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Juventus, l’immagine della solitudine dirigenziale nel derby fa discutereTUTTO mercato WEB
Oggi alle 06:40Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Juventus, l’immagine della solitudine dirigenziale nel derby fa discutere

L’immagine di Comolli nel derby contro il Torino alimenta dubbi sulla leadership della Juventus e sul futuro del progetto bianconero.

Tra le immagini più significative e amare del derby di Torino ce n’è una che ha colpito profondamente l’ambiente juventino: Damien Comolli fermo sul terreno di gioco, isolato, quasi spaesato, mentre intorno cresceva tensione e disillusione. Uno scatto simbolico che, per molti tifosi, racconta meglio di qualsiasi parola il momento di smarrimento vissuto oggi dalla Juventus.

L’attuale dirigente bianconero continua infatti a essere al centro delle critiche di una parte della tifoseria, che fatica a riconoscere nella nuova leadership quelle caratteristiche storicamente associate alla Juventus: carisma, forza istituzionale e senso di appartenenza.

Una leadership che non convince l’ambiente

Le perplessità attorno alla figura di Comolli non riguardano soltanto i risultati sportivi. A pesare sono soprattutto la gestione di alcune trattative di mercato, la mancanza di colpi realmente decisivi e una comunicazione che, secondo molti tifosi, non è riuscita a trasmettere fino in fondo identità e spirito juventino. L’impressione è quella di una figura competente dal punto di vista manageriale, ma ancora distante dall’immaginario e dalle esigenze di un club che vive di pressione, ambizione e cultura della vittoria.

Il derby e quella sensazione di smarrimento

L’immagine del dirigente fermo in mezzo al campo, quasi paralizzato dagli eventi e dal clima pesante vissuto intorno alla squadra e alla curva, ha alimentato ulteriormente i dubbi sul futuro della Juventus. Per molti sostenitori bianconeri, infatti, il club avrebbe bisogno in questo momento di figure forti, capaci di rappresentare la società anche nei momenti più difficili, proteggendo squadra e ambiente.

Anche Ferrero finisce nel mirino delle critiche

Nel dibattito entra inevitabilmente anche la figura del presidente Gianluca Ferrero. Pur riconosciuto come professionista serio e competente, una parte dell’ambiente juventino ritiene che il suo ruolo resti troppo istituzionale e poco incisivo dal punto di vista sportivo e comunicativo. La sensazione diffusa è che alla Juventus servano oggi dirigenti capaci di trasmettere leadership e personalità, elementi che in passato hanno rappresentato un marchio distintivo del club.

Il futuro della Juventus passa anche dalla dirigenza

Il clima attorno alla squadra resta pesante dopo una stagione deludente e un derby che ha lasciato più interrogativi che certezze. La distanza percepita tra dirigenza e tifosi continua ad alimentare dubbi sul progetto tecnico e societario della Juventus del futuro.

Per ripartire, il club dovrà probabilmente ritrovare non solo competitività sul campo, ma anche figure in grado di incarnare davvero il peso e la storia della maglia bianconera.