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IL TERZO TEMPO - Imbarazzo UEFA a Nyon. Villareal sfida stimolante, ma questa Juventus non può bastare

autore
Luigi Risucci
per Tuttojuve.com
lunedì 13 dicembre 2021, 22:35Primo piano
autore Luigi Risucci
13.12.2021 22:35Primo piano
Disastro UEFA nei sorteggi, ma l'urna alla fine è benevola. Emery è un mago in Europa. Tutti i punti deboli della Juventus di oggi su cui lavorare.
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

In un periodo pessimo per i risultati sul campo l’unica buona notizia degli ultimi tempi è arrivata da Nyon.

A partire dalla tragicomica vicenda del sorteggio da rifare per “errori dovuti ad un malfunzionamento del software dei fornitori UEFA”, ennesima figura barbina raccattata dalla premiata ditta Ceferin e co. L’urna aveva dapprima riservato ai bianconeri l’avversario più morbido delle 16 rimaste in gara, lo Sporting Lisbona, salvo poi sorteggiare quel Villareal già giustiziere dell’Atalanta.

Meglio risparmiarsi ulteriori commenti sulla gestione dilettantistica della vicenda da parte del massimo organo europeo, sempre più in crollo verticale in termini di credibilità. Gli errori sono stati molteplici e marchiani, senza precedenti nella storia delle competizioni europee. Come hanno commentato alcuni giornalisti alla vigilia del “secondo” sorteggio, a scuola i ragazzi utilizzano giustificazioni più credibili di quelle UEFA. Meglio piuttosto, discorrere brevemente degli avversari che verranno.

Il “sottomarino giallo”, campione in carica dell’Europa League, è squadra arcigna, organizzata e tecnica allo stesso tempo e nasconde non poche insidie, ma sempre meglio di Paris Saint Germain e Atletico Madrid. Il tecnico Emery è la punta di diamante del gruppo: un mago della panchina e maestro nella gestione delle gare europee, dall’alto delle 4 Europa League vinte alla guida di Siviglia (3) e Villareal. La difesa è retta dall’esperto capitano ex Napoli Raul Albiol e da Pau Torres, scudiero anche della nazionale iberica. Il centrocampo è orchestrato dal genio di Dani Parejo e dai muscoli di Capoue, mentre in attacco la coppia Danjuma – Gerard Moreno (recordman per gol nella storia del club) è ben assortita e pericolosa. Per informazioni chiedere a Gasperini, che ha raccolto appena un punto nella doppia sfida agli spagnoli.

Urna benevola, dunque, ma non troppo. La Juventus di oggi uscirebbe probabilmente con le ossa rotte dalla competizione, contro una squadra troppo avanti nel percorso di crescita rispetto ai bianconeri. Magari tra due mesi la storia potrebbe essere diversa, con i recuperi di Chiesa e Danilo, ma soprattutto qualche certezza tecnica e tattica in più, da raccogliere strada facendo. A proposito di certezze e continuità. Mancano sempre più ai bianconeri, protagonisti di continui cambi di schemi tattici e di insopportabili saliscendi di umore e risultati. Quando il momento è propizio per avvicinarsi alle prime quattro in classifica, questa Juventus sbaglia.

Il pari del Milan e la sconfitta del Napoli inesorabilmente rese vane dall’imbarazzante pareggio di Venezia. Non per il valore dell’avversario, che esprime un buon calcio ed un’ottima organizzazione e perciò non ha rubato nulla, ma per il solito atteggiamento spocchioso ed irritante della squadra e di alcuni interpreti in campo. È questo che più fa arrabbiare e che più degli altri aspetti differenzia la squadra rispetto agli anni passati. Una compagine soggetta a farsi rimontare costantemente e quasi mai capace di fare il contrario. Se va in vantaggio lascia sempre occasioni agli avversari per rientrare in gioco. Se viceversa passa in svantaggio non ha l’ardore e la cattiveria per riprendersi la partita. Frutto di alcuni giocatori al limite dell’indegnità tecnica, soprattutto se parametrata all’ingaggio. Parliamo dei soliti: Rabiot, sceso in campo “in ciabatte”, il desaparecido Ramsey che non mette piede in campo da mesi, il brasiliano Arthur che pensa bene di presentarsi in ritardo agli allenamenti in una stagione simile, o dello stesso Alex Sandro, ormai lontano parente di quello ammirato negli anni passati. Giocatori da mettere sul mercato, anche perché, con i soli ingaggi, pesano sul bilancio per oltre 50 milioni lordi.

Allegri, che è vero, ha raccolto macerie, sta disseminando confusione, fino ad affidarsi alla mossa della disperazione: aggrapparsi al talento del 2003 Soulè negli ultimi cinque minuti. È il simbolo, l’emblema del punto in cui si è arrivati. Il quarto posto, obiettivo minimo stagionale, dista ancora otto punti e di questo passo diventerà un miraggio. Sarà fondamentale chiudere bene l’anno nelle sfide a Bologna e Cagliari per approfittare di altri eventuali scivoloni di Milan e Napoli che, a proposito, si sfideranno nel prossimo weekend. Ma soprattutto sarà importante, alla ripresa, non sbagliare due sfide fondamentali: quella ai partenopei in campionato e quella all’Inter in Supercoppa. Per motivi diversi, sono due crocevia della stagione: con un trofeo in bacheca (per giusta strappato all’Inter campione in carica e capolista in campionato), i tifosi gusterebbero un goccio di miele dopo tanti bocconi amari. E perché Inter e Napoli sono state le due avversarie principali degli ultimi anni.

Vista l’uscita prematura dei bianconeri dal discorso scudetto, faccio un augurio in quest’ottica a Giampiero Gasperini, artefice della splendida scalata europea e non dell’Atalanta: dopo un percorso lungo e di crescita costante, condito da tante soddisfazioni, ma senza trofei in bacheca, gli orobici sembrano poter puntare davvero al campionato. Società, allenatore e gruppo lo meriterebbero per tanti motivi. È la prospettiva che mi dispiace meno. In bocca al lupo.

per Tuttojuve.com

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