A MENTE FREDDA – Allegri schiaffo ai giochisti. Dybala tristezza di un separato in casa
Se dovessimo definirla con estrema sintesi, potremmo dire brutta, ma con anima. Al Mapei Stadium va in scena la versione peggiore della Juve: approccio sbagliato e squadra molle per buona parte della gara, salvo poi resistere e portarla a casa. Servono le prodezze dei singoli per evitare il tonfo e rimettere in discussione un quarto posto che invece è ormai a portata di mano. La Roma dista 8 punti, se la Fiorentina domani batterà l'Udinese nel recupero salirà a -7. Tra Venezia e Genoa, Madama potrebbe brindare ufficialmente alla qualificazione in Champions. Per poi sperare in qualcosa di più, visto che è di una sola lunghezza il ritardo da un Napoli ormai in caduta libera. Una parte del popolo bianconero però non si accontenta, ormai sono una consuetudine le critiche per la mancanza di un gioco apprezzabile. Sull'argomento, risponde Allegri il pragmatico: “Dovevamo vincere, il resto non conta. Tra infortuni e stanchezza va bene così”. Insomma, la coralità del Sassuolo cede alla concretezza della Juve.
In effetti la situazione di emergenza fa segnare il forfait di De Ligt qualche ora prima del fischio d'inizio. Ma il tecnico livornese non si aggrappa mai agli alibi. Come detto, il blitz di Reggio Emilia arriva grazie ai singoli. Il gol decisivo è di Kean, uno di quei giocatori la cui permanenza resta in forte dubbio. Sicuro invece dell'addio Dybala. Il disagio di Paulo è evidente da quando Arrivabene ha annunciato il divorzio. L'esultanza pacata, quasi inesistente dopo il gol di ieri, è l'ennesima prova. Allegri ammette che non è facile giocare da separato in casa, pur assicurando la professionalità del ragazzo. La questione è di natura meramente emotiva. Lo stesso allenatore dovrà fare una profonda riflessione sull'utilizzo del numero dieci da qui al termine della stagione. In particolare per la finale di Coppa Italia contro l'Inter, l'unica occasione per evitare che la Juve resti a mani vuote dopo dieci anni di trionfi.


