Due attaccanti è meglio di uno? Se nessuno dei due è un centravanti...
Andrea Losapio
"Domani giocano Kolo Muani e Woltemade". Da un centravanti fisico che non ha, a due complementari. È la svolta di Luciano Spalletti per fronteggiare una crisi che ha delle radici solide, dopo la luna di miele oramai terminata dopo un anno di risultati balbettanti. Giocare con un'unica punta non fa né per Kolo Muani né per Woltemade che vengono contenuti dai difensori avversari. Invece in due possono darsi una mano. È una mossa molto offensiva, a meno che sulla fascia non ci sia McKennie.
Equilibrio
Perché è evidente che un 4-4-2 con Conceicao e Alajbegovic - o Zhegrova e Boga o Nico Gonzalez - sia molto diverso rispetto a uno con McKennie sull'esterno che darebbe una spinta più contenuta e la possibilità di scalare verso il centro in una sorta di 4-3-1-2. È però il modo per rimanere ancorati alle proprie certezze, con la mediana a tre e il trequartista che può anche essere un esterno d'attacco.
E se andasse bene?
Il problema semmai non è tanto la partita di domani, sebbene il Rennes sia un buon banco di prova. Bensì il lungo periodo: la Juventus non ha che due attaccanti, dunque facendoli giocare insieme dal primo minuto non ci sarebbe mai una variante tattica più offensiva rispetto a quella attuale. Come cambiare le partite? Bella domanda.


