ESCLUSIVA TJ - Cuccureddu: "Insegno ai ragazzini il rispetto delle regole. Vlahovic? Non è Maradona, va servito di più"
Con una mano parla al telefono di Juve, con l'altra distribuisce pettorine ai suoi ragazzini poco prima di una partita. Lo fa dopo aver giocato una vita in bianconero e alzato trofei come calciatore e allenatore, anche alla guida della Primavera di Del Piero e compagni. Tra una battuta e l'altra sul calcio di ieri e di oggi, Antonello Cuccureddu alza improvvisamente la voce e striglia gli esordienti della scuola calcio che porta il suo nome, ad Alghero. Proprio come farebbe un padre con i suoi figli. "Venite qui e scaldatevi!" dice loro, rimproverandoli bonariamente per la disciplina che oggi manca, a suo dire, a troppi giovani e giovanissimi. "Cosa insegno? L'educazione e il rispetto delle regole prima di tutto. Ce n'è bisogno. E poi a giocare a calcio, ma bisogna essere bravi a farlo" le parole dell'ex bianconero a Tuttojuve.
Cosa intende esattamente?
"Alcuni ragazzi si ritrovano in mano a certi pseudo-allenatori che fanno solo pasticci. Si insegna troppa tattica e poca disciplina. Nelle giovanili di serie A e B fortunatamente ci sono bravi allenatori ma non è sempre così. I settori giovanili andrebbero ristrutturati".
C'entra con la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali?
"Sì, c'entra anche quello. Bisogna puntare sui giovani, lo dico sempre. Bisogna crederci, i giovani forti ci sono ma pensiamo troppo agli stranieri. Se un ragazzo non gioca a diciannove o vent'anni, quando gioca? E poi si parla di pressioni...".
A proposito, pensando a Vlahovic, ha ragione Allegri quando parla di pressioni diverse alla Juve rispetto alla Fiorentina?
"La maglia della Juve è pesante, non c'è dubbio. La pressione? La misura il medico (ride, ndr). E' una cosa normale che alla Juventus ci si aspetti sempre il massimo. Se lo aspettano la società e i tifosi".
Il serbo ha segnato un solo gol nelle ultime sei partite. Come se lo spiega?
"E' un grande giocatore ma va supportato. Non si può pretendere che faccia tutto da solo in mezzo al campo. E' un calciatore che va servito sulle verticali, è bravo a giocare sull'uno-due. Ha però bisogno di un punto di riferimento che non sempre c'è. Serve anche velocità di manovra per innescarlo al meglio, rapidità che spesso non si vede. Insomma, non è Maradona... non può superare da solo le difese avversarie e segnare. Più palle gli arrivano, più sarà facile per lui trovare la rete. Dovrà poi essere bravo nel capitalizzare al meglio le occasioni, che però devono aumentare".
Domani c'è la trasferta a Cagliari, come ci arriva la Juve?
"Non è facile riattaccare la spina dopo la sconfitta contro l'Inter. La Juventus deve comunque cercare di vincerle tutte e vedere cosa succede davanti. Sarà un'impresa non da poco ma bisogna provarci. Cominciare ad allentare la tensione adesso vorrebbe dire rischiare delle figuracce".
Come vede la squadra di Mazzarri in chiave salvezza?
"Hanno bisogno di punti altrimenti si fa dura. E quindi non sarà facile per la Juventus. Visto l'organico, il Cagliari si meriterebbe certamente una classifica diversa da quella di oggi".
Che idea si è fatto del mancato rinnovo di Dybala?
"A me dispiace che vada via. Fosse stato per me sarebbe rimasto. Hanno deciso dalla società, prendiamone atto".
Cosa serve alla Juventus da questo mercato?
"Magari un centrocampista alla Pirlo, un regista dalle qualità enormi, ma quelli bravi se li tengono. Aspettiamo il rientro degli infortunati, l'organico della Juve è già forte così".


