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Uno per tutti, tutti per uno!

autore
Caterina Baffoni
per Tuttojuve.com
domenica 9 ottobre 2016, 21:10Primo piano
autore Caterina Baffoni
09.10.2016 21:10Primo piano
Antonello Sammarco/Image Sport
Antonello Sammarco/Image Sport

 Questo primo scorcio stagionale dimostra che la concorrenza, non può far altro che accrescere il tasso di qualità di una squadra. E la Juventus ne è la dimostrazione.  Ma a parte la qualità espressa dal centrocampista, l'impressione è che se questa squadra, modellata da una così grande mole di talento, riuscisse a trovare la giusta quadratura del cerchio, non potrebbe fermarsi: va a Roma lasciando in panchina Higuain e Pjanic, senza Bonucci e Marchisio, e vince contro una buonissima Lazio. Il campionato sembrava essere già finito dopo la sconfitta al Meazza, considerando che Higuain, Cuadrado e molti altri erano seduti a bordo campo è chiaro che dobbiamo pensare che non sarà così difficile per la squadra di Allegri alzare subito la china...  La realtà è che in Italia non è che non si sia concorrenza, è che la Juventus tende a sopprimerla! Non solo con i nomi altisonanti dei calciatori schierati in campo: ma col gioco in primis. E' chiaro che come azienda, famiglia e società in termini di profitto e valori sportivi è di gran lunga più solida e lungimirante di tutte ad oggi. Allegri ha fatto capire, anche ai più scettici, che la ricerca asfissiante del gioco d'attacco porta a vincere le partita, che calma e razionalità portano occasioni. 
Si tratta semplicemente di una serie di considerazioni che tendono ad emergere chiaramente, ancor prima che si pronunciasse Allegri nei vari dopogara in questo senso, quanto lo step di Empoli ha rappresentato senza se e senza ma, il passo in avanti sotto il profilo del gioco di allenamenti duri e meticolosi che finalmente sono emersi se non del tutto, quasi certamente..
Il gioco progettato che si sviluppa, la padronanza del campo in ogni suo settore, la continuità del possesso palla, costruzione costante di azioni decisive, passaggi, tackle, duelli aerei (etc.) ben assortiti: questi gli ingredienti che emergono e che inevitabilmente stanno facendo la differenza. 
Da Zagabria ad oggi, è evidente come lo spirito e l'atteggiamento in campo siano cambiati, e le qualità eccelse siano emerse a galla. Ma occhio a lodarsi troppo. 
Forsein Croazia non c'è stata necessità anche perchè si sa, non essendo un campionato, è una competizione a parte che richiede sempre la massima forma fisica e mentale, e la Serie A sotto questo profilo, anche contro uno dei tre avversari più deboli del torneo, è difatti tutta un’altra storia. Già basti pensare come l’Empoli abbia attuato una strategia difensiva che non fosse l’arrocco totale come spesso può capitare in Europa, può permettere alla squadra avversaria di avere più occasioni in attacco. Questa è una Juve padrona del campo tramite se stessa, per mezzo dei meccanismi di attacco e contemporaneamente copertura collettiva nel senso pieno del termine. Ovvero: Tutti ad attaccare e tutti a difendere, come un meccanismo ossessivo compulsivo. Anche perchè la grande qualità della rosa lo permette. E’ calcio pensato, quello di Allegri.E' l'attenzione ai particolari più minimi che fa la differenza. Ed è da queste piccoli cose che si vede il frutto del lavoro.

Il pallone ha circolato poco rispetto a quello storico di cinque anni al comando, sui piedi dei tre difendenti che e scappano in avanti per generare praterie agli esterni, o il centravanti che disegna l’appoggio. Ora no: ognuno fa il suo al massimo delle proprie potenzialità: il difensore non fa passare nessun giocatore, scodella in avanti per il centrocampista che non cerca necessariamente (Khedira a parte) le imbucate, ma l'attaccante che occupa l’area e che dentro non vi si addormenta per fare sponda, ma solo ed esclusivamente per gonfiare la rete. Flussi costanti a destra e a sinistra, così come in mezzo, equilibrio sul fronte offensivo, circolazione della palla spesso e volentieri orizzontale per accelerare gli ultimi due tocchi decisivi per il gol. Tutti devono costantemente guardarsi intorno, usando la testa per spaziare e osservare: tutto volto alla lucidità e di conseguenza alla fluidità e al comando del gioco. 

Produrre le idee è meglio che attuarne alcune e basta. La voglia di arrivare alla conclusione, di studiare il momento propizio devono essere all'ordine del giorno. Una grande squadra ragiona così dal primo all’ultimo minuto di recupero. L’organico racconta molto di ciò che sei e di ciò che vuoi diventare, e se infatti ad Empoli Khedira si arrabbia con se stesso per una prestazione non all'altezza, se Dybala preferisce prima far segnare che insaccare, ise Higuain è impegnato a cercare sbocchi senza palla con continuità per poi essere spietato, ecc. chi ci guadagna non può che essere l’equilibrio generale che verte sulle caratteristiche primarie dei suoi interpreti. E' il tendere sempre verso il miglioramento, il progresso il vero punto di partenza.  

Con questa squadra qui, con questo obiettivo di crescita qui, il motto non può che essere uno e uno soltanto.

per Tuttojuve.com

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