ESCLUSIVA TJ - Michele Paramatti: "Conte-Juventus? Non conviene a nessuno scindere questo rapporto. Manca poco per affermarsi in Europa"
Christian Pravatà
Archiviata ormai la straordinaria annata bianconera con l’ultimo record dei 100 punti da conquistare, i tifosi juventini rimangono ancora in ansia per il futuro della guida tecnica con il rinnovo di Conte che ancora non arriva.
Ai microfoni di Tuttojuve.com ha parlato in esclusiva Michele Paramatti, compagno di squadra del tecnico della Juventus nell’anno in cui vinsero lo scudetto 2001/2002.
Lei conosce bene Conte e la società, cosa pensa di questa situazione?
Penso che alla fine non convenga a nessuno scindere questo rapporto, in 3 anni Conte ha lavorato e ottenuto grandi risultati. Alla Juventus manca poco per perfezionarsi ed essere competitivi in Europa, secondo me le divergenze potrebbero essere in questo senso.
A livello umano Conte e Agnelli sono andati sempre d’accordo quindi non vedo rotture tra i loro rapporti. In generale comunque da esterno non vedo divergenze tali per cui si arrivi ad una conclusione del discorso lavorativo in modo brusco e spiacevole, poi ci sta anche nelle leggi di mercato che un allenatore voglia cambiare squadra o che una società decida di non proseguire con lo stesso tecnico.
Non è stato bello vedere altri sollevare un trofeo europeo in casa propria per gli juventini…
Peccato perché i giocatori della Juventus hanno sfiorato un traguardo altrettanto prestigioso come il campionato che avrebbe dato ancor più carica all’ambiente juventino vicino a sfiorare i 100 punti con la concreta possibilità di raggiungerli.
La stagione è stata comunque eccellente con la seconda classificata a molti punti di distacco. La Juventus ha compiuto una cavalcata trionfale, l’unica pecca è stata il non affermarsi in Europa contro le grandi squadre internazionali. Sicuramente la dirigenza sa che c’è bisogno di alcuni innesti di livello superiore, ma penso che comunque manchi poco, anche perchè il gruppo è consolidato e si è creata un’unità di intenti davvero forte.
Per affermarsi in Europa manca qualcosa a livello tecnico o è un discorso di mentalità?
Penso che manchi qualche elemento di livello internazionale di grande valore tecnico, ma non credo c’entri la mentalità perché l’hanno acquisita tutti ormai nella Juventus: dai veterani a chi ha giocato meno, questo è un aspetto che si acquisisce stando nella squadra e lavorando con Antonio, credo venga in automatico assimilare questo modo di essere e di vivere “da Juventus”, non ne farei un discorso di mentalità quanto di crescita e di consolidamento delle prestazioni in ambito europeo, per arrivare ai livelli di Barcellona e Real Madrid.
Per il futuro sono fiducioso, penso che la Juventus si potrà imporre anche in Europa, questi sono gli obiettivi di società, allenatore e tifosi, inoltre servono sempre gli stimoli a fare meglio, al di là del tornaconto economico, non devono mancare mai le ambizioni e le motivazioni.


