ItalJuve: storia di un grande amore
Francesco Carini
La partita che l’Italia affronterà oggi sarà di fondamentale importanza per l’autostima e per il proseguo del cammino degli azzurri, in quello che si prospetta come uno dei gironi più difficili del mondiale.
Nei decenni, la Nazionale ha sempre avuto una solida base bianconera, con un altissimo numero di giocatori che militavano alla corte della Vecchia Signora, ma è in particolare negli anni dei trionfi che la juventinità si è fatta sentire con maggior peso.
Nel 1934, Combi, Rosetta e Caligaris formavano il trio su cui si fondarono il successo tricolore e lo straordinario filotto di cinque scudetti consecutivi vinti da Madama fra il 1930 e il 1935. Il primo era un portiere portentoso; mentre gli altri due costituivano una barriera invalicabile.
Nel 1938 la sinfonia non cambia, con Alfredo Foni e Pietro Rava che costituirono una fra le coppie di terzini più forti di ogni tempo. In bianconero non ebbero la stessa fortuna dei primi tre colleghi, ma passarono comunque alla storia per la loro bravura, venendo inseriti nella “All Star Team” del 1938.
Nel 1982 furono: Scirea, Gentile e Cabrini, con Dino Zoff alle loro spalle, a portare i ragazzi di Bearzot all’apoteosi nel sacro tempio del Santiago Bernabeu. Questi signori formavano la spina dorsale della corazzata di Trapattoni e guidarono i loro compagni anche al 3 a 1 sulla Germania, dopo aver fermato in precedenza Argentina e Brasile.
Nel 2006, neanche a dirlo, Cannavaro, Buffon e Zambrotta (senza dimenticare i “palermitani” Grosso e Barzagli o il nerazzurro Marco Materazzi) furono gli eroi che andarono a stravincere a Berlino, dopo aver superato in modo epico i padroni di casa al Westafalenstadion di Dortmund.
Che dire? In ogni trionfo, le colonne portanti della difesa azzurra sono sempre state rappresentate dai campioni della Juventus, i quali hanno costantemente avuto un doppio legame indissolubile fra il club dove giocavano e il Paese che orgogliosamente rappresentavano.
Quest’estate, nonostante i comprensibili dubbi o lo scetticismo su elementi come il ducale Paletta ed un blasone che obiettivamente non è come quello degli anni d’oro, la situazione si riproporrà e ci ritroveremo a tifare tutti quanti per i nostri ragazzi. Il cuore azzurro e quello bianconero sono sempre stati un binomio indissolubile, dove: professionalità, spirito di sacrificio e orgoglio sono sempre stati messi al servizio di un paese.
A tal proposito, è emblematica una frase di Umberto Caligaris, che, rifiutando la ricca offerta del Valencia, dichiarò: «I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una bianconera e una azzurra».


