MORATA: "Mi mancava tanto la Nazionale. Certi titoli mi addolorano, io sempre tifoso dell'Atletico. La Juve era l'opzione migliore per me, ma a fine carriera..."
Alessandra Stefanelli
Lunga intervista concessa da Alvaro Morata, attaccante della Juventus fresco di convocazione in Nazionale spagnola, al microfoni de ‘El Partidazo’ su Cope e Radio Marca: “L’obiettivo di qualunque giocatore è tornare in Nazionale - ha detto l’attaccante della Juventus -. Un giocatore lavora per cose come questa e soffre quando vede le partite in televisione. Una delle poche cose che mi mancano è vincere con la Spagna. È stato duro non esserci, soprattutto nell’anno dell’Europeo”.
Sull’addio all’Atletico Madrid: “È difficile da spiegare. Mi dà fastidio che ogni cosa che dico debba fare notizia. Non ho mai detto che stavo male all’Atletico, Simeone merita tutto il mio rispetto. Mia moglie non mi sopporta più perché vedo tantissime partite dell’Atletico ed esulto ai loro gol. Sono felice che le cose gli vadano bene. Un giocatore poi deve esaminare le sue opzioni e in quel momento la cosa migliore per me era la Juve. Avevo fatto iscrivere i bambini a scuola a Madrid. È normale che il club cerchi la miglior soluzione, non ho intenzione di dire perché sì o perché no. Mi addolora leggere alcuni titoli che mi prendono in giro perché sono grato ai club in cui sono stato. Ma quando sei piccolo hai sempre una squadra per cui tifi e io sono e sarò dell’Atletico. Voglio che sia molto chiaro che sono grato all’Atletico”.
Su Simeone: “Ho un buon rapporto con lui e gli auguro il meglio. Non so se ci rincontreremo o se tornerò a vestire la maglia dell’Atletico. Al momento sto bene bene e sono tranquillo, ma nella vita non si sa mai”.
Sul Getafe: "Vorrei chiudere la carriera con la maglia del Getafe. Sono molto amico del presidente, loro mi hanno accolto da ragazzo, dopo l’Atletico, e mi hanno aiutato a diventare il calciatore che sono oggi, mi piacerebbe finire lì".
Sui gol annullati: “Credo che contro il Barcellona io abbia fatto una grande partita, ma le persone si ricordano solo del fuorigioco. Sul terzo gol Busquets mi ha detto che non credeva fosse fuorigioco”.
Su Cristiano Ronaldo: “Ho sempre avuto un buon rapporto con lui”.
Sulla Juventus: “Era tanto tempo che non giocavo più di sei partite con più di 70 minuti in campo. Sicuramente sono maturato tardi, ma ho imparato da ogni tappa. Una finale di Champions Juventus-Atletico? Lo spero, anche se sarebbe meglio contro un’altra squadra perché contro l'Atletico è sempre difficile segnare”.
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