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Il terzo tempo - Onore e rabbia nella notte di Monaco. E' una sconfitta per l'Italia intera

autore
Luigi Risucci
per Tuttojuve.com
giovedì 17 marzo 2016, 14:50Primo piano
autore Luigi Risucci
17.03.2016 14:50Primo piano
I bianconeri giocano una partita straordinaria per 70 minuti. Poi due ingenuità e l'arbitro Eriksson spengono il sogno bianconero ai supplementari.
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

Il calcio e l'imponderabile si mescolano e rimescolano nella notte dell'Allianz Arena e la Juve vede spegnersi un sogno cullato più che mai nei primi 75 minuti della sfida ai tedeschi. La notte delle stelle a Monaco inizia nel migliore dei modi, con Pogba che trafigge Neuer dopo uno svarione di Alaba e mette la partita sui binari giusti. La squadra di Guardiola sembra in bambola, l'atteggiamento aggressivo dei bianconeri mette in crisi il possesso palla tedesco, spesso sterile ed abulico contro una difesa schierata alla perfezione. Allegri ha preparato la partita in maniera straordinaria: linee compatte, pressing alto con le mezzali e ripartenze brucianti contro la lenta difesa tedesca. Il 4-5-1 schierato dal tecnico livornese è una spada di Damocle che pende costantemente sulla testa dei tedeschi, che subiscono contropiedi velocissimi lanciati dalle ali sudamericane Alex Sandro e Cuadrado. E così nasce il raddoppio bianconero: Morata si invola seminando avversari con la sua velocità e serve a Cuadrado il colpo del 2-0. Il Bayern sembra al tappeto e, a parte un inutile possesso palla, non produce nessuna azione pericolosa, anzi rischia l'imbarcata quando ancora il colombiano ex Chelsea si vede annullare il 3-0 dall'istinto di Neuer e la complicità del palo. Poteva essere il colpo del ko, invece nel secondo tempo cambia il piglio della partita con i bavaresi che si lanciano all'attacco, alla rincorsa del gol che può riaprire il discorso qualificazione. Si recita lo stesso copione dell'andata con i ruoli invertiti, la Juventus gioca un calcio di altissimo livello per 70 minuti poi, complici dei cambi non proprio azzeccatissimi (Mandzukic e Sturaro), subisce il gol di Lewandowski che riapre la partita. Nelle fila bianconere saltano gli schemi e subentra l'ansia, la Juve gioca rannicchiata come una testuggine in procinto di proteggersi e non riesce a pungere più, lasciando l'iniziativa in particolare a Douglas Costa per lunghi tratti imprendibile per ogni suo avversario. Il brasiliano semina il panico ogniqualvolta tocca il pallone, svaria su tutto il fronte offensivo, fino a quando indovina il cross che regala a Muller il gol del pari che porta i suoi ai supplementari. La Juve è sulle gambe, non si aspettava di subire il gol all'ultimo minuto, l'atmosfera infuocata dell'Arena sembra confondere anche l'arbitro, che nell'extra time vede tutto a senso unico, lasciando picchiare i tedeschi e punendo ogni minima scorrettezza alla squadra in trasferta. Alcuni in campo hanno terminato la benzina, Alex Sandro, autore di una partita eccezionale, non tiene più l'uno contro uno e non riesce più a ripartire con costanza, Evra è spesso fuori posizione, portato a fare il centrale dall'atteggiamento remissivo di tutta la squadra. I tedeschi segnano nel secondo tempo supplementare con il neo entrato Thiago Alcantara e poi la chiudono con Coman, l'ex avvelenatissimo che ha spaccato la partita dal suo ingresso in campo.

Titoli di coda e grande delusione per i 5000 supporters bianconeri, che hanno accarezzato il sogno per gran parte del match. Nel doppio confronto la squadra di Allegri se l'è giocata alla pari e probabilmente avrebbe meritato il passaggio del turno, sia per la maggiore costanza sia per la grande partita fatta in terra teutonica ma purtroppo si è scontrata con quella che ormai è consuetudine a livello continentale: le grandi armate del calcio europeo, quelle che hanno anche maggior potere politico, sono trattate con un occhio di riguardo dai direttori di gara, spesso inadeguati, alcune volte imbarazzanti, come ieri sera lo svedese Eriksson. Non è abitudine della Juventus parlare di arbitri, ma di fronte a tali ingiustizie è opportuno alzare la voce, come il direttore Marotta ha fatto nel post-partita, chiedendo “maggior rispetto per il calcio italiano”. Tra andata e ritorno, lo score degli episodi arbitrali è funesto: due gol irregolari all'andata per i bavaresi e rigore negato per mani di Vidal. Ieri gol regolare annullato a Morata (sullo 0-1) e mancata espulsione per Kimmich, che stende lo stesso spagnolo con una gomitata intenzionale e vigliacca, oltre all'azione del 4-2 viziata da un netto fallo su Pogba al limite dell'area di Neuer. Resta l'amarezza per aver affrontato alla pari una squadra ancora superiore, al netto di fatturati e prestigio “politico”, quantomeno nei singoli, ma anche la consapevolezza di aver scalato altri gradini nelle gerarchie continentali, che vedono (seppur fuori dai quarti di finale) i bianconeri quantomeno nella top 5. Quando giochi così bene, vedi il Bayern con la coda tra le gambe per tre quarti di partita e poi perdi la qualificazione per un banale errore in uscita, il rammarico è tanto. Uscire così fa male, ma permetterà alla squadra di crescere ancora e di riprovarci (Buffon dixit) nei prossimi due anni, per provare a coronare una grande carriera con la coppa dalle grandi orecchie. L'impressione è che la strada intrapresa sia quella giusta, che sia in atto un percorso costante di crescita e che, con maggiore “fortuna” con gli arbitri, i bianconeri si sarebbero presi una splendida e meritata qualificazione. Il calcio italiano merita rispetto e pazienza se a Collina (ormai lontano dalle cose di casa nostra e padrone nell'olimpo dei fischietti europei) fischieranno le orecchie, perchè anche nella finale di Berlino ci fu qualche episodio poco chiaro. E' il calcio italiano intero che deve iniziare a preoccuparsi, perché se in campo si può azzerare il gap con la corsa e l'abnegazione, superare anche arbitraggi a senso unico non sarà facile per nessuno, da qui in avanti. Meglio guardare al futuro, la stagione non è finita qui e la testa è già al derby di domenica. Ci sono ancora uno scudetto ed una coppa da difendere, perchè vincere aiuta a vincere per quest'anno ancora in Italia, l'anno prossimo sarà bello riprovarci in Europa.

per Tuttojuve.com

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