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Conte rimarrà per sempre nella storia ma è tempo di guardare avanti

autore
Enrico Danna
per Tuttojuve.com
venerdì 15 agosto 2014, 17:00Primo piano
autore Enrico Danna
15.08.2014 17:00Primo piano
Conte rimarrà sempre nella storia bianconera, ma oggi il presente si chiama Allegri e soprattutto si chiama sempre JUVENTUS.

"Chiusa una porta, può aprirsi un portone". E' un detto che speriamo possa calzare a pennello con la nuova stagione bianconera che prenderà il via tra poco più di 15 giorni. L'addio di Conte è una ferita ancora aperta e lungi dal rimarginarsi in breve tempo. L'approdo del tecnico leccese sulla panchina della Nazionale, poi, ha destato ancora più dubbi e perplessità nella tifoseria juventina. Ognuno si è fatto la propria idea, in questo mese e, sino a quando non verrà a galla tutta la verità, potremo solo fare supposizioni più o meno esatte in merito al distacco tra l'Antonio ormai Nazionale e la Vecchia Signora. Ciò che rimane, sono tre anni di successi, per i quali ringraziamo con tutto il cuore Antonio Conte a cui va il più sincero in bocca al lupo per l'avventura che lo attende. Detto questo, occorre voltare definitivamente pagina perché ogni distacco va elaborato, salvo poi considerare che la vita riprende e va avanti: diversamente da prima, ma va avanti. Ecco perché bisogna soffiare via quell'aria da funerale che attornia l'ambiente zebrato. Allegri, non è probabilmente il tecnico più simpatico né tanto meno desiderato, ma non è nemmeno uno sprovveduto. La stagione scorsa, almeno per ciò che concerne l'Italia, è stata qualcosa di unico e probabilmente irripetibile: fare meglio è praticamente impossibile. Sarebbe stata una annata potenzialmente problematica anche con Conte in panchina, senza le modifiche d'organico da lui invocate. Ecco che, a questo punto, fare tabula rasa e ripartire (ma avendo come base una struttura squadra di un certo livello, almeno per ciò che concerne il campionato nostrano), può paradossalmente rivelarsi un vantaggio, sotto certi aspetti.

Se è vero che passare dal martello alla camomilla può causare improvvisi attacchi di sonnolenza, è pur vero che dopo tre anni ininterrotti di martello pneumatico, qualcuno potrebbe aver superato la soglia di decibel sopportabili e quindi, cambiare registro, potrebbe essere fonte di giovamento. Inoltre, ciò che traspare, almeno da queste prime amichevoli, è una certa indole positiva nella squadra ad applicare schemi diversi dal collaudatissimo 3-5-2 degli ultimi due anni. Ricordate le tre stagioni di Conte? La prima annata, ovvero quella relativa al campionato 2011/2012 fu la migliore dal punto di vista del gioco, dell'intensità e della spettacolarità. Il limite era quello di concretizzare poco rispetto alla mole di gioco prodotto e, proprio per questo motivo, succedeva di pareggiare partite dominate o stra dominate. Nelle due annate successive, i correttivi tattici del mister, permisero alla squadra di essere più cinica, compatta e consapevole. Certo, anche le ultime due stagioni sono state contraddistinte da gare di assoluto livello e spettacolarità ma, l'anno 2011/2012, rimane, per molti versi, quello migliore. E' da lì che bisogna ripartire: da quella voglia di divertirsi e di divertire, dalla fame e dalla voglia dei giocatori di dimostrare di poter vincere anche senza Conte, dalla voglia di rivalsa di un allenatore cacciato dal Milan dopo che la Società rossonera gli aveva venduto tutti i pezzi migliori e lo aveva costretto a giocare con gli scarti. Si dice che siamo tutti utili, ma nessuno indispensabile. Conte, negli ultimi tre anni, ci ha condotto a riscrivere importanti pagine di storia e tutto questo, niente e nessuno, lo potrà mai cancellare. Il presente si chiama Allegri, ma soprattutto si chiama Juventus: quindi, sciarpe al collo e ugole pronte a cantare. Aiutiamo chi è già pronto a venire al nostro funerale a ricredersi, perchè nel dna Juve c'è scritta una sola parola: VINCERE!

per Tuttojuve.com

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