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E' tutta una questione di "Pja"

autore
Caterina Baffoni
per Tuttojuve.com
lunedì 11 luglio 2016, 13:20Primo piano
autore Caterina Baffoni
11.07.2016 13:20Primo piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

Da Pjanic a Pjaca il passo è breve. Sarà la radice del nome, ma a quanto pare il talento puro e cristallino è lo stesso che li accomuna.

Nato come centrocampista centrale, Pjaca (186 cm per 81 kg), grazie alla sua velocità e alla sua eccellente propensione offensiva, viene presto dirottato sugli esterni, diventando un’ala rapidissima e dal grande bagaglio tecnico. Molto abile negli spazi stretti è assolutamente letale nell’uno contro uno. Destro naturale, dispone comunque di un buon mancino e può giocare tranquillamente sia sulla fascia destra che su quella sinistra, dove spesso parte molto largo per poi accentrarsi ed andare al tiro. Fulmineo.
Pjaca è nato a Zagabria ed è cresciuto nell'NK ZET prima di essere acquistato nel 2009 dalla Lokomotiva Zagreb. Nonostante i 21 anni le presenze in nazionale maggiore sono già 11, mentre il primo gol è arrivato nella goleada di 10-0 in amichevole contro il San Marino lo scorso 6 giugno.  La stagione 2015-2016 invece, parte benissimo per Marko, con 3 reti e 2 assist in 6 presenze nei preliminari di Champions, che consentono alla Dinamo Zagabria di passare alla fase a gironi. Vince nuovamente campionato e coppa in Croazia e conclude la stagione totalizzando 12 gol in 42 partite.
Dopo aver fatto parte di tutte le rappresentative nazionali giovanili esordisce nella nazionale maggiore il 4 settembre 2014, durante un’amichevole tra Croazia e Cipro, subentrando a Kovacic, altro gioiellino croato che interessa a Madama. 
Convocato per l’Europeo in Francia dal CT Cacic, Pjaca si dimostra sin da subito un talento dal potenziale straordinario, giocando una partita fantastica contro la Spagna il 21 giugno e confermandosi 4 giorni dopo contro il Portogallo, dove, chiamato in causa nei 10 minuti finali, ha fatto letteralmente impazzire i difensori lusitani con una serie di dribbling e accelerazioni palla al piede impressionanti. Da lì, Paratici & co. sono stati stregati dal piccolo croato.
Utilizzato anche da trequartista o da falso nueve in alcune occasioni, vista anche la sua confidenza con il gol (35 reti in 140 presenze da professionista nei club), il giovane talento croato è dotato di un’ottima visione di gioco, che gli consente di effettuare verticalizzazioni molto precise per i compagni di squadra. Assolutamente da migliorare il gioco aereo (vista anche la stazza fisica) e la fase difensiva, dove Pjaca risulta a volte troppo pigro nei ripiegamenti. Inoltre, la sua giovane età lo porta ad essere un po’ troppo innamorato del pallone e della giocata ad effetto: infatti spesso e volentieri appena riceve palla cerca subito il dribbling sul diretto avversario, rischiando di perdere il controllo della sfera.
Detto questo, Pjaca è senza dubbio un giocatore dal promettente futuro, da inquadrare tatticamente ma capace di incidere sia partendo da titolare che subentrando dalla panchina, come dimostrato in questi Europei.
L’esterno croato potrebbe risultare una pedina vincente da schierare in campo per l'attacco esterno. Sicuramente più offensivo rispetto all’ala colombiana Juan Cuadrado, Marko Pjaca difficilmente si adatterebbe ad un ruolo di esterno nel centrocampo a 5, almeno partendo dal primo minuto. Più tecnico ed elegante ma meno abile negli strappi e nelle accelerazioni da fermo tipiche del sudamericano, Pjaca potrebbe, però, incarnare alla perfezione il ruolo di dodicesimo uomo, ovvero quel giocatore in grado di entrare a partita in corso e diventare subito determinante, creando superiorità numerica nella trequarti offensiva. Potrebbe essere proprio lui il Dodicesimo uomo molto importante per mister Allegri e la Juve, che ama questo tipo di giocatori: giovani con la "bava alla bocca" vogliosi di scrivere il proprio futuro scintillante e quella della maglia che indossano, ma soprattutto in grado di farsi trovare immediatamente pronti, anche partendo dalla panchina e spezzando l’equilibrio della gara. 

 

per Tuttojuve.com

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