Juventus, la società alza la voce: basta alibi, adesso i giocatori devono assumersi le responsabilità
Massimo Pavan
La Juventus ha deciso di farsi sentire. Dopo la sconfitta contro il Genoa, la dirigenza bianconera ha scelto di intervenire direttamente nei confronti della squadra, mandando un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: il rendimento attuale non è accettabile. Giovanni Carnevali ha richiamato i calciatori alle proprie responsabilità, mentre la decisione di andare in ritiro fino alla sfida contro il Napoli conferma la gravità del momento.
La società, almeno per ora, sembra intenzionata a difendere Luciano Spalletti. Una posizione comprensibile, perché continuare a cambiare allenatore senza interrogarsi sulle responsabilità dei giocatori rischierebbe di diventare l'ennesimo errore.
Juventus, il problema non può essere sempre l'allenatore
Negli ultimi anni la Juventus ha cambiato tecnici, dirigenti, moduli e interpreti. Eppure, troppo spesso, i problemi si sono ripresentati con caratteristiche simili. Squadra fragile nei momenti difficili, poca personalità, errori individuali e un atteggiamento che non sempre sembra all'altezza della maglia indossata, Spalletti ha certamente le sue responsabilità. Non tutto funziona dal punto di vista tattico e alcune scelte meritano una discussione approfondita. Ma sarebbe troppo comodo scaricare ancora una volta ogni colpa sulla panchina.
I calciatori devono dimostrare qualcosa in più. Soprattutto quelli che percepiscono ingaggi importanti e che dovrebbero rappresentare i punti di riferimento del gruppo.
La strigliata di Carnevali deve avere conseguenze sul campo
Il dato di un solo fallo commesso nel primo tempo contro il Genoa ha alimentato le critiche sull'atteggiamento della squadra, naturalmente il numero dei falli non misura automaticamente l'intensità di una prestazione, ma diventa significativo quando si accompagna alla sensazione di una Juventus poco aggressiva, lenta nelle reazioni e incapace di imporsi nei duelli. La società ha fatto bene a intervenire, ma adesso deve essere coerente.
Non basta convocare una riunione o imporre qualche giorno di ritiro. Se alcuni calciatori continuano a non garantire il rendimento richiesto, devono perdere il posto indipendentemente dal nome, dall'ingaggio o dal peso nello spogliatoio. Alla Juventus non possono esistere titolari per diritto acquisito.
Contro il Napoli serve una risposta di orgoglio
La partita contro il Napoli rappresenta un'occasione immediata per capire se il messaggio della società sia stato recepito, non si pretende che ogni giocatore diventi improvvisamente un campione, ma si pretende che tutti dimostrino concentrazione, determinazione e disponibilità al sacrificio. La Juventus può perdere una partita contro un avversario forte. Quello che non può permettersi è dare l'impressione di accettare passivamente la sconfitta. La strigliata di Carnevali deve segnare un punto di svolta. Perché gli allenatori possono sbagliare, i dirigenti possono commettere errori sul mercato, ma chi indossa la maglia bianconera ha sempre il dovere di dare tutto.
Adesso la parola passa ai giocatori. E questa volta non ci sono più alibi.


