Vicario non era la prima scelta di Spalletti, ma rappresenta un compromesso su cui il club ha deciso di puntare
La Juventus ha sciolto definitivamente il nodo relativo al portiere puntando su Guglielmo Vicario risolvendo al fotofinish il problema del portiere, anche se il nome dell'italiano non era la prima scelta di Luciano Spalletti. Vicario ad oggi rappresenta un compromesso, che alla fine potrebbe rivelarsi la decisione migliore per la società oppure no, ma al quale non c'erano alternative possibili.
Questione di tempo e di bilanci
Le soluzioni individuate, Vicario tra i pali e Kolo Muani per l’attacco, potrebbero non coincidere completamente con gli identikit inizialmente immaginati da Luciano Spalletti, sottolinea la Gazzetta dello Sport, entrambi però garantiscono un importante bagaglio internazionale e, nelle valutazioni della società, rappresentano un salto di qualità rispetto ai giocatori che sono andati a sostituire. Spalletti avrebbe voluto tra i pali il Dibu Martinez, ma la distanza economica tra la richiesta dell'Aston Villa e l'offerta Juventus è stata ritenuta incolmabile da Carnevali, che deve tenere d'occhio anche i conti del club. Gli inglesi hanno continuato a chiedere 10 milioni di euro, mentre i bianconeri si erano spinti fino a 7 milioni più 3 di bonus ricevendo ancora un no che ha spinto l'amministratore delegato a guardare altrove, anche perchè la promessa fatta all'allenatore era quella di consegnargli un portiere entro l'amichevole in famiglia di oggi. A cambiare definitivamente lo scenario è stato il Tottenham. La disponibilità degli Spurs a discutere il trasferimento di Vicario attraverso la formula del prestito ha permesso alla Juventus di accelerare immediatamente ed arrivare così ad una soluzione considerata più sostenibile dal punto di vista economico e compatibile con le tempistiche stabilite dalla società.


