Suzuki e’ troppo importante
Il precampionato aveva raccontato fino a questo momento di una Juventus praticamente impermeabile, capace di attraversare quattro amichevoli senza incassare una rete, contro l’Inter, però, sono riemersi improvvisamente i dubbi relativi alla porta. E la prestazione di Michele Di Gregorio ha inevitabilmente riacceso il mercato bianconero, ne parla Tuttosport.
Il risultato di Perth, con i nerazzurri vittoriosi per 2-1, conta relativamente. Molto più significative sono le indicazioni raccolte da Luciano Spalletti. Se la squadra deve ancora migliorare sotto diversi aspetti, la sensazione è che il tecnico abbia soprattutto bisogno di maggiore sicurezza alle spalle della difesa.
Più Di Gregorio, contro l’Inter qualcosa non ha funzionato
Di Gregorio non può essere indicato come unico responsabile della sconfitta, ma almeno in una delle due reti nerazzurre avrebbe potuto fare decisamente meglio. Lo stesso Spalletti, nel dopopartita, non ha nascosto completamente il problema, ammettendo che il portiere avrebbe potuto avere una risposta differente. È proprio questo il punto sul quale la Juventus deve interrogarsi. Una squadra che vuole tornare ad alti livelli non può convivere con l’incertezza tra i pali. Il portiere deve trasmettere tranquillità alla linea difensiva, essere decisivo nelle poche occasioni concesse e partecipare con personalità alla costruzione. Se ogni conclusione avversaria rischia di trasformarsi in un pericolo, inevitabilmente aumenta anche la tensione dei difensori.
Suzuki resta il grande obiettivo
Per questo il nome di Zion Suzuki continua a occupare una posizione centrale nelle strategie juventine. Il portiere giapponese del Parma piace da tempo e viene considerato un profilo con caratteristiche adatte alla Juventus che Spalletti vuole costruire.
L'operazione, però, è tutt'altro che semplice. Il Paris Saint-Germain sta lavorando per acquistare Suzuki dal Parma e la Juventus spera successivamente di poter ottenere il giocatore in prestito. Una soluzione particolare, dettata anche dalle condizioni economiche dell'affare. Il problema è rappresentato soprattutto dai tempi. Luis Enrique potrebbe voler valutare Suzuki prima di autorizzarne una partenza temporanea, mentre Spalletti avrebbe bisogno di definire quanto prima le gerarchie della porta.
Vicario rimane l’alternativa
La Juventus, naturalmente, non può permettersi di aspettare all'infinito. Per questo resta sullo sfondo anche la possibilità Guglielmo Vicario, un profilo conosciuto e già abituato a pressioni importanti. La priorità resta Suzuki, ma il concetto alla Continassa sembra essere più ampio: serve un portiere capace di alzare immediatamente il livello del reparto. Se non sarà possibile arrivare al giapponese nelle condizioni desiderate, sarà necessario valutare un'alternativa altrettanto affidabile.
Spalletti vuole eliminare l’ansia dalla sua difesa
La questione diventa ancora più evidente osservando quanto di buono fatto dalla Juventus nelle precedenti amichevoli. La squadra aveva mostrato compattezza, aggressività e capacità di concedere pochissimo agli avversari. Contro l'Inter, invece, è bastato relativamente poco per compromettere il risultato. Spalletti non può costruire una squadra aggressiva se alle spalle della linea difensiva rimane una sensazione di insicurezza. Ed è per questo che il dossier portiere rischia di diventare uno dei più importanti dell'ultima parte del mercato juventino.
Conceição, Kolo Muani e Alajbegovic danno segnali
Da Perth non sono comunque arrivate soltanto cattive notizie. Francisco Conceição ha riaperto la partita mostrando ancora una volta carattere e capacità di incidere, mentre l'impatto di Kolo Muani e Alajbegovic ha fornito a Spalletti indicazioni interessanti.


