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ESCLUSIVA TJ - Roberto Tricella: "Tra Juve e Verona divario netto, solo una prestazione mediocre potrebbe far perdere punti. Gundogan? E' importante ma non indispensabile"

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
martedì 5 gennaio 2016, 09:30Primo piano
autore Mirko Di Natale
05.01.2016 09:30Primo piano
Andrea Pasquinucci
Andrea Pasquinucci

La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il doppio ex Roberto Tricella (in bianconero dal 1987 al 1990) per parlare approfonditamente di Juventus-Verona:

Buongiorno Roberto, come vedi questa sfida tra le tue due ex squadre?

"Il Verona può sperare solo in un calo della Juve dovuto al rientro post vacanze, perchè obiettivamente i punti in classifica parlano chiaro. Non dico sia una gara a senso unico, ma sarà molto difficile per il Verona sempre che la Juve la rispetti nel modo corretto. In questo caso non ci sono molte chance per il Verona, anche se Toni al rientro può assicurare qualche gol ad una squadra che lo scorso anno realizzava di più. Gli scaligeri subiscono sempre al passivo, ma ultimamente qualcosa sono riusciti a migliorare e ciò non è ancora sufficiente".

Come mai, secondo te, il Verona sta attraversando un momento così sfortunato?

"Da quel poco che ho potuto vedere, il Verona mi sembra cambiato nelle caratteristiche: lo scorso anno ribaltavano in fretta l'azione e riuscivano a concludere, mentre quest'anno arrivano con una manovra un po' più elaborata e forse ciò è dovuto alle caratteristiche di alcuni nuovi. E anche gli infortuni hanno influito sull'andamento di questa squadra. Non avrei mai immaginato un Verona che potesse fare un'annata così, pensavo se la potesse giocare per una salvezza più che tranquilla. Allenatore nuovo? Incide, ma non più di tanto. Con il recupero degli infortuni e un intervento adeguato nel mercato invernale, il Verona potrebbe fare quel salto di cui ha bisogno".

La Juventus dovrà temere...

"Solo se stessa. Poi ci sono gli avversari, ma se l'affrontano nel modo corretto il divario è notevole. Ci vorrebbe, per fare risultato, una grandissima prestazione di quelli del Verona e nel contempo una prestazione mediocre della Juve".

Ma dall'altra parte, la Juve dovrà far di tutto per non allontanarsi dall'Inter capolista...

"I bianconeri hanno tutte le motivazioni a questo punto della stagione perchè hanno la possibilità di rientrare in campionato e anche perchè hanno un match aperto in Champions con i tedeschi che ci soffriranno. Le motivazioni, dunque, ci sono. Tutto dipenderà dai giocatori, perchè rispetto all'inizio fanno gol con continuità prendendo inoltre pochi gol. E questo è un aspetto molto importante se si vuol vincere il campionato italiano. I prossimi mesi ci diranno che stagione sarà della Juventus".

Nei prossimi mesi potrebbe brillare ancor più la stella di Paulo Dybala?

"Penso che abbia grandissime doti. E' in grado di fare la prima e la seconda punta, ha tecnica, sa saltare l'uomo e ha tutte le caratteristiche per diventare un grande giocatore. Lo vedo molto determinato, per cui auguro a lui e alla Juventus che si possano aprire degli scenari importanti. Le doti, poi, vengono amplificate ulteriormente dalle vittorie".

A centrocampo che ne pensa di Ilkay Gundogan?

"Un centrocampista di valore internazionale in più non fa mai male, nel senso che potrebbe rimpinguare la rosa che ha visto un po' di infortuni. Uno su tutti il tedesco Khedira. Per cui, dipendesse da me, sacrificherei un calciatore che gioca poco per prendere un giocatore che possa dare una grossa mano a quel reparto. Poi sarà l'allenatore che farà giocare quello che starà meglio. Follie per Gundogan? No, non farei follie per questa stagione anche perchè Gundogan non ti fa fare quel salto pazzesco. Se per il tedesco la Juve dovesse spendere, lo porterei a casa per una cifra giusta".

Concludo con un ricordo della sua esperienza in bianconero e del compagno più forte con cui ha giocato...

"Il giocatore più forte con cui ho giocato alla Juve è Laudrup per le sue caratteristiche. Aveva delle doti tecniche eccezionali, ma forse ha fatto meno di quel che avrebbe potuto fare. Ma ce ne sono stati perchè, ai miei tempi, tutti i più grandi venivano in Italia come Platinì, Maradona o Van Basten".

Ringraziamo Roberto Tricella per la sua cortesia e la sua disponibilità in occasione di questa intervista.

per Tuttojuve.com

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