Spalletti difende la squadra
Massimo Pavan
Luciano Spalletti promuove la prestazione della Juventus dopo l'1-1 di Cagliari, ma non nasconde la delusione per una vittoria sfumata nonostante le numerose occasioni create. Il tecnico bianconero, sottolinea la qualità del gioco espresso dalla squadra, chiedendo però maggiore determinazione nei duelli e nelle situazioni decisive. Spazio anche alla difesa di Kolo Muani, alla posizione di Nico González e al confronto finale con Fabio Pisacane, costato l'espulsione all'allenatore juventino.
Spalletti promuove la Juventus: «Abbiamo fatto una grande partita»
Il risultato non soddisfa Luciano Spalletti, ma il giudizio sulla prestazione è decisamente positivo.
La Juventus ha controllato a lungo il gioco, chiudendo con il 72% di possesso palla e 23 conclusioni complessive, senza però riuscire a superare il Cagliari. L'allenatore bianconero ritiene che la squadra abbia costruito le condizioni per vincere e che il problema principale sia stato non sfruttare le opportunità.
«Perché poi ti manca, ma è stata fatta una grande prestazione. Perché questo gli va detto ai ragazzi, che hanno fatto una grande prestazione. Perché se giocano sempre così, io sono convinto che se ne vincono tante».
Un messaggio chiaro: Spalletti non vuole che il pareggio cancelli quanto di positivo mostrato dalla squadra.
Allo stesso tempo, però, non intende accontentarsi.
«Partite come quelle di stasera vanno vinte: punto e basta. Abbiamo fatto comunque una grande partita, diciamo la verità».
Il problema della Juventus: poca cattiveria nei duelli
L'analisi del tecnico si concentra soprattutto sulla capacità dei giocatori di essere determinanti nelle situazioni decisive. Spalletti individua un limite nella gestione dei contatti fisici, soprattutto quando gli attaccanti ricevono il pallone spalle alla porta. «In questi contatti, in questi duelli, siamo un po' troppo fragili». L'allenatore spiega che, contro difese particolarmente chiuse, non è sufficiente aspettare che si aprano gli spazi. Bisogna conquistarli attraverso il movimento, il posizionamento del corpo e la forza nei contrasti.
«C'è uno spazio tolto, c'è uno spazio strappato, c'è uno spazio che io levo al mio avversario, ma non che trovo, perché non c'è: gli spazi non ci sono».
Un concetto che diventa centrale nella sua valutazione. La Juventus riesce a costruire gioco, ma deve imparare a imporsi anche fisicamente nei momenti più importanti. «La vittoria non si sogna, si determina»
Spalletti insiste anche sull'atteggiamento mentale. Non basta aspettare che arrivi l'occasione favorevole: bisogna cercarla con convinzione e farsi trovare pronti quando si presenta. Il tecnico cita in particolare una situazione nel recupero, quando un pallone potenzialmente decisivo non viene sfruttato. «Qui ci sono situazioni come l'ultima palla al 94º minuto: ci è capitata una palla e bisogna fare gol. Non posso vedere il calciatore quasi sorpreso perché gli capita questa palla».
Per Spalletti la differenza tra una buona squadra e una formazione vincente passa proprio da questi dettagli.
«Il mio sogno è vincere la partita. No, non è un sogno. Non è un sogno, è una cosa che tu vai a prenderti. Non devi sognare niente: tutto nella realtà». Il tecnico vuole maggiore ferocia agonistica e una Juventus capace di trasformare la qualità del gioco in risultati concreti.
Kolo Muani promosso: «Io sul suo carro ci rimango fino in fondo»
Tra i singoli, Spalletti esprime un giudizio particolarmente positivo su Randal Kolo Muani. L'attaccante francese ha realizzato il gol del pareggio e colpito una traversa nel finale, ma soprattutto ha mostrato movimenti che il tecnico considera incoraggianti. «Kolo Muani stasera mi è piaciuto più di altre volte. Io sul carro di Kolo ci rimango fino in fondo, perché tanto lui fa gol».
Spalletti apprezza la maggiore libertà interpretativa dell'attaccante, capace di muoversi su tutto il fronte offensivo senza limitarsi alla posizione di centravanti. «Però stasera, nell’andare in giro, nel cercare altre posizioni e nello sfruttare gli spazi, ha già fatto una partita di movimento, con belle cose». Il tecnico sottolinea anche la qualità dell'azione del pareggio, riconoscendo i meriti sia del marcatore sia di Alajbegovic.
«Ha fatto un grandissimo gol: Alajbegovic gli ha messo questo passante in maniera perfetta, però anche lui ci ha messo del suo nell’anticipare». La fiducia nel francese, dunque, resta totale.
Nico González seconda punta: Spalletti chiarisce la scelta tattica
Un altro passaggio interessante riguarda l'organizzazione offensiva.
Viene chiesto a Spalletti se la Juventus abbia funzionato meglio dopo l'ingresso di Woltemade, con due attaccanti più vicini. Il tecnico precisa che una soluzione simile era stata già adottata durante il primo tempo. «Al venticinquesimo del primo tempo io ho tirato McKennie a sinistra e c'è Nico Gonzalez lì dentro a fare quello che ha fatto Woltemade con Kolo». Spalletti spiega di aver utilizzato Nico González come seconda punta, permettendo a Kolo Muani di muoversi maggiormente.
«Nico Gonzalez è una seconda punta, l'ho messo a giocare da seconda punta».
L'allenatore sottolinea inoltre le qualità dell'argentino nel gioco aereo, difendendo la scelta di impiegarlo vicino al centravanti. L'occasione sprecata da Nico nel primo tempo viene letta anche come una situazione tecnicamente difficile, con il pallone arrivato a un'altezza scomoda.
La questione, secondo Spalletti, non è quindi soltanto il numero degli attaccanti schierati, ma la capacità di interpretare correttamente i movimenti e sfruttare gli spazi.
Spalletti spiega gli errori nel palleggio e il rischio delle ripartenze
Il tecnico si sofferma anche sulla circolazione del pallone contro una squadra che difende molto bassa. La Juventus, secondo Spalletti, deve muovere rapidamente il gioco da una fascia all'altra, senza però perdere palloni pericolosi nelle zone centrali.
«Quello che diventa fondamentale è non perdere palla al limite dell’area, perché se la perdi lì prendi sempre il contropiede».
L'allenatore evidenzia la differenza tra perdere il possesso vicino alla linea di fondo avversaria e farlo nella zona centrale della trequarti.
Nel primo caso la squadra può recuperare immediatamente il pallone o impedire una ripartenza pericolosa. Nel secondo, invece, rischia di concedere campo agli avversari e costringere tutti i giocatori a lunghi recuperi difensivi. Spalletti chiede inoltre di cercare più frequentemente palloni alle spalle della linea difensiva, evitando di favorire l'ulteriore abbassamento degli avversari.
Mina e il carattere della Juventus: «Bisogna essere tutelati»
Spalletti viene interrogato anche sui comportamenti di Yerry Mina e sugli episodi di tensione verificatisi durante la partita. Il tecnico riconosce l'abilità del difensore del Cagliari nel gestire determinate situazioni. «È come l'anno scorso, è come l'anno scorso. Ci porta un po' in giro con i suoi comportamenti da calciatore forte, perché ci porta un po' in giro». Spalletti sottolinea che alcuni atteggiamenti dovrebbero essere valutati con maggiore attenzione, ma invita anche i propri giocatori a non lasciarsi condizionare.
«Bisogna essere tutelati qualche volta da qualche atteggiamento e poi si va a giocare».
Il messaggio è soprattutto rivolto alla Juventus.
Per l'allenatore, dimostrare personalità significa anche ignorare le provocazioni e mantenere la concentrazione sull'obiettivo. Una squadra vincente deve essere abbastanza forte da non perdere energie in situazioni che rischiano di allontanarla dalla partita.
Spalletti-Pisacane, cosa è successo dopo il fischio finale
Il finale della partita è stato caratterizzato da un confronto tra Luciano Spalletti e Fabio Pisacane.
L'allenatore juventino ha spiegato l'episodio nelle interviste successive, ridimensionando la tensione. «È successo niente, lo posso dire? Non è successo niente. Io gli ho fatto i complimenti: «Bravo, siete bravi anche a perdere un po' di tempo». Punto e basta». Spalletti ha raccontato che Pisacane ha reagito chiedendo spiegazioni sul riferimento alle perdite di tempo. «Io gli ho detto che sono bravi, che giocano bene, sanno anche perdere tempo e lui mi ha detto: “Cosa vuol dire tempo? Cosa tempo?”. E ci ha buttato fuori».
Il riferimento è all'espulsione arrivata dopo il confronto tra i due allenatori. In conferenza stampa Spalletti ha inoltre ricordato la partita della stagione precedente, spiegando di aver avuto la sensazione che anche questa volta il Cagliari avesse cercato di rallentare il gioco. Il tecnico, comunque, non ha voluto alimentare ulteriormente la polemica. Il messaggio finale: la Juventus ha giocato bene, ma deve diventare più forte


