Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Il Quinto Elemento - Cinque incognite per tornare a vincere: a Cagliari non bastano le parole, servono risposte

autore
Massimo Pavan
per Tuttojuve.com
Oggi alle 15:30Primo piano
autore Massimo Pavan
11.10.2026 15:30Primo piano
La Juventus deve superare delle difficoltà a Cagliari, diversi gli elementi da tenere sotto osservazione
www.imagephotoagency.it
www.imagephotoagency.it

La Juventus riparte da Cagliari con cinque interrogativi e una sola certezza: non può più permettersi di perdere terreno. La sosta per le nazionali, l'attacco che fatica a segnare, il precedente negativo dello scorso gennaio, la crescita impressionante dei sardi e la necessità di ritrovare solidità difensiva rappresentano i cinque elementi di una partita che potrebbe già indirizzare il futuro bianconero. Spalletti deve trovare risposte, possibilmente tutte insieme.

L'effetto post sosta: la Juventus che ritroveremo sarà migliore?

Le soste per le nazionali sono sempre un'incognita, soprattutto per una squadra che deve ancora trovare continuità. Possono servire per lavorare, recuperare energie e sistemare i problemi, ma possono anche interrompere il ritmo, spezzare gli automatismi e restituire giocatori stanchi dopo viaggi e impegni internazionali.

La Juventus arriva a Cagliari dopo la brutta sconfitta contro il Sassuolo, un risultato che ha lasciato interrogativi importanti. Spalletti ha avuto tempo per riflettere, ma non ha potuto lavorare con l'intero gruppo per tutta la pausa.

Il rischio è ritrovare una squadra ancora discontinua, magari con buone intenzioni ma poca brillantezza.

La Juventus ha conquistato dieci punti nelle prime cinque giornate, un bottino che la mantiene vicina alle posizioni di vertice ma che non consente ulteriori distrazioni.

Il primo elemento sarà quindi capire quale Juventus uscirà dalla sosta: quella capace di reagire e crescere oppure quella fragile e intermittente vista in alcuni momenti di questo avvio di stagione.

Non ci sono più grandi margini per gli esperimenti. Il calendario corre e le partite ravvicinate obbligheranno Spalletti a trovare subito risposte.

Tornare al gol: senza cattiveria non si va da nessuna parte

La Juventus deve ricominciare a segnare con continuità. Sembra una considerazione banale, ma i numeri raccontano una situazione che merita attenzione.

Sette reti nelle prime cinque giornate sono troppo poche per una formazione che vuole competere per le prime posizioni, soprattutto considerando la qualità dei giocatori offensivi a disposizione. Spalletti ha chiesto maggiore coraggio, più conclusioni e meno esitazioni negli ultimi metri. Non basta arrivare sulla trequarti, palleggiare e cercare sempre la soluzione perfetta: bisogna anche tirare.

C'è un dato che rende la trasferta di Cagliari particolarmente interessante. La Juventus ha subito soltanto 39 conclusioni, meno di qualsiasi altra squadra del campionato, mentre i rossoblù ne hanno concesse ben 102, secondo dato più alto della Serie A dopo il Frosinone.

Questo significa che, almeno sulla carta, gli spazi per creare occasioni dovrebbero esserci. Ma concedere tiri non significa necessariamente concedere gol, e la Juventus dovrà essere capace di trasformare le opportunità in occasioni realmente pericolose. Servono più uomini in area, maggiore precisione nell'ultimo passaggio e soprattutto la volontà di concludere senza paura di sbagliare.

La squadra di Spalletti deve tornare a essere concreta. Perché il possesso del pallone, da solo, non porta punti.

Il Cagliari non è più quello di una volta: attenzione alla trappola

Sottovalutare il Cagliari sarebbe un errore gravissimo. E la Juventus dovrebbe averlo già imparato.

Lo scorso 17 gennaio i rossoblù hanno battuto i bianconeri per 1-0, interrompendo una serie di nove confronti consecutivi senza successi contro la Vecchia Signora. Un precedente che deve rappresentare un avvertimento, non soltanto un ricordo.

La Juventus ha vinto 47 partite di Serie A contro il Cagliari, ma nelle ultime cinque sfide ha ottenuto soltanto due successi, con due pareggi e una sconfitta. Segno che questa avversaria, indipendentemente dalla classifica, sa trovare le contromisure per mettere in difficoltà i bianconeri.

Quest'anno, poi, il Cagliari ha fatto un salto di qualità evidente. Quattro vittorie nelle prime cinque giornate rappresentano un risultato storico: i sardi non partivano così bene dalla stagione 1969-1970, quella del loro scudetto.

La formazione di Fabio Pisacane è una delle grandi sorprese del campionato e arriva all'appuntamento con entusiasmo, fiducia e la consapevolezza di poter battere chiunque.

Attenzione soprattutto a Daniel Maldini, reduce da tre presenze consecutive a segno. Un giocatore di talento che sta trovando continuità e che potrebbe creare problemi alla difesa juventina. C'è anche un altro elemento da considerare: il Cagliari non pareggia da otto partite casalinghe di Serie A, con quattro vittorie e quattro sconfitte. Una squadra che, davanti al proprio pubblico, tende a giocarsi le partite fino in fondo.

La Juventus non deve pensare di affrontare una piccola, ma una formazione che oggi occupa una posizione importante con pieno merito.

Kolo Muani e Woltemade, adesso servono i gol degli attaccanti

Il problema offensivo della Juventus ha un nome preciso: i centravanti non stanno incidendo abbastanza. Randal Kolo Muani ha giocato da titolare tutte le prime cinque partite di campionato senza riuscire a segnare. Non è l'unico attaccante della Serie A in questa situazione, ma il dato diventa preoccupante se confrontato con il suo coinvolgimento offensivo.

Tra i giocatori che hanno effettuato almeno 25 tocchi nell'area avversaria, soltanto Assane Diao ha tentato meno conclusioni del francese: undici tiri per Kolo Muani, dieci per Diao. Un numero che fotografa il problema.

Kolo Muani partecipa alla manovra, lavora per i compagni, si muove e cerca spazi, ma deve diventare molto più pericoloso quando si avvicina alla porta. Lo stesso discorso riguarda Nick Woltemade, dal quale ci si aspetta maggiore presenza offensiva e capacità di incidere nelle situazioni decisive.

La Juventus non può continuare a chiedere sempre ai difensori o agli esterni di risolvere le partite. Bremer, Zhegrova e Nico Gonzalez hanno già dato un contributo importante in termini realizzativi, ma adesso serve anche quello delle punte. Un centravanti della Juventus deve creare occasioni, attaccare l'area e soprattutto segnare. Non può limitarsi a giocare bene per la squadra. Spalletti dovrà trovare il modo di valorizzare Kolo Muani e Woltemade, ma anche i due attaccanti dovranno assumersi maggiori responsabilità. Cagliari rappresenta un'occasione ideale per cambiare la situazione.

La difesa deve tornare a zero: il clean sheet è fondamentale

C'è infine un aspetto che potrebbe risultare decisivo: la solidità difensiva. La Juventus ha subito meno tiri di tutte le altre squadre della Serie A, appena 39 nelle prime cinque giornate. Un dato positivo, che dimostra come l'organizzazione difensiva di Spalletti sia in grado di limitare le conclusioni avversarie. Ma il calcio non si misura soltanto con le statistiche. La sconfitta per 3-2 contro il Sassuolo ha evidenziato quanto possa diventare costoso concedere occasioni nei momenti sbagliati. A Cagliari la Juventus dovrà ritrovare attenzione, concentrazione e capacità di gestire le diverse fasi della gara. Il clean sheet, ovvero chiudere la partita senza subire reti, sarebbe un segnale importantissimo.

Significherebbe recuperare sicurezza, permettere alla squadra di attaccare con maggiore serenità e ridurre il rischio di dover inseguire il risultato. La Juventus è rimasta imbattuta in sette delle ultime otto trasferte di campionato, ma ha perso la più recente contro il Sassuolo. L'ultima volta che i bianconeri hanno subito due sconfitte esterne consecutive in Serie A risale all'ottobre 2025. Un precedente da evitare assolutamente.

La difesa deve essere il punto di partenza della ripartenza juventina: non subire gol significa costruire le condizioni migliori per tornare a vincere.

Contro una squadra in fiducia come il Cagliari, concedere poco e mantenere la porta inviolata potrebbe fare tutta la differenza.

A Cagliari serve una Juventus completa

La verità è che nessuno di questi cinque aspetti può essere considerato separatamente dagli altri. La Juventus deve superare le incognite della sosta, ritrovare il gol, rispettare la forza del Cagliari, ottenere risposte dai propri centravanti e mantenere la porta inviolata. Non basta migliorare soltanto in una fase di gioco. Per tornare a essere una squadra capace di competere per obiettivi importanti, i bianconeri devono trovare un equilibrio tra produzione offensiva e solidità difensiva. Spalletti lo sa bene: una grande squadra non può permettersi di essere bella ma inconcludente, aggressiva ma fragile, oppure ordinata ma incapace di fare male. A Cagliari la Juventus deve dimostrare di aver imparato dagli errori dello scorso gennaio e dalla sconfitta contro il Sassuolo. Il campionato è ancora lungo, la classifica resta corta e le possibilità di recuperare terreno ci sono tutte.

per Tuttojuve.com

Altre notizie