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A MENTE FREDDA – Pirlo errori ed orrori. Alla ricerca della Juve perduta

autore
Quintiliano Giampietro
per Tuttojuve.com
giovedì 18 febbraio 2021, 13:00Primo piano
autore Quintiliano Giampietro
18.02.2021 13:00Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Inguardabile, agghiacciante, orribile. C'è l'imbarazzo della scelta per accostare l'aggettivo alla caduta di Oporto. Al Dragao va in scena sicuramente la più brutta Juve della stagione, probabilmente degli ultimi nove anni. Peggio di così era difficile immaginarla. L'imperdonabile errore di Bentancur che ha innescato il vantaggio lusitano e la dormita di gruppo nel raddoppio, sono il manifesto di una notte buia. La rete di Chiesa però accende più di una luce sulle possibilità di qualificazione. Che poteva essere addirittura ipotecata se l'arbitro avesse fischiato il rigore a Ronaldo nell'ultimo minuto di recupero. Sarebbe però riduttivo e non gioverebbe alla squadra fermarsi solo sugli episodi, senza sottolineare l'atteggiamento di sufficienza, inaccettabile quando ti giochi un ottavo di Champions League, anche se in questo senso la storia si ripete. Due anni accadde contro l'Atletico, quando i bianconeri caddero per 2 a 0 a Madrid, salvo poi qualificarsi grazie alla tripletta di Cr7 allo Stadium. Tutt'altro esito il match contro il Lione nella passata edizione: sconfitta per 1 a 0 a febbraio dopo una prova negativa, inutile il 2 a 1 di Torino ad agosto, eliminazione che costò la panchina a Sarri. 

Tornando alla stretta attualità, obbligatorio fare riflessioni su Pirlo. Innanzitutto è ormai palese che costruire dal basso rischia di diventare un suicidio, tanto più senza un giocatore come Arthur, abile nel palleggio, a differenza dei suoi compagni di reparto. Il tecnico invece fa sapere che insistera' con questa soluzione, dimenticando forse di non avere a disposizione gli uomini che hanno fatto la fortuna del Barcellona di Guardiola. Prendere gol in quel modo è da film horror, ma c'erano 88 minuti a disposizione per sovvertire il destino e se ambisci a conquistare la Coppa diventa obbligatorio. Invece nessuna reazione, anzi l'altra rete è arrivata dopo un solo giro d'orologio della ripresa e con la modalità citata sopra. Inconcepibile. Segno di una squadra mai scesa in campo, innanzitutto con la testa. In questi casi sarebbe fondamentale l'intervento dell'allenatore per dare la scossa emotiva necessaria a cambiare rotta.

Pirlo invece non incide in questo senso e ancora una volta pecca d'ingenuità quando si presenta davanti ai microfoni: “Se vai in svantaggio in questo modo ti vengono a mancare le sicurezze, un po' di paura ti viene”. Paura? No, questo sentimento non può avere cittadinanza in una grande squadra e in un contesto importante come la Champions. E se pure fosse vero, mai dirlo pubblicamente, così come è inutile recriminare per il rigore non assegnato. Non fa parte della storia juventina e il mister lo sa. Dal naufragio di Oporto si salvano Rabiot e soprattutto Chiesa. Il francese, dopo qualche errore iniziale, cresce con il passare dei minuti e nel finale fornisce l'assist vincente. Il 23enne ex viola, a parte il gol pesantissimo in chiave qualificazione, pare l'unico che non si arrende mai, mostrando impegno e grinta dall'inizio alla fine. Per il resto, c'è l'impressione di una squadra priva di cattiveria agonistica, grave se parliamo di Juve. Dov'è finito il dna bianconero?

per Tuttojuve.com

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