J-Women - Montemurro a carte scoperte: attaccare il Lione per difendere l'impresa
Guardia alta. Il Lione resta la favorita, sulla carta, anche se l'andata in realtà abbia detto il contrario. E guai a pensare di aver già passato il turno, anzi. Le francesi possono ribaltarla per tanti, troppi motivi che Joe Montemurro snocciola con abbondanza di particolari e prudenza. La Juve se la giocherà fino in fondo, come è giusto attendersi dopo l'impresa di otto giorni fa allo Stadium, senza dimenticare però che le sette volte campionesse d'Europa venderanno cara la pelle con l'obiettivo di riprendersi l'inerzia di un quarto di finale ancora apertissimo. "Il Lione è la squadra numero uno del mondo, ha grandi campionesse e una grande storia in questa competizione. Sono ancora più favoriti rispetto ad inizio qualificazione. Giocano in casa, hanno avuto otto giorni di riposo. Sinceramente sono i favoriti, ma come ha detto Pauline la partita dura 90 minuti e speriamo di non portarla ai supplementari. Speriamo di godere di questa avventura" le parole del tecnico.
CARTE SCOPERTE - Gioca a carte scoperte Montemurro e ci tiene a precisare che in Champions come a briscola il suo obiettivo non cambi. E poco importa se l'Europa intera si aspetti una gara a difesa del prezioso 2-1 conquistato una settimana fa. Non sarà così. "Non conosco un allenatore o un giocatore che voglia perdere - precisa il tecnico presentando il match di questa sera alle 21 -. Se gioco a briscola con mio fratello voglio vincere. Siamo qui per giocarla, non vogliamo proteggere il risultato. Mi fa piacere che le ragazze abbiano preso questa positività, poi dovremo gestire la partita. In alcune situazioni loro avranno più possesso e in altre potremo giocare noi".
ATTACCARE PER DIFENDERE - Aggressività in trasferta per proteggere il vantaggio maturato in casa. "Spero di avere più coraggio e controllo del pallone. Le loro ripartenze sono micidiali. Dobbiamo essere in grado di gestire la gara come viene. Quando abbiamo la palla dobbiamo sfruttare le loro debolezze". Attaccare in campo, quindi, per difendere un bel pezzo di impresa e ribaltare le gerarchie di un calcio, quello femminile, che lontano dai nostri confini appare ancora troppo diverso per seguito e cifre, non solo quella tecnica. Ma se è vero che una giocatrice francese può arrivare a guadagnare al mese quello che una italiana guadagna in un anno, è altrettanto vero che la crescita delle bianconere e il coraggio visto allo Stadium possano fare la differenza. L'andata ci ha detto questo, il ritorno ci dirà il resto.


