Spalletti a Sky: “Sono soddisfattissimo perché abbiamo giocato una partita seria. Nel finale ci siamo abbassati troppo”
Benedetta Demichelis
Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la gara vinta contro l'AZ Alkmaar:
È una vittoria importante contro una squadra che, ricordiamolo, in casa non perdeva in Europa da 17 partite. Già questo è sicuramente un buon risultato. Per 75-80 minuti avete dominato, poi soltanto nel finale c'è stato un po' di sofferenza. Penso che, nel complesso, sia molto soddisfatto.
"Sì, sono soddisfattissimo, perché hanno giocato una partita seria contro una squadra forte, una squadra fortissima. Se no, vi torno a ridire del NEC, a tutti voi, quando voi ci ridevate in faccia perché avevamo vinto contro il NEC e dicevate che era una squadra scarsa, da sette punti, sette punti. Per cui c'è da rivedere qualcosa sotto l'aspetto della considerazione, dell'umiltà e del dare il giusto valore agli altri, senza dover per forza sempre mettere pressione a quella che è la squadra. Quando si vince una partita, si è vinto perché gli altri erano deboli? Si vince una partita seria, sì, ma stasera abbiamo vinto una grande partita, giocando un grande calcio. Poi, appena abbassi un attimo il livello, come si è visto in Champions League e in Europa League, gli altri lo fanno sempre. Quello che fanno una volta, lo fanno con convinzione, con forza, ripetendolo nel tempo. Perché anche un comportamento che inizialmente può essere dubbioso, nella ripetitività diventa una forza. La loro forza è proprio quella di batterci sempre con grande intensità nelle situazioni di gioco.Noi ci siamo messi lì ad aspettare, non uscivamo più con i braccetti: "Vado, non vado, vado, ma non vado", rimanevamo a metà. Palla dietro le spalle, gol, palloni dentro, mischie... Se fosse durato altri cinque minuti, secondo me, non l'avremmo portata a casa".
Comunque, reggere così bene in questo campo è motivo di soddisfazione. Le chiedo, poi, come valuta la partita che avete condotto?
LVa fatto il gol, non bisogna reggere. È proprio ribaltato il concetto".
Le chiedo di un paio di singoli, perché secondo me oggi Koopmeiners ha fatto probabilmente la miglior partita della stagione, così come Kolo Muani. In generale, comunque, diversi giocatori hanno dato risposte importanti in una situazione che abbiamo detto più volte essere particolarmente complessa.
"Ragazzi, senza spezzettamento: quando si fanno partite così, in un campo come questo, dove sono 17 partite che non perde in casa, ma di queste 17 ne ha vinte tantissime e ne ha pareggiate poche, significa che vieni a giocarti la partita con autorità, forza e qualità, con un coraggio corretto. Per cui non è merito di uno solo. Kolo Muani, ad esempio, ha avuto quattro o cinque palloni addosso: se riesce a trovare uno scarico e a partire in quegli spazi, è imprendibile. Noi, invece, non siamo mai riusciti a pulire quella respinta che ci avrebbe permesso di riorganizzarci e di tornare ad attaccare gli spazi. Abbiamo dovuto soffrire al limite dell'area. Poi siamo stati bravi comunque, perché soltanto nell'ultimo pezzetto di partita abbiamo avuto questo atteggiamento. Quelli che sono entrati, però, possono andare veramente a fare male in una partita così, perché Boga ha lo spunto, Ekkator è un ragazzo giovane e deve fare quel lavoretto che sa fare, che rientra nelle sue caratteristiche. Invece ci siamo abbassati troppo, non uscivamo più bene, non avevamo più riferimenti e rimanevamo tutti a metà strada.
Qual è la cosa che le dà più soddisfazione? Aver trovato un po' di spazio per Kolo Muani, la giocata decisiva tra Kolo Muani e Woltemade, forse la prima vera azione importante della stagione, oppure il gol di Koopmeiners a casa sua? Come mette in fila tutti questi segnali?
"Non vorrei fare delle differenze, perché poi c'è chi ha fatto un lavoro sporco, come Lucumì, che magari non è nel suo ruolo e si è trovato tante volte a giocare il pallone sul destro, ma lo ha fatto bene. C'è Kalulu, che è alla decima o quindicesima partita in cui gioca 90 minuti e che, poverino, nel finale quasi voleva chiedere il cambio. Sono tutti segnali molto positivi, ma quello che veramente conta è l'essere andati nella loro metà campo, accettando di essere uomo contro uomo per tanto tempo. Poi vai a rischiare, perché loro hanno un portiere che sa giocare con i piedi. Quanto abbiamo dovuto insistere sul fatto che il portiere deve saper parare? Certo, deve saper parare, ma deve anche saper giocare con i piedi, perché ti annulla tutte le pressioni delle squadre e qualsiasi situazione di gioco tu voglia organizzare. Quando vai a prenderlo, il portiere ti mette in inferiorità numerica e tutte le squadre cercano di creare superiorità numerica dentro il campo. Il portiere fa la differenza. Questo portiere è venuto dentro il campo: che palla ha messo ai suoi attaccanti o ai suoi centrocampisti su quello spazio libero, sulla via di mezzo? Essere venuti qui e aver accettato quella difficoltà è proprio questo il significato della vittoria della squadra: aver fatto quei venti metri dentro la loro metà campo e aver accettato la sfida. Grandissimo atteggiamento e grandissima mentalità stasera, dentro la partita.
Ciao mister e complimenti. Hai sempre dato alle tue squadre un'identità ben precisa. Guardando la tua Juventus oggi, qual è l'aspetto che più ti convince e quale, invece, quello che ti preoccupa un po' di più?
"A me convince quando vedo i giocatori avere l'atteggiamento giusto. Quello che mi preoccupa è quando, invece, manca la capacità di trovare lo spazio e gli avversari ti giocano il pallone alle spalle, portandoti a subire un gol per una decisione non presa. Le decisioni non prese sono peggiori di quelle sbagliate. Perché se tu decidi, anche se decidi male e fai una cosa sbagliata, è comunque meno grave rispetto a non prendere una decisione. Quella non presa è la peggiore di tutte. Per cui questo fatto di rimanere lì titubanti, senza sfidare la situazione, è un problema. Gli altri si organizzano in maniera corretta, perché ormai tutti sanno organizzarsi bene, anche quelle squadre che qualcuno considera ridicole, come il NEC. Perché se no vi ricordo tutte le cose che sono state dette sul NEC quando noi abbiamo vinto la partita.Ci vuole un atteggiamento corretto. Poi, nel finale, ci voleva qualche pallone tenuto davanti, perché la squadra a quel punto soffriva. La palla addosso devi tenerla, devi pulirla. Da laggiù non esci tanto facilmente, perché loro hanno una riaggressione feroce e la qualità di venirti sempre addosso con forza. Però stasera abbiamo fatto una partita molto seria, molto bene. Sono contento di qualsiasi calciatore, anche quelli in panchina hanno vissuto la partita nella maniera corretta. Mi è piaciuto questo atteggiamento: tutti strillavano, tutti urlavano, come se fossero in campo".


