Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Juventus, tutti in discussione! A Genova toccato il fondo: andate in ritiro e non fatevi vedere

autore
Massimo Pavan
per Tuttojuve.com
Oggi alle 00:05Primo piano
autore Massimo Pavan
29.10.2026 00:05Primo piano
La debacle di Genova apre interrogativi pesanti
www.imagephotoagency.it
www.imagephotoagency.it

A Genova la Juventus ha toccato il fondo. E questa volta non ci sono più scuse, attenuanti o giustificazioni che possano reggere. Il 2-0 contro il Genoa non è soltanto una sconfitta, ma la fotografia impietosa di una squadra che ha smarrito identità, orgoglio e senso di appartenenza.

La Juventus non perde soltanto le partite. Perde i duelli, perde la concentrazione, perde la dignità sportiva. E soprattutto sembra aver perso la consapevolezza di quello che significa indossare una maglia che porta con sé una storia fatta di sacrificio, determinazione e voglia di vincere.

Adesso basta. Tutti in discussione, dal primo all'ultimo. Allenatore, giocatori e dirigenti. Nessuno può chiamarsi fuori da una situazione diventata insostenibile.

A Genova una prestazione indegna: il problema è l'atteggiamento

Contro il Genoa si è vista una Juventus senza carattere, incapace di reagire alle difficoltà e protagonista di errori che non possono appartenere a una squadra con queste ambizioni. L'autogol di Cambiaso, il raddoppio di Baldanzi, le disattenzioni difensive, i passaggi sbagliati e le occasioni sprecate sono soltanto alcuni degli episodi di una serata da dimenticare. Ma il problema va oltre i singoli errori.

La Juventus ha perso praticamente tutti i confronti decisivi. È arrivata in ritardo sui palloni, ha mostrato poca aggressività e non ha mai dato l'impressione di voler ribaltare davvero la partita.

Si può perdere contro chiunque, soprattutto in un campionato competitivo. Non si può però accettare di scendere in campo senza la necessaria determinazione.

A Genova è mancato tutto: qualità, organizzazione, concentrazione e soprattutto orgoglio.

Andate in ritiro e non fatevi vedere: prima il lavoro, poi le parole

A questo punto il ritiro dovrebbe essere una decisione seria da prendere immediatamente. Non come punizione simbolica, non come iniziativa per accontentare i tifosi, ma come occasione per ricostruire qualcosa che evidentemente non funziona più. Andate in ritiro, allenatevi, confrontatevi e cercate di capire che cosa state facendo. Meno dichiarazioni, meno spiegazioni, meno promesse. Servono lavoro, silenzio e risultati.

Perché ogni settimana si sente parlare di reazione, di crescita, di necessità di cambiare atteggiamento. Poi arriva la partita successiva e si ripresentano gli stessi problemi. I tifosi non hanno bisogno di altre parole. Hanno bisogno di vedere una squadra che combatte, che corre, che si sacrifica e che dimostra di rispettare la maglia. Fino a quel momento, meglio evitare proclami.

Spalletti non può essere esente da responsabilità

Luciano Spalletti deve assumersi la propria parte di responsabilità. Gli infortuni esistono, le difficoltà di formazione sono evidenti e gli impegni ravvicinati complicano il lavoro. Ma nessuno di questi elementi può giustificare un atteggiamento così negativo. Un allenatore deve dare un'identità alla squadra, trovare soluzioni e soprattutto trasmettere una mentalità. La Juventus, invece, continua a sembrare fragile, disordinata e incapace di reagire quando la partita prende una direzione sfavorevole. I cambi effettuati a Genova non hanno prodotto la svolta sperata. Alcuni giocatori entrati dalla panchina non hanno garantito l'impatto necessario. Spalletti deve trovare rapidamente una soluzione, perché non può bastare cambiare modulo o interpreti se resta invariato l'atteggiamento.

Non si può continuare a chiedere tempo senza mostrare progressi concreti.

Giocatori sotto esame: nessuno deve sentirsi intoccabile

Le responsabilità maggiori, però, ricadono inevitabilmente anche su chi va in campo. Ci sono giocatori che sembrano aver dimenticato il significato della parola sacrificio. Altri commettono errori con una superficialità disarmante. Altri ancora non riescono a incidere nemmeno quando vengono chiamati in causa per cambiare la partita. Non possono esserci titolari garantiti per diritto acquisito. Chi non corre, chi non lotta e chi non dimostra la necessaria concentrazione deve accomodarsi in panchina. Non importa il nome, il costo del cartellino o lo stipendio.

La Juventus deve tornare a essere una squadra nella quale il posto si conquista con le prestazioni e con l'atteggiamento quotidiano.

A Genova, invece, si è vista una formazione incapace di imporsi persino sul piano della determinazione. Ed è questo l'aspetto più difficile da accettare.

per Tuttojuve.com

Altre notizie