ESCLUSIVA TJ - Francesco Repice: "Dybala ha 27 anni: non è più una giovane promessa. Pirlo scelta lungimirante: ecco cosa mi ha convinto"
Luca Cavallero
Riguardo all'attualità in casa Juventus e all'andamento corrente della Serie A, la redazione di TuttoJuve.com ha intervistato in esclusiva Francesco Repice, storico radiocronista RadioRai.
Terza sosta delle nazionali e tempo di un primo, parziale, bilancio del campionato della Juventus di Pirlo. Come giudica sin qui il cammino dei bianconeri?
"Secondo me dobbiamo partire dal presupposto che il lavoro che ha da fare Pirlo non è semplice. Ricordiamoci che, da dopo Allegri in poi, la Juventus ha sempre cambiagto guida tecnica, a due anni di fila l'uno dall'altro. Pirlo è giovane e penso che con l'affidargli la panchina la Juventus abbia fatto una scelta molto lungimirante. Credo che se anche i bianconeri non dovessero vincere quest'anno, daranno comunque continuità a questo progetto. Se devo stilare un bilancio è sicuramente positivo: a Roma la squadra ha giocato molto bene".
Con tre attaccanti, tuttavia, che aggrediscono la profondità e un mediano - Rabiot - che recupera palla e la indirizza in loro direzione...
"Quello che è avvenuto contro la Lazio, partita che ho commentato e che la Juventus ha giocato molto bene: interessante questo sistema di gioco con una linea difensiva a quattro sotto palla in fase di non possesso, che imposta invece a tre in fase di possesso. Per me Pirlo sta gettando basi molto importanti".
Tanto con Sarri, quanto - ora - con Pirlo la Juventus sembrava però voler dare una svolta: linea difensiva alta, squadra corta e dominio del possesso, aggredendo subito la palla persa...
"Intendiamoci: io non sono un "guardiolano". Credo che Massimiliano Allegri sia uno dei migliori in assoluto. Con lui i bianconeri sapevano essere pratici nel momento giusto e anche adesso, in questo avvio, con Pirlo abbiamo visto sprazzi interessanti a livello di praticità. Piuttosto dobbiamo riflettere su un tema, smentito dall'andamento del campionato".
Prego.
"Il campionato che stiamo vivendo ci ha dato un'indicazione importante: non è vero che le squadre con la panchina più lunga, con più sostituzioni, sono automaticamente le più avvantaggiate, anzi... Per questo sono ancora più importanti i momenti chiave e la loro interpretazione: è necessario saper essere pratici e incisivi nel momento giusto".
Passiamo alla questione Dybala: come commenta il suo difficile avvio di stagione?
"Se vuole giocare, al momento, deve accettare di fare la seconda punta o al fianco di Cristiano Ronaldo o di Morata: altri ruoli ha dimostrato di non poterli ricoprire. Allegri aveva provato ad arretrarlo, ma l'esperimento non è riuscito. In questo momento non ha alternative".
Crede che, tuttavia, nella testa di Pirlo ci sia di giocare con tutti e tre insieme contemporaneamente?
"Certamente sì, anche con uno - o entrambi - tra Kulusevski e Chiesa. Il punto è che, nella realtà dei fatti, però il calcio si traduce in equilibrio. I bianconeri, al momento, non dispongono di centrocampisti che dal nulla ti inventano la giocata. Contro la Lazio ho visto una Juve bella raccolta e incisiva nelle ripartenze".
Dal suo punto di vista la Joya finirà per rinnovare o le sue strade con la Juve si divideranno a fine stagione, se non già a gennaio?
"In questa situazione Dybala ha poche possibilità di trovare spazio. La percezione esterna è che il discorso rinnovo lo stia sviando troppo dal campo: l'errore compiuto con la Lazio è grave. Quando sei alla Juve è anomalo vedere errori simili in momenti chiave come quello dell'Olimpico... Dybala non è più un ragazzino con il quale devi fare esperimenti: ha 27 anni ed è il giocatore che abbiamo visto finora. In passato siamo stati troppo frettolosi a proclamarlo il nuovo vice-Messi...".
Pirlo però, sin dalla prima conferenza stampa, lo ha posto al centro del progetto...
"Sì, poi però lo schieri in campo e conta quello che succede lì. Ripeto: non è più una giovane promessa; ha 27 anni. Se vuole giocare, ora come ora, deve avere la capacità di capire che può fare la seconda punta o insieme a Ronaldo o insieme a Morata".
Altri due giocatori posti sotto i riflettori della critica sono Ramsey e Bernardeschi...
"L'avvio di Rmasey è stato convincente: con lui tutti quanti i giocatori giocano bene, diversamente da quello che accade con Bernardeschi o Dybala. Credo che Pirlo abbia imparato una grande lezione da due allenatori che ha avuto - Ancelotti e Prandelli -: l'intercambiabilità dei giocatori in mediana. Contro il Ferencvaros abbiamo visto una Juve che a centrocampo chiamava i suoi ad interpretare adeguatamente tutte le fasi: interdizione ed impostazione. Sotto questo aspetto Ramsey è un giocatore importante".
Per quanto riguarda invece la corsa scudetto quali valutazioni iniziali ha tratto?
"Il Milan sta bene: ha rivalorizzato giocatori come Kessie e Bennacer ed è trascinata - sotto tutti i fronti - da Ibra, ancora decisivo. L'Inter è in un momento di difficoltà, ma è una squadra di grande fisicità. Il Napoli, che ha un allenatore che stimo tantissimo, sta facendo molto bene. Poi la Roma: ha grandissimo talento davanti. E non trascuriamo un fattore".
Quale?
"Ai giallorossi, al momento, manca Zaniolo davanti: un giocatore formidabile, diverso dagli altri. Se ritornerà lo stesso di prima dopo la rottura del crociato? E' giovane, sicuramente ce la farà. Dopo il primo infortunio, la scorsa stagione, rientra e fa subito vedere cose incredibili contro Verona e Torino: è di un'altra categoria".


