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A MENTE FREDDA - Qualche progresso si vede. Ma la partenza non è da scudetto. E Dybala diventa un caso

autore
Quintiliano Giampietro
per Tuttojuve.com
lunedì 9 novembre 2020, 11:30Primo piano
autore Quintiliano Giampietro
09.11.2020 11:30Primo piano
Insidefoto/Image Sport
Insidefoto/Image Sport

Prendere un gol a 10 secondi dal fischio finale non è da Juventus. La sfida contro la Lazio ha lasciato l'amaro in bocca per la mancata vittoria che sembrava ormai in cassaforte. Certe gare vanno chiuse soprattutto contro squadre come quella di Simone Inzaghi, sul pezzo fino all'ultimo e forte di un Caicedo, divenuto ormai il nuovo Cesarini. All'Olimpico si è visto qualche passo avanti in termini di prestazione, ma restano troppe le occasioni fallite. Conta vincere, come recita la vecchia legge di casa Juventus. Anche perchè il bilancio di queste prime sette giornate di campionato parla di 13 punti, frutto di 3 successi (ma è compreso anche quello a tavolino contro il Napoli) e 4 pareggi, 6 lunghezze in meno rispetto allo scorso anno. Nella cavalcata dei nove scudetti consecutivi, solo nel 2015 c'è stato un inizio peggiore. Con questo trend lo scudetto appare un miraggio. Lo ha riconosciuto lo stesso Pirlo, lanciando un avviso ai naviganti: "Per essere grandi serve fame, voglia e testa".

Un messaggio chiaro, forse soprattutto per Dybala. Entrato a 15 minuti dalla fine al posto di Ronaldo, imperdonabile l'errore dell'argentino che ha innescato l'azione del gol biacoceleste. A parte questo singolo episodio, il numero 10 della Juventus sembra aver smarrito la strada che la scorsa stagione lo ha portato al premio di migliore giocatore della Serie A. La Joya degli ultimi tempi ha un approccio sbagliato, pare distratto, svogliato e privo della concentrazione necessaria per convincere Pirlo a ridargli la maglia da titolare. Ad una forma fisica non ottimale si è aggiunta l'infiammazione alle vie urinarie. Insomma, qualche attenuante Dybala ce l'ha, ma non basta a giustificare questa involuzione. Il timore è che si tratti anche di un problema psicologico legato al ritrado del rinnovo contrattuale e alla concorrenza che lo costringe alla panchina. Questa volta Paulo non risponderà alla chiamata della sua Nazionale. Pirlo avrà così un paio di settimane per recuperare il giocatore sotto ogni aspetto.

Chi invece si conferma ogni volta è Ronaldo, solito trascinatore della squadra e decisivo. Gol a parte, per lui un palo e una punizione respinta dall'ottimo Reina. Dal momento in cui il fuoriclasse portoghese è uscito per una botta alla caviglia, si è spenta la luce bianconera. Con il sistema di Pirlo Cr7 è sempre più al centro del gioco e spesso segna da autentico centravanti, rispetto agli ultimi due anni tragati Allegri, in cui partiva dalla sinistra per accentrarsi e tirare. Il messaggio di Cristiano sul suo profilo Instagram è eloquente: "Testa alta e credi nel lavoro che stiamo facendo". Parole da leader tecnico ed emotivo.

per Tuttojuve.com

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