ESCLUSIVA TJ - Marcelo Estigarribia: "La Juve rivincerà il campionato. Sarà dura col Chievo, attenzione ai calci piazzati. E sulla mia avventura in bianconero..."
Mirko Di Natale
Arrivato a Torino da autentico sconosciuto, Marcelo Alejandro Estigarribia Balmori stupì tutti guadagnandosi la fiducia e la stima del mister, dei compagni e dei propri tifosi. Un solo anno trascorso con diciotto presenze e quel gol, prezioso, che consentì ai bianconeri di non perdere in quella difficilissima trasferta di Napoli. La Redazione di TuttoJuve.com lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare non soltanto della sfida di domenica pomeriggio ma anche di Juventus:
Buongiorno Marcelo, come sta andando la tua avventura in Paraguay?
"Sono attualmente un giocatore del Cerro Porteno, siamo in semifinale della Coppa Sudamericana e dobbiamo affrontare la partita di ritorno dopo il pareggio dell'andata. Sono tornato dopo tanti anni, è molto bello stare vicino alla mia famiglia. Italia? Ho imparato tantissimo, l'Italia manca tantissimo a mia moglie dove ha lasciato tanti amici. Ci manca il belpaese, dobbiamo solo ringraziarlo per quello che ci ha dato".
Stai seguendo la Juventus?
"Certo, seguo la Juve da sempre e l'ho vista anche in Champions contro il Lione. Stavano vincendo uno a zero, ma poi non ho finito di guardarla perchè è poi iniziato l'allenamento. Tutti qui guardano la Premier League, ma io rimango un fedelissimo della Serie A".
Cosa dicono della Juve in Paraguay?
"Qui è una squadra grandissima, la mettono sullo stesso livello di Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco e Manchester. E' una società costituita da grandi campioni che si allena sempre al massimo, sono davvero molto umili".
Che partita sarà quella contro il Chievo?
"I bianconeri hanno sempre vinto negli ultimi anni, ma penso che questo weekend sarà dura perchè il Chievo sta facendo bene nonostante sia calato nelle ultime partite. Giocano insieme da tanti anni e contro la Juve non devi mollare mai, perchè i campioni d'Italia sono capaci di farti gol in qualsiasi momento".
Quali sono, secondo te, le difficoltà della sfida di Verona? Può esser lo stadio?
"La Juve sarà seguita come se giocasse in casa, quindi non penso ci siano problemi per quanto riguarda lo stadio. L'insidia più grande, secondo me, potrebbe esser portata dai calci piazzati dove i gialloblù sono bravi. Chievo? Sono stati solo sei mesi, ma la mia famiglia si è trovata bene a Verona. Ho un bel ricordo del presidente, del direttore sportivo Sartori, dei compagni che sono ancora li e della salvezza conquistata".
Tornando ai bianconeri, vi aspettavate di vincere subito lo scudetto nella stagione 2011-2012?
"La Juve veniva da anni bui in cui non vinceva nulla, noi lavoravamo ogni giorno per poterci aggiudicare il campionato. Tutti erano convinti che lo vincesse il Milan - già campione l'anno prima -, una squadra piena di campioni già strutturata. Noi eravamo nuovi, arrivarono giocatori come Pirlo, Vidal, Lichtsteiner, Vucinic. Il mister fece un grandissimo lavoro e alla fine meritammo quel successo".
Come era il mister? Che ricordi hai di lui?
"Lo ringrazio perchè mi ha fatto imparare tantissimo dal punto di vista mentale, tattico e fisico. E' una persona che dimostra una forza mentale pazzesca, la nostra forza è stata quella sua voglia di non mollare mai che ci ha permessi di non essere inferiori a nessuno. Era un grande gruppo quello, mister Conte ci aiutò tantissimo nella vittoria dello Scudetto".
Ti aspettavi di arrivare a giocare nella Juventus?
"Non mi aspettavo in quella stagione di giocare per la Juventus. Quando mi dissero della possibilità, pensai fosse uno scherzo all'inizio ma è stato un sogno che si è realizzato. Giocare con grandi campioni, stare con loro nello spogliatoio, giocare nell'ultimo anno di Del Piero in bianconero è stato un qualcosa che non dimenticherò mai. Il calcio mi ha dato tanto e avrò sempre una parola di ringraziamento per tutti".
Mi citavi Del Piero, ma c'erano anche Buffon, Pirlo. Come erano nello spogliatoio?
"Erano persone umilissime che scherzavano, si allenavano tantissimo. Mi hanno insegnato che fuori dal campo siamo tutti uguali, non importa chi ha più soldi o altro: nessuno è superiore all'altro".
C'è una partita che sicuramente ricorderai più di tutte, quella del 3-3 a Napoli...
"Quando stavamo andando allo stadio, ricordo che ci buttarono pietre e il finestrino fu danneggiato. Fu un pre-gara molto movimentato. Perdevamo uno a zero, Gigi parò il rigore (ad Hamsik ndr), segnò Matri il gol del due ad uno ed io segnai la rete del tre a due. Poi ci pensò Pepe a riportare il match in parità".
Ti aspettavi che la Juve ti lasciasse partire l'anno dopo?
"Non mi aspettavo di lasciarla così presto, ma devo ringraziare Fabio (Paratici ndr) e Marotta che mi hanno concesso questa opportunità. E' stato un anno che nessuno si aspettava, è stato magnifico esser il primo paraguaiano a vincer lo scudetto ed ebbi l'opportunità di giocare non facendo soltanto panchina".
Hai avuto modo di sentire i tuoi ex compagni come Buffon, Barzagli, Chiellini?
"Prima quando giocavo in Italia li sentivo spesso, adesso sento solo Arturo (Vidal) che si è trasferito al Bayern. L'ho ritrovato un mese fa quando la sua Nazionale sfidò la mia, parliamo di Italia e siamo ancora in buoni rapporti".
Che idea ti sei fatto di questa Juventus?
"Secondo me, questa stagione sarà molto più complicata rispetto a quella dell'anno scorso. Sono arrivati grandi campioni, Marchisio è appena rientrato dall'infortunio ma hanno perso Pogba che era un grandissimo giocatore. Sarà più difficile, ma la Juve rivincerà lo Scudetto e in Champions sono quasi qualificati. Ci sono tutte le premesse per fare una buona stagione"
Come giudichi gli esterni bianconeri?
"Sono dei grandissimi campioni. Dani Alves non lo si può paragonare a nessuno, per tanti anni è stato il miglior laterale destro del mondo. Lichtsteiner ha sempre fatto bene qui, Cuadrado è un giocatore che può far la differenza così come ha dimostrato a Lione quando ha fatto il gol decisivo per far vincere la sua squadra. Attacco? Sono davvero bravissimi. Non sembrano in partita, ma appena gli lasci un metro ti puniscono".
Si ringrazia Marcelo Estigarribia per la gentilezza e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


