenere questo ruolo anche al Real Madrid e al Bayern Monaco".
La tua esperienza con l'Austria si è chiusa?
"Sono sempre in contatto con Rangnick, abbiamo un ottimo rapporto, abbiamo deciso consapevolmente insieme di sospendere per qualche giorno l'esperienza con l'Austria perchè volevo cominciare l'esperienza a Udine. La Serie A sicuramente è stato un campionato in cui volevo giocare è sicuramente parte della mia scelta"
Cosa sapevi dell'Udinese prima di arrivare? Quanto conoscevi della realtà prima della firma?
"Naturalmente l'Udinese è una società storica della Serie A, so tante cose dell'Udinese e conoscevo già il club. Ho parlato anche con amici e calciatori che giocano qui in Italia, ho pensato tanto alla mia scelta e l'ho presa consapevolmente. Ho fatto i colloqui con le persone giuste e ho preso questa decisione".
A dispetto di chi parla del tuo stato fisico puoi scrivere pagine di storia importanti dell'Udinese:
"So che giocatore sono e sono qui per giocare a calcio, sono qui per scrivere le prossime pagine di storia da calciatore. Ho tanta esperienza e voglio metterla a disposizione della squadra. Delle voci mi interesso meno".
Ti piace Udine?
"Sì molto, è una piccola città ma molto bella, sono stato in centro e fuori a cena, mi sono sentito molto bene, la società ha infratrutture fantastiche e i collaboratori sono accoglienti. Non direi che sono stato stupito ma l'impressione è stata ottima".
Siamo vicini all'Austria e già oggi ce ne sono alcuni:
"Sì i tifosi austriaci ti fanno sentire sempre a casa, mi sento molto bene qui ed è bello vedere i tifosi austriaci qui"
Per Nani, alza il livello delle ambizioni questo innesto?
"Non vogliamo mettere pressione a nessuno, conferma più che altro le nostre ambizioni, prima si arriva più velocemente possibilmente a 40 punti e poi si vedrà. Abbiamo tanti giocatori forti, questo è un già segnale, poi l'obiettivo è crescere, quello che è importantissimo è quello che Alaba ci porta come leadership e mentalità, quello che verrà sarà una conseguenza delle scelte".
Con chi hai parlato prima di arrivare? Ti senti più centrale o più braccetto?
"Sì ho parlato con diversi giocatori come Modric, Arnautovic e Ribery. Sul ruolo, ho parlato con il mister e deciderà lui, posso fare il centrale a tre ma anche il braccetto di sinistra".
Un'opprotunità o una esigenza dettata dai tanti gol presi?
"All'inizio l'idea di prendere David era un sogno, poi è diventata un'opportunità. Il mister ci ha chiesto un giocatore in quel ruolo e quindi da opportunità è diventata un po' anche esigenza, è stata un po' entrambe le cose".
Prime impressioni sui tuoi compagni di reparto?
"Per un periodo sono stato con la nazionale austriaca, poi sono arrivato e ho iniziato ad allenarmi duramente. Solet è un esempio incredibile delle qualità che ha questa squadra, è un giocatore che fa la differenza, lo ha sempre dimostrato e lo sta dimostrando anche qui".
Cosa vuol dire per te ripartire da Udine?
"Ho deciso di venire qui non sulla base del mio passato ma perché sono ambizioso e voglio sempre di più. E' un progetto importante e penso sia un passo giusto per la mia carriera. Non devo dimostrarmi nulla, ma sono venuto qui per costruire un nuovo capitolo della mia carriera, per aiutare la squadra con la mia qualità ed esperienza".
In una recente intervista ha fatto un paragone con l'Udinese di Guidolin arrivata quarta, ce lo può contestualizzare meglio?
"C'è stata un'incomprensione, parlando della partenza stentata, il parallelismo era dovuto al fatto che anche l'Udinese di Guidolin è partita male per poi arrivare molto bene. Questo non vuol dire che mi ricorda quella e finiremo in Champions League, semplicemente che la partenza a rilento non significa che non possiamo migliorare quanto fatto l'anno scorso. Poi è giusto che il tifoso sogni ma noi abbiamo i piedi per terra, vogliamo arrivare il prima possibile ai 40 punti, la Serie A è un campionato difficile, il Frosinone è partito molto bene, il Cagliari è quasi in testa alla classifica. Prendere un giocatore come Alaba certifica la nostra ambizione di migliorare":
Che idea hai della Serie A?
"La qualità della Serie A è molto alta, è uno dei migliori campionati d'Europa, sono davvero felice e mi sono inserito bene negli allenamenti che sono duri. Sto bene in vista di lunedì, la responsabilità di decidere spetta a Runjaic, parleremo anche con lo staff medico, però mi sento molto bene".
Che opinione ti sei fatto della squadra dopo l'avvio di campionato?
"La squadra ha tante qualità, le ho viste in allenamento, ho guardato le ultime partite e ho visto del potenziale e della qualità. L'ultima partita con il Cagliari penso che l'Udinese sia stata la miglior squadra in campo nei novanta minuti, la gara non era facile e il calcio a volte ha risvolti diversi da quanto ci si aspetta o si meriterebbe, dobbiamo riuscire a mettere in campo quel che ci chiede l'allenatore. Dobbiamo riuscire a fare punti e dobbiamo anche costruire la consapevolezza necessaria a vincere, ma la qualità si è sempre vista e l'Udinese sa giocare pur con margini ancora di miglioramento".
Che ricordo hai della sfida di Champions League contro Inler?
"Mi ricordo che Inler era un giocatore molto duro, non era facile giocarci contro. Ho giocato a centrocampo in quella partita, era un giocatore molto aggressivo, me lo ricordo bene, ma abbiamo vinto quindi va bene così".
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