Sportitalia - Alcuni colpi in canna
Redazione TuttoJuve
Come se fossero un viaggio in un’autostrada priva di un termine, senza un’uscita prestabilita da imboccare. Basta entrare dal casello e tentare di trovare lo svincolo più comodo per le proprie tasche, che meglio rispecchi i propri interessi. Sono le trattative del calciomercato, si sa quando principiano, non si saprà mai quando termineranno fino alla firma sui contratti. Questione di tempo, si capisce, affari sfumati che è meglio definire slittati, da Agosto a Gennaio, 5 mesi da trascorrere, probabilmente anche con l’indignazione tatuata in volto, nel club d’appartenenza, nell’attesa di poter cambiare aria.
Witsel il re degli incompiuti in questo senso, ad un passo dalla Juventus fino alla mattina del 31 Agosto con visite mediche già sostenute, allontanatosi e poi definitivamente svanito nelle ultime ore. Questione di responsabilità mancate, da non imputare al giocatore che con tutto il proprio entourage aveva spinto per la cessione. Capricci da parte del club russo, che una volta accettati i termini del trasferimento con la Juventus non ha trovato il nome giusto per sostituire il belga, lasciando i bianconeri con il fiato sospeso fino all’ultimo e senza la possibilità di trovare un’alternativa al giocatore.
Parte da Torino anche la strada che avrebbe dovuto portare Lichtsteiner a Milano. Pochi i 3 milioni offerti dall’Inter al fronte di una richiesta di 13 dei piemontesi. “Non ai nerazzurri”, cercasi destinazione alternativa, ma le richieste per lo svizzero, a quanto pare non sono abbondate, e allora Ausilio resterà alla porta per Gennaio. Non imputabile alle richieste economiche del club proprietario del cartellino, invece, l’affare Badelj –Milan. Con il centrocampista deciso a non rinnovare il contratto e volenteroso di cambiare aria, la Fiorentina aveva richiesto 15 milioni per il croato, cifra ragionata ma inaffrontabile per una società rossonera in fase di transizione e priva di ogni disponibilità economica. Affare sbandierato ai sette venti e plurichiaccherato in una dubbia strategia comunicativa, per una trattativa mai veramente entrata in fase di concretizzazione. Differente la vicenda che voleva infine Jovetic ai comandi di Montella. Possibilità sondata proprio nell’ultimo giorno di mercato con il serbo arrivato più che mail vicino al Milan ma vedutosi sbarrare il percorso da Piero Ausilio: “Jovetic resta all’Inter”, tuono di fine estate in un viaggio le cui destinazioni non sempre si sono rivelate le più gradite.


