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Dall'Apache al Pipita: storia di una classica telenovela estiva

autore
Caterina Baffoni
per Tuttojuve.com
lunedì 8 agosto 2016, 15:26Primo piano
autore Caterina Baffoni
08.08.2016 15:26Primo piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

Non male la prima uscita stagionale contro il West Ham per i nuovi con la maglia bianconera. A proposito di esordi: l'uscita dal campo di Dybala permette a Marko Pjaca di mettere a referto i primi minuti con la Vecchia Signora. Il croato appare subito vivace e pimpante, il feeling con la fascia e l'area di rigore avversaria non tarda ad arrivare. Marko sin da subito mostra un paio di cosette con il pallone tra i piedi davvero niente male. Da un suo guizzo in area di rigore potrebbe pure nascere un calcio di rigore che l'arbitro Taylor decide però di non concedere. Buonissimo anche l'impatto di Dani Alves, schierato da titolare a destra nella difesa a 4 e protagonista nell'azione che porta al gol dell'1-0, firmato Dybala. Nato per sfoderare assist su misura, non delude le aspettative. Corre, sorpassa, dribbla e serve al bacio i suoi compagni. Nulla di nuovo, dopotutto, per chi ha vinto tutto con la maglia del Barça. In attesa del miglior Higuain, insomma, Allegri può già contare su due certezze che rispondono al nome di Pjaca e Dani Alves. In attesa dl migliore Higuain, come se una manciata di minuti già fossero decisivi per un certo Gonzalo nel decidere la sua primissima uscita stagionale con la maglia della Juventus. E' un film già visto, quello di due anni fa, quando a destare non poche preoccupazioni (per alcuni) furono le condizioni fisiche giudicate anche in questo caso "appesantite" di Carlos Tevez. Ricordate? Insomma, è bastato il giudice supremo, ovvero il campo, a giudicare e porre fine alle classiche destabilizzazioni o pettegolezzi infondati di pre-inizio campionato.
C'era tanta attesa per vedere la prima di Gonzalo Higuain in maglia bianconera. Massimiliano Allegri infatti ha regalato l'esordio al Pipita appena dopo l'intervallo del match. Gonzalo entra proprio al posto di Mandzukic, in una sorta di staffetta virtuale con il collega di reparto croato, e prova a sintonizzare la sua partita assaggiando più volte l'intesa con il compagno di reparto Dybala. L'ex Palermo, però, resta in campo assieme al Pipita per soli 13 minuti, prima di lasciare il campo a Pjaca: troppo poco per dare giudizi, ci sarà tempo e modo per valutare la coppia argentina. Ci si può, però, spingere ad una prima valutazione sull'esordio di mister 36 gol in bianconero: rimandato è il termine giusto. Perché il Pipita deve ancora recuperare il feeling col campo dopo le vacanze, cone nei giorni migliori oltre che a oliare i meccanismi con i nuovi compagni che evidentemente non possono ancora essere settati al punto giusto: per 30 minuti giudicare un giocatore di un certo calibro, durante una partita amichevole, può sembrare al quanto esagerato.
Ma il numero 9 bianconero, può dormire sonni tranquilli. L'apache ne sa qualcosa.  Mai acquisto fu così azzeccato come Carlos Tevez, la Juventus può giudicarsi più che orgogliosa di quel  giocatore, che ha calamitato l’attenzione su di sè in tutti e due gli anni di campionato con Madama. 
Atterrato a Torino come giocatore ormai "finito" e in sovrappeso, se ne è andato da vero e proprio re del campionato, lasciando piacevoli ricordi indelebili nella mente e nel cuore dei tifosi bianconeri. Il suo arrivo fu come quello del Pipita, atteso come una figura biblica, macchinoso durante il ritiro estivo, ma si è fatto subito voler bene dispensando sorrisi a tutti.

Non amato dai giornalisti, i quali non avevano fatto buone previsioni, considerando il suo passato in altri club piuttosto complesso e non privo di cattivi comportamenti. A quanto pare si tratta solo di “passato” e di “ricordi”, Tevez,  qui in Italia si è comportato benissimo e ha legato immediatamente col club, i suoi colleghi lo hanno stimano moltissimo, e lui ha dimostrato immediata serietà, mettendosi nelle mani di Antonio Conte.

Tevez ha avuto pazienza, ha preso sul ridere l’obiezione sul sovrappeso e  le prese in giro circa il suo aspetto, non proprio seducente, e si è messo a lavorare congedandosi da Torino con la bellezza di 50 gol in 96 presenze durante biennio bianconero. Nient'altro da aggiungere, chiaro.

Eppure, a scanso di equivoci, grassi o magri, Tevez e Higuain hanno un talento e un’intelligenza calcistica fuori dal comune, e ahimè, gli altri scompaiono.

Stesso approccio, stessa storia: si tratta di due giocatori che garantiscono un attacco dal rendimento più lineare, capaci di divenire capo cannonieri in qualsiasi campionato: creativi, ma soprattutto capaci di  adattarsi a qualunque situazione, ed è proprio questo ciò che destabilizza gli avversari. Non sono mai uguali di partita in partita, riescono ad andare in gol da un’azione anche sbagliata, E ci volevano due calciatori del genere in questa Juve prima di Conte e poi di Allegri, vincente ma un po’ troppo sottovalutata nelle sue "punte" ad inizio stagione. Meglio così. Il web e altri giornali, dopo la "telenovela" estiva su Tevez, questa volta puntano il dito su Gonzalo in sovrappeso; ma ancora una volta sarà sempre e solo il campo a sentenziare.

Pipita, ridici sopra anche tu.

per Tuttojuve.com

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