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ESCLUSIVA TJ - Emanuele Belardi: "Il segreto della Juve è lo zoccolo duro. Di Natale pericolo numero uno, è un fuoriclasse intramontabile. Sulla Serie B e il mio esordio in bianconero..."

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
venerdì 15 gennaio 2016, 09:30Primo piano
autore Mirko Di Natale
15.01.2016 09:30Primo piano
Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com

Per parlare approfonditamente di Udinese-Juventus, la Redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il doppio ex dell'incontro Emanuele Belardi:

Buongiorno Emanuele, quanto sarà ostico il campo di Udine per la Juventus?

"La Juve che ho visto nelle ultime partite è in netta ripresa, è spietata ed è ritornata quella degli ultimi anni. E' logico, perchè avendo cambiato tanto all'inizio della stagione è uscita fuori. Il segreto è lo zoccolo duro. Per l'Udinese sarà difficile contrastare la loro voglia di vincere".

L'Udinese poi è una squadra discontinua...

"I friulani hanno una filosofia, ovvero cambiare tanti giocatori ogni paio d'anni. Ormai dello zoccolo duro, a parte Totò (Di Natale ndr), è rimasto molto poco. E' una squadra che ha cambiato tanto, ha cambiato tecnico ed è normale nella crescita della squadra avere dei risultati altalenanti".

A livello di risultati, invece, la Juve si è stabilizzata...

"Sì, però nella Juve ci sono quei cinque-sei giocatori che fanno da collante. Riescono a far inserire tutti e poi fanno la differenza, perchè i bianconeri hanno con Buffon-Barzagli-Bonucci-Chiellini una delle difese più forti d'Europa. E' dura per tutti quando stanno bene. Una squadra che subisce poco ottiene sempre dei grandi risultati". 

Chi potrebbe dar più fastidio nelle fila dei bianconeri friulani?

"L'Udinese ha sempre quel giocatore che è sempre intramontabile, ha una qualità immensa nonostante l'età: Totò Di Natale. E' uno dei giocatori più forti che ho mai visto all'opera e pur nonostante non abbia mai giocato in una big, rimane sempre un fuoriclasse di una classe immensa. I friulani hanno tanti giocatori giovani temibili ed è una buona squadra ma se la Juve gioca da Juve sarà difficile per i padroni di casa".

Per il campionato, la Juve rimane la favorita?

"Da tifoso spero di sì, ma obiettivamente vedo bene anche il Napoli perchè è riuscito a trovare quell'alchimia giusta tra popolo, società e tifosi. Ha anche degli ottimi giocatori, ovviamente. L'Inter è una squadra temibile perchè poi Mancini è una persona in gamba, è un allenatore vincente. La Roma ha una buona squadra, ma non so adesso che succederà con il cambio di allenatore. Credo che il campionato sarà una lotta tra Juve, Napoli ed Inter".

Quale è il tuo pensiero relativo alla sfida con il Bayern?

"La Juve avrà un piccolo vantaggio fisico visto che il Bayern in Bundesliga è ancora fermo. I tedeschi sono uno squadrone, ma i bianconeri sono una squadra temibilissima che può far bene contro chiunque".

Parlando di Neto, cosa pensi del suo ruolo di secondo portiere?

"Quando Neto ha fatto la scelta di andare a Torino credo sapeva benissimo a cosa andava incontro, ovvero ad un monumento. Buffon un altro paio d'anni li farà, per cui a Neto conviene stare al proprio posto e aspettare".

Che cosa hai pensato quando sei stato ingaggiato dalla Juventus in Serie B?

"Il mio primo pensiero è stato che il calcio è veramente strano, perchè nel momento successivo in cui andai nel Napoli che stava risorgendo in Serie C arrivò l'occasione della vita. In tutto e per tutto, la Juve ha cambiato la mia carriera calcistica e quella umana perchè le cose che ho imparato li le porterò per tutta la vita".

Perchè allenarsi ogni giorno con Gigi Buffon non è privilegio di tutti...

"Gigi è il numero uno in assoluto; avere inoltre rapporti con Del Piero, Camoranesi, Trezeguet, Nedved - calciatori che qualche mese prima avevano disputato la finale di un Mondiale - fu fantastico perchè erano di un'umiltà spaventosa. E fu proprio questo che mi colpì di quei grandi campioni".

La stessa umiltà con cui venne affrontata la Serie B...

"Per tutti sembrò una passeggiata, ma sotto l'aspetto psicologico fu una situazione particolare... Ma per loro, non per me (ride ndr) perchè io l'avevo già vissuta diverse volte. Anche in quell'occasione dimostrarono un grande attaccamento e una grande umiltà in una situazione che per loro era surreale".

L'anno dopo hai trovato spazio tra i pali bianconeri con mister Ranieri in panchina. Ricordi una partita giocata in particolare?

"La partita del debutto fu a Livorno, anche se esordii ufficialmente nei cinque-dieci minuti finali del match con la Reggina. In Toscana andai abbastanza bene ed ero in camera con Giorgio (Chiellini ndr) - che è ancora uno dei miei più grandi amici - e mi dicevo ' ma se me la sono cavata nelle squadre piccole, sarà una passeggiata giocare nella Juve' (ride ndr). La presi con questa filosofia e poi, per dirti la verità, a detta degli addetti ai lavori giocai bene. Fu un anno fantastico perchè nonostante una rosa normalissima e i tanti infortuni, con un gruppo fortissimo arrivammo in Champions e battemmo l'Inter a San Siro, il Milan campione d'Europa e del Mondo e tante altre squadre. C'era Legrottaglie in difesa, Cristiano Zanetti e Nocerino a centrocampo: davvero dei bei ricordi. E questa credo sia la più limpida dimostrazione che se c'è un gruppo forte si possono ottenere grandi risultati".

Un po' come la Juve lo scorso anno in Champions...

"Però la Juve aveva in campo una difesa fortissima, poi c'erano Andrea (Pirlo ndr), Tevez. Insomma c'erano grandi campioni e con un gruppo del genere puoi vincere anche la Champions".

Si ringrazia il gentile e cortese Emanuele Belardi per la disponibilità in occasione di questa intervista.

per Tuttojuve.com

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