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Arango, ex all. Lucumi: "La Juventus si è assicurata un top, a 14 anni aveva le stesse qualità di oggi. Il suo trasferimento aiuterà economicamente il Deportivo Cali"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 13:30Primo piano
di Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com

Arango, ex all. Lucumi: "La Juventus si è assicurata un top, a 14 anni aveva le stesse qualità di oggi. Il suo trasferimento aiuterà economicamente il Deportivo Cali"

Il professor Carlos Eduardo Arango racconta Lucumi, dagli esordi al Deportivo Cali fino alla Juventus: qualità, carattere e ambizioni del difensore colombiano.

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il professor Carlos Eduardo Arango, per parlare del periodo in cui ha allenato Jhon Lucumi ai tempi del Deportivo Cali e non solo:

Lucumi, dalla Colombia alla Juventus

Lucumi ha affermato di essersi trasferito nel club migliore d'Italia. Ha ragione?

"Penso che questa risposta sia molto corretta. Ha ragione quando dice che arriva in una delle squadre più importanti d'Italia, la storia e i trionfi parlano a favore della Vecchia Signora. E' un club in cui hanno giocato i migliori giocatori al mondo. Noi qui a Cali abbiamo già avuto dei calciatori che si sono affermati in squadre italiane di livello, mi riferisco a Yepes, Cristian Zapata, e Rivas. Provenivano tutti dal Deportivo, come Jhon".

E' un top nel suo ruolo? Che ne pensa?

"In Coppa del Mondo ha dimostrato di essere un giocatore di classe superiore, un top. Se la Juventus lo ha notato, è perché lo ha seguito da vicino e ha ritenuto di ingaggiarlo per rinforzare la rosa. Con la maglia della Nazionale l'ho visto giocare su livelli molto alti, e con l'aiuto di Dio potrà confermarlo durante la stagione o le stagioni in cui indosserà questa maglia".

Le qualità del difensore

Crede che può diventare un giocatore importante ai livelli di Juan Cuadrado che ha scritto la storia con questa maglia?

"Qui al Deportivo Cali e in Colombia, speriamo che possa davvero ripetere quanto ha fatto Cuadrado nei suoi anni trascorsi a Torino. Logicamente, giocheranno in posizioni diverse, credo che per Cuadrado sia stato più facile dimostrare il suo valore non solo come difensore ma anche come attaccante. Jhon dovrà assumersi la responsabilità di non far subire gol alla propria squadra, di non permettere agli attaccanti avversari di entrare in area di rigore e di marcarli tutti dal primo all'ultimo. Crediamo che Lucu sarà in grado di assolvere a questo compito, assicurando che la porta della Juventus non subisca gol".

L'incontro con il giovane Lucumi

A che età ha conosciuto il piccolo Jhon?

"L'ho allenato all'età di 14 anni, in quella categoria che all'epoca chiamavamo 'pre-giovanile' che corrisponderebbe alla fascia che va dai quattordici ai quindici anni. In genere i ragazzi venivano qui per qualche giorno, mese o stagione e poi andavano nella nazionale colombiana di categoria, oppure in una squadra del dipartimento di Valle del Cauca che abbiamo qui. Le regioni, in Colombia, sono divise in dipartimenti che poi garantiscono l'accesso ai tornei a livello nazionale. Jhon era nel team del Valle del Cauca Team. Giocava sempre in quei tornei, nella categoria ragazzi, nella categoria pre-giovanile, e rappresentava sempre il dipartimento in quel tipo di competizioni. E quando non era in quella squadra, veniva al suo club e si allenava con noi. Ricordo che quell'anno vincemmo il campionato di quella categoria, di quella manifestazione. Lui faceva parte di quella squadra".

Quali furono le sue qualità che più le rimasero impresse?

"Jhon ha sempre avuto un tempismo perfetto: arrivava sempre al momento giusto per chiudere le azioni, per intercettare i lanci lunghi e quelli alle sue spalle. Era sempre molto calmo, giocava sempre con pazienza, calma e intelligenza per contrastare gli attaccanti e i giocatori avversari. Oggi rivedo ancora in lui tutte queste grandi qualità".

Come era il suo carattere?

"E' sempre stato un giocatore calmo, mai sopra le righe, all'inizio un po' riservato. La sua famiglia proviene da una regione qui nel Cauca, un dipartimento vicino alla Valle del Cauca, in particolare dalla zona di Padilla. Sono tutti persone umili, tranquille e laboriose che amano lavorare nei campi. La canna da zucchero è una coltura importante qui. Quindi, come i suoi genitori, era una persona tranquilla e riservata. Si relazionava facilmente con i suoi compagni di squadra, senza però essere troppo estroverso o eccessivamente energico rispetto a loro. Col tempo, ha acquisito più esperienza giocando a calcio e, per quanto ne so, anche nella socializzazione e nell'interazione con i suoi compagni. È diventato un po' più allegro ed estroverso. Crescendo, è diventato ancora più allegro e amichevole, condividendo di più con tutti i suoi compagni di squadra".

Insomma, ci sono stati dei cambiamenti positivi nel suo carattere.

"Sì, ma è sempre stato un ottimo compagno di squadra. Un ragazzo davvero bravo. È sempre stato molto stimato da tutti i suoi compagni di squadra, da tutto lo staff di allenatori e insegnanti del Deportivo Cali. È amatissimo da tutti qui, e ancor di più quando giocatori come Lucu vanno all'estero e iniziano a giocare in squadre di alto livello in giro per il mondo. Per noi sono giocatori davvero speciali, molto amati dai tifosi e da chi lavora, gioca o è legato al Deportivo Cali".

"Il suo trasferimento aiuterà economicamente il Deportivo Cali"

Per caso ha mantenuto qualche contatto con lui?

"La verità è che, a causa del mio lavoro e del modo in cui lo svolgo, dopo che i giocatori lasciano il Deportivo Cali non ho più molti contatti con loro. Raramente ho un rapporto di amicizia con loro, non li chiamo, non gli scrivo e non li vedo spesso. Solo a volte, quando viene qui a Cali e in Colombia, lo incontro nel quartier generale o nelle strutture del Deportivo Cali Country Club, e in alcune occasioni ci siamo visti quando è venuto con la Nazionale colombiana. I calciatori a volte vengono per allenarsi e mantenere la condizione fisica. Quindi ho avuto l'opportunità di salutarlo. Sono vicino ai suoi genitori, che vedo molto spesso – suo padre, sua madre, alcuni dei suoi zii –, parlo con loro e chiedo come sta".

Cosa le rispondono?

"Desiderano vederlo giocare, tutti ci auguriamo possa avere la possibilità di mettersi in mostra e dimostrare le sue qualità. C'è anche un po' di gioia nel vedere che il club ha attraversato momenti difficili e sicuramente il Cali riceverà dei soldi dal suo trasferimento dal Bologna alla Juventus. Questo aiuterà molto una società come la nostra che ha avuto tante difficoltà economiche negli ultimi cinque anni. Gli auguro il meglio, gli faccio i miei migliori auguri e voglio che abbia successo con la Juventus. Per lui e per la sua bellissima famiglia".

Si ringrazia Carlos Eduardo Arango per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

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