Spalletti a DAZN: "Dopo la prima mezz'ora è stata un'altra partita. La Juventus deve stare in Champions, ma non per i soldi: per la gloria. Rigraziamo John Elkann, si è impegnato tanto in questi anni"
Luciano Spalletti ha commentato il prezioso successo della Juventus a Bergamo ai microfoni di DAZN. Le sue parole:
Non è facile venire qui e portare a casa i tre punti. Lo avete capito forse nel primo tempo. Meglio nella ripresa. Quanto pesa questo successo?
"Lo sapevamo anche ieri in allenamento e l'altro ieri che era dura venire a giocare qui, non soltanto nel primo tempo. Poi l'abbiamo toccato con mano quello che pensavamo perchè loro sono una squadra forte, forte nei calciatori, poi stanno benissimo in campo, loro ti sbattono da destra a sinistra due o tre volte prima di chiudere l'azione, nel fare questo perimetrale, nell'andare da una parte all'altra, nelle scivolate, sono tanti metri, sono tante corse, per cui quando riconquisti palla devi essere bravo a gestirla, altrimenti sei costretto a rincorrere, quando costruisci tu devi essere bravo a tenerla, altrimenti ti fanno correre, per cui non abbiamo nè costruito bene, nè gestito sulla riconquista, ma nella prima mezz'ora abbiamo corso. Dopo la prima mezz'ora è stata tutta un'altra partita, siamo stati bene in gara. Nel secondo tempo siamo entrati anche molto meglio, perchè si diceva. Il gol di Boca è un po' una casualità, ma dieci secondi prima gli è capitata sul destro e non l'ha presa ma era davanti al portiere, la stessa azione, per cui... noi durante questa stagione in tantissime partite ci è successo di essere l'Atalanta nella prima mezz'ora fino alla fine della partita e poi di non portare a casa la vittoria, per cui questa volta si è fatto un po' il contrario e mi sembra che la squadra sia rimasta in campo bene".
Stasera portate a casa anche il quarto posto in attesa del Como domani. Il Milan oggi ha perso, tra due giornate ci sarà lo scontro diretto. Che cosa farà la differenza fino alla fine per raggiungere quel sogno?
"La fa la somma delle cose che hai imparato, la somma delle cose che hai nel carattere, nel bagaglio proprio professionale che ti ha portato qui, perchè poi la Champions non è che sia... quello che farò perchè ci mancano i soldi per comprare calciatori, e si aspetta di ricaricare il bancomat perchè... no... è un'altra questione la nostra, è un'altra questione, è un livello di gloria, è un livello di voler stare dentro una competizione dove i bambini dall'altra parte del mondo ti vedono giocare e sanno chi sei, è una conseguenza per la Juventus dover stare in Champiosn League, anzi la Champions League senza squadre come la Juventus poi stridono un po', ce la voglio vedere dentro, ti chiamano proprio, guarda che ci devi stare, dalla Champions League si ricevono delle telefonate, ti chiamano, perchè ci devi stare. Non sono gli stessi discorsi che si fanno sempre, se no non si possono comprare calciatori, se non siamo dentro... se non siamo dentro il prossimo anno non si gioca, non giochiamo la Champions, deve essere una conseguenza naturale giocare la Champions, per cui si ha l'atteggiamento corretto. Poi può darsi, per quello che si è lasciato per strada e per quello che ci è successo in delle partite, che tu perda dei punti e che ci siano squadre forti come il Como, come la Roma, che sono lì e ti passano avanti e allora lo devi accettare, ma tu devi fare il tuo. C'è un motivo particolare: il motivo è perchè giochi nella Juventus e la Juventrus deve stare là".
Oggi c'era la proprietà in tribuna, un grande segno di vicinanza. Cosa significa quando la Juventus ti sceglie e ti mette al centro di un progetto?
"Intanto ringraziamo la proprietà, ringraziamo John Elkann di essere stato qui, perchè mi aveva avvisato che ci sarebbe stato e mi avrebbe fatto piacere anche vederlo nello spogliatoio, perchè poi lui secondo me si è impegnato in questi anni per riuscire a creare un squadra di livello, una squadra forte, per cui noi dobbiamo per forza rispondere restituire quella che è l'ambizione che lui ha avendo scelto noi, dobbiamo essere di quel livello, di soddisfare quella che è la sua ambizione con le scelte che ha fatto. E poi naturalmente è una società organizzatissima, che sta sempre a spingere per essere ancora dentro il più possibile nel futuro e si continua a lavorare perchè poi quello che c'è di bello è che questi calciatori sono un gruppo forte, unito, che ha questa disponibilità per gli strattoni che gli fai. Poi alcune non ce la fanno e altre no, delle volte si soffre e altre siamo più bravi a portarla a casa con più qualità. A me non piace fare delle partite sulla difensiva, come è successo nella prima mezz'ora, per cui li chiamavo fuori, ma poi se gli altri sono più bravi e ti costringono a fare quello, diventa un altro modo di fare calcio che è quello che devi sacrificarti, soffrire e fare bene questa fase difensiva, perchè anche quella lì è una fase importantissima. E' chiaro che calciatori come Boga, Yildiz, Conceiçao, poi spariscono dal gioco perchè se non gliela pulisci un po' per bene, la palla gliela randeli sempre addosso dalla linea difensiva, diventa difficile con le stazze dei difensori che ci sono ora".






