Il Quinto Elemento - Juventus, cinque chiavi per vincere a Lecce: emergenza, cattiveria e attenzione ai calci d'angolo
Massimo Pavan
La Juventus arriva alla trasferta di Lecce con un obiettivo preciso: tornare alla vittoria e interrompere un periodo nel quale risultati e prestazioni non hanno rispettato le aspettative. La squadra di Luciano Spalletti ha raccolto appena 11 punti nelle prime sette giornate, con tre vittorie, due pareggi e due sconfitte. Un rendimento che rende la sfida del Via del Mare particolarmente importante.
I precedenti sorridono ai bianconeri, che hanno perso soltanto una delle ultime 20 sfide di Serie A contro il Lecce, ma la storia non basta per conquistare i tre punti.
Serviranno una squadra più concreta, una difesa finalmente affidabile e soprattutto la capacità di affrontare le difficoltà senza perdere equilibrio.
Le assenze: Spalletti deve trovare soluzioni, non alibi
Il primo elemento riguarda inevitabilmente l'emergenza infortuni. La Juventus si presenta a Lecce senza diversi giocatori importanti e con ulteriori problemi emersi dopo la partita europea contro il Rennes. Le assenze di Celik e Nico Gonzalez riducono le alternative sulle fasce e in attacco, mentre Spalletti deve già fare i conti con una rosa condizionata da altri indisponibili. Il problema non riguarda soltanto i nomi, ma anche la possibilità di dare continuità a un sistema di gioco. Cambiare frequentemente interpreti rende più difficile costruire automatismi e intese. La soluzione potrebbe essere affidarsi a giocatori che hanno trovato meno spazio, come Zhegrova e Alajbegovic, senza rinunciare all'equilibrio. Le assenze pesano, ma la Juventus deve dimostrare di avere risorse sufficienti per vincere anche in emergenza.
La cattiveria offensiva: creare occasioni non basta più
Il secondo elemento è probabilmente uno dei più importanti: la Juventus deve diventare molto più cattiva davanti alla porta. Contro il Rennes sono arrivate occasioni, ma non sempre la squadra è riuscita a trasformare la propria produzione offensiva in gol. Serve maggiore determinazione negli ultimi metri, soprattutto da parte degli attaccanti. Kolo Muani deve ritrovare concretezza e il dato relativo al suo rendimento in trasferta rappresenta un motivo di fiducia: sei dei suoi nove gol in Serie A sono arrivati lontano da casa, il 67% del totale. Un'indicazione interessante in vista del Lecce, ma che deve trovare conferma sul campo. Anche Woltemade può rappresentare una risorsa importante, così come gli inserimenti di McKennie.
La Juventus deve imparare a sfruttare meglio le occasioni, perché non può permettersi di avere bisogno di troppe opportunità per segnare.
La porta inviolata: bisogna tornare a non subire gol
Il terzo elemento riguarda la fase difensiva. La Juventus continua a concedere troppo e contro il Rennes ha incassato altre due reti, mostrando difficoltà nella gestione delle situazioni più delicate. Per una squadra che vuole tornare a competere nelle prime posizioni, mantenere la porta inviolata deve diventare una priorità. Non è soltanto una questione di difensori. La solidità dipende dall'intera organizzazione collettiva, dalla pressione degli attaccanti alla capacità dei centrocampisti di proteggere la retroguardia. Spalletti deve ritrovare distanze corrette tra i reparti e maggiore attenzione nelle transizioni. Il Lecce potrebbe cercare di sfruttare gli spazi lasciati dai bianconeri, soprattutto attraverso ripartenze e palloni giocati rapidamente sulle fasce. Vincere senza subire gol sarebbe un segnale importante, forse persino più significativo di una vittoria ottenuta concedendo ancora troppe occasioni.
La capacità di rimontare: la Juventus deve reagire quando subisce un gol
Il quarto elemento riguarda il carattere. La Juventus ha dimostrato contro il Rennes di saper reagire a una situazione complicata, recuperando lo svantaggio nella ripresa, un aspetto positivo che deve essere valorizzato. Una grande squadra non può pensare di passare sempre in vantaggio e controllare ogni partita. Ci saranno inevitabilmente momenti nei quali bisognerà inseguire, mantenere lucidità e trovare le energie per cambiare il risultato. La Juventus deve migliorare proprio nella gestione psicologica delle difficoltà. Troppo spesso, dopo aver subito una rete, la squadra sembra perdere sicurezza e organizzazione. La reazione contro il Rennes ha mostrato che esistono risorse caratteriali sulle quali costruire.
Attenzione ai calci d'angolo del Lecce: Tiago Gabriel è un pericolo
Il quinto elemento riguarda un dettaglio tattico che potrebbe diventare decisivo: i calci piazzati, in particolare i corner del Lecce, la formazione salentina può contare su giocatori fisicamente strutturati e pericolosi nel gioco aereo. Tra questi spicca Tiago Gabriel, uno dei difensori giovani più interessanti del campionato. Dall'inizio della scorsa stagione, il centrale del Lecce ha realizzato quattro gol in Serie A, più di qualsiasi altro difensore nato dal 2004 in avanti. Nello stesso periodo ha fatto registrare numeri importanti anche nei duelli aerei vinti, ben 138, oltre a 54 intercetti e 274 respinte difensive.
La Juventus dovrà quindi prestare particolare attenzione alle marcature sui calci d'angolo, evitando di concedere seconde palle e situazioni pericolose all'interno dell'area. Bremer e compagni saranno chiamati a una prestazione di grande concentrazione. Un calcio d'angolo gestito male può compromettere un'intera partita. E la Juventus, in questo momento, non può permettersi altre distrazioni.
Per la prima volta nella storia della Serie A, infatti, Lecce e Juventus si affrontano dopo almeno sette giornate con meno di tre punti di distanza in classifica.
Spalletti ha bisogno di risposte dai giocatori più esperti, ma anche del contributo dei giovani che potrebbero trovare spazio a causa delle assenze.
A Lecce non servirà soltanto vincere. Servirà dimostrare che la Juventus ha finalmente capito quali errori non può più permettersi di ripetere.
Perché la classifica comincia a diventare preoccupante e il tempo per recuperare terreno non è infinito.


