La Juventus ha sei trequartisti e Spalletti non può farli fuori tutti
Andrea Losapio
Yildiz, Alajbegovic, Boga, Nico Gonzalez, Conceicao e Zhegrova. La Juventus è stata costruita sui trequartisti e sul 4-2-3-1, ma il passaggio a una difesa a tre impone delle riflessioni. È possibile farli fuori tutti? Sicuramente no. È meglio giocare con due punte senza avere quindi un eventuale sostituto qualora si facesse male uno dei due? La risposta è sempre no.
Il 3-5-2
La buona risposta è arrivata dalla difesa. Quando la Juventus non prende gol, ecco che arriva sistematicamente una vittoria. Quattro su quattro in campionato, uno su uno in Europa League. I bianconeri in qualche modo segnano, a parte in un'occasione, cioè nello zero a tre contro la Lazio che ha portato turbolenze e terminato la luna di miele di Luciano Spalletti. Forse la pressione funziona, perché la stessa voglia di reagire si era vista dopo la sconfitta contro il Sassuolo. È chiaro che un prosieguo su questo modulo significherebbe avvicinare Yildiz e Gonzalez all'attaccante, ma rischiando di perdere gli altri che sono prettamente trequartisti.
Meglio un centrocampo a due?
Finora Spalletti ha sempre giocato con tre centrocampisti, ma due trequartisti in appoggio alla punta - se non un trequartista con due punte, dipende - senza compiti di difesa potrebbero dare un qualcosa in più all'attacco. È chiaro che il 3-4-1-2 o 3-4-2-1 può diventare un tema quando torneranno tutti.


