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LIVE TJ - BONUCCI alla DS: "Il bel gioco arriverà, ma Juve è viva. Il City non mi ha chiamato. Barzagli? Speriamo non ci sia interessamento legamenti. Nessun discorso Buffon, anzi..."

autore
Redazione TuttoJuve
per Tuttojuve.com
domenica 6 novembre 2016, 22:41Primo piano
autore Redazione TuttoJuve
06.11.2016 22:41Primo piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

Leonardo Bonucci è ospite della Domenica Sportiva, su Raidue. Tuttojuve.com sta riportando in tempo reale le sue dichiarazioni: 


Come dice Allegri, è una moda dire che la Juventus gioca male, però nei cinque maggiori campionati d'Europa la vostra squadra è quella che ha vinto di più...
"Io sinceramente da qui alla fine le vincerei tutte 1-0, l'importante è vincere. Poi arriverà il bel gioco, miglioreremo il carattere, c'è tempo per crescere, ma finchè si vince 1-0 o 2-1 come oggi vuol dire che la squadra è viva, vuol dire che la squadra c'è e il futuro non può essere che roseo". 

Siamo noi i cattivoni che andiamo a dire ha giocato bene o ha giocato meno bene...
"Ognuno fa il proprio lavoro, il nostro è quello di portare la Juventus a vincere. Poi ci dobbiamo riuscire in un modo durante la partita, in un altro durante un'altra partita, ma il nostro obiettivo è quello di vincere".

In questo momento vi manca anche un giocatore importante come Dybala che in prospettiva può incidere come Pogba?
"Sicuramente l'assenza di Paulo è un'assenza importante per l'economia del gioco, per il talento del giocatore stesso. Speriamo di averlo il prima possibile, è un elemento importante all'interno del gruppo e sul campo, perchè come tanti campioni che ci sono nella Juventus può decidere da solo la partita. E' ovvio che giocando con Paulo tra le linee avremo molta più fluidità nel gioco, con riferimenti come Mario e Gonzalo fai un po' più di fatica quando devi uscire sotto pressione. Ma in queste partite hanno dimostrato di essere due grandi campioni, oltre che due grandi persone, con l'umiltà e il sacrificio di mettersi a disposizione della squadra".

Se fossi l'allenatore della Juventus, in che zona del campo cercheresti rinforzi per la Juventus? Soprattutto per la Champions...
"Spero di fare l'allenatore tra tanti anni (sorride, ndr). Sinceramente il reparto dove stiamo facendo... non fatica, ma dove siamo corti, è il centrocampo, perchè alla fine abbiamo tanti giocatori che non sono al massimo della condizione: è fuori Asamoah, Sturaro è stato fermo tanto, Lemina non sempre è al 100%, Claudio è rientrato da un infortunio grave. L'unico reparto dove ci potrebbe essere bisogno di qualcuno per rinforzare la struttura del gruppo, ma non degli undici, per aiutare in Europa, è sicuramente il centrocampo. Perchè poi i quattro attaccanti che abbiamo, al di là che due in questo momento sono fuori, sono di primissimo ordine. In difesa lo stesso, forse a centrocampo per via degli infortuni che ci sono stati alla fine della scorsa stagione e all'inzio di questa, qualcosa stiamo pagando".

Date la sensazione di minore potenza. L'anno scorso avevate Pogba, oggi abbiamo una Juve un pochino più statica a centrocampo...
"Io credo sia una questione di caratteristiche e del fatto che con questi continui infortuni, anche di lungo corso, ti portano a giocare sempre con gli stessi giocatori, che a lungo andare possono avere il serbatoio delle energie un po' svuotato. Questa è una caratteristica che dobbiamo migliorare tutti quanti, ma oggi siamo questi. La Juventus è stata costruita per vincere, per tentare di vincere in Europa, quindi c'è da fare del nostro meglio sotto tutti i punti di vista, atletico, fisico e sul piano del gioco e della cattiveria".

Mercoledì ti sei fatto male, oggi sei rientrato in campo. Sei Superman? Poi se puoi dirci come sta Barzagli...
"Non sono Superman, sono fortunato ad essermi fermato in tempo mercoledì. Adesso sto bene, fortunatamente non è successo niente di grave. Non ero al 100% oggi, ma al momento del bisogno non potevo tirarmi indietro. Siamo stati sfortunati a perdere un giocatore importantissimo e un leader dello spogliatoio come Andrea, che ha subito questa lussazione alla spalla. Speriamo che non ci sia l'interessamento dei legamenti, perchè altrimenti significherebbe perderlo per tanti mesi. Adesso c'è da riprendere, io fisicamente sto recuperando dall'infortunio e da un periodo dove soprattutto all'inizio non sono riuscito ad allenarmi con costanza e sappiamo tutti i motivi (i problemi di salute del figlio, ndr), però adesso c'è da guardare avanti con positività e forza".

Si è parlato tanto di questo presunto discorso di Buffon dopo la partita col Lione. Marotta oggi ha detto che non c'è stato nessun discorso. Ti chiedo una conferma: c'è stato o no questo discorso? Oggi il Chievo comunque non si è scansato...
"Non c'è stato assolutamente questo discorso, anzi con Gigi molto spesso ci ritroviamo in ritiro a vedere le partite di squadre che hanno giocato contro di noi e la sua solita esclamazione è quella: 'Ma con noi danno tutti il 1000 x 1000, con gli altri arrivano un po' scarichi'. Non ha mai detto quelle parole. Oggi lo abbiamo visto con il Chievo che non ha mollato fino all'ultimo".

(Un amico ricorda una Pasquetta nella quale Leonardo alzò un po' troppo il gomito, ndr). Ci vuoi raccontare di quella Pasquetta?
"A Viterbo non vado mai e vedere i vecchi amici, i nonni soprattutto, la nonna Angela che mi ha cresciuto a pane e nutella, mi ha fatto felice".

Ti ricordi il giorno del tuo primo gol in Nazionale con l'Estonia? Era Santa Rosa. Tu dicesti: "Mi ha aiutato". IL legame con la tua terra ci sembra forte...
"Non è il primo gol in Nazionale quello, il primo è stato con il Messico. E' stato il primo della gestione Prandelli, è stato il 3 settembre intorno alle 21 e qualcosa. Santa Rosa di solito inizia alle 9, 9.30".

E' vero che tuo fratello era più forte di te?
"Sì, tanti addetti ai lavori, quando eravamo piccoli, dicevano che lui era quello più forte, poi però è stato sfortunato negli infortuni, in alcune scelte, però è contento e si gode il successo del fratello come se fossero i suoi".

Sei leader della Juventus e leader della Nazionale. Qual è la maglia che ti senti più cucita addosso? Quando vai in Nazionale vuoi sempre esserci...
"Ne parlavamo proprio in questi giorni con mia moglie. Ovvio che la maglia della Juve me la sento cucita addosso perchè la respiro ogni giorno, però per me vestire la maglia della Nazionale è un orgoglio, un'emozione sempre nuova, continua, anche a mezzo servizio, da squalificato, sono sempre stato presente perchè per un calciatore non c'è cosa più bella che vestire la maglia della Nazionale. Ed essere anche un punto di riferimento per i giovani, perchè comunque stiamo cominciando un nuovo corso, un mix di esperienza e di giovani talento per fargli capire che io ci sono, che nonostante un piccolo infortunio, un piccolo problema, su di me possono contare. Mi piace essere questo e mi piace dare il 100% quando indosso questa maglia".

Sei stato tu a telefonare a Soriano del City, o lui a te questa estate? Lui ha detto che sei stato tu...
"Io non ho chiamato nessuno".

Hanno chiamato loro?
"Non hanno chiamato me personalmente".

Rifaresti quello che hai fatto con Rizzoli o ti sei pentito? Quel colpo di testa...
"Non c'è stato nessun colpo di testa, ho già detto lo scorso anno che ho esagerato nelle proteste, ma forse l'ho fatto anche per proteggere un eventuale secondo cartellino di Alex Sandro. Resta il fatto che ho rispetto per tutte le persone, al di là degli arbitri o di chi vive di calcio. Ho sempre portato rispetto, i miei genitori mi hanno insegnato a portare rispetto alle personale, non credo di aver mai mancato di rispetto a nessuno. Ho ecceduto sicuramente nelle proteste  e giustamente sono stato ammonito. Lì doveva finire, poi c'è stato tutto un susseguirsi di polemiche nate da un fermo-immagine che poteva, anzi, che ha ingannato tanti, ma da parte mia non c'è mai stato nessun tocco con Rizzoli, anzi, mai nella mia testa mi è passato in mente di fare un giusto del genere".

In questo momento conta tanto per te la famiglia, ma c'è stato anche l'affetto di tante squadre. Come hai vissuto questo momento?
"(Bonucci si commuove, ndr) Sicuramente è stato un periodo difficile, ringrazio i tanti tifosi juventini e non di avermi dimostrato solidarietà, affetto, vicinanza in questi mesi che sono stati un banco di prova importante per la mia famiglia e che però... quando finisce un sentimento come l'amore per un figlio, per una moglie, della moglie per il marito, sei pronto a tutto. L'unione fa la forza. Matteo è stato il primo a darcela, dimostrandosi un combattente, un guerriero, non ha mollato e noi gli siamo venuti dietro, consapevoli che ce l'avrebbe fatta. E oggi siamo più sereni perchè lo vediamo giocare, ridere, scherzare, e questo ci fa stare bene. Ora la situazione è migliorata, lui sta alla grande quindi, ringrazio tutte le persone che ci sono stati vicini, juventini e non. Matteo credo sia riuscito nel miracolo di unire i tifosi di tutta l'Italia, senza pensare ai colori che papà porta addosso. E questa è la vittoria per me come giocatore, per lui come bimbo e per noi come famiglia. Matteo ora sta alla grande, guardiamo avanti con positività e forza, questa esperienza ci ha fortificato e invito le famiglie che attraversano momenti delicati come questo a crederci sempre, a non mollare mai, perchè l'unione fa la forza e l'amore è una forza infinita".

Molti tifosi ti giudicano anticpatico. Ma tanti cambieranno idea avendoti visto oggi così umano qua...
"Certe cose ti cambiano, certe cose ti fanno crescere, io quando scendo in campo lotto per la maglia per porto, ancora di più per la Juventus che è sempre stato il mio sogno, è stata sempre la squadra per la quale ho tifato. Adesso ovvio che questi episodi e questi insegnamenti della vita ti fanno crescere, maturare e ti fanno dare il giusto peso a tutte le cose. Ma quando sono sul campo, quando faccio il mio lavoro, va bene che sia antipatico perchè quello sono io, ma fuori dal campo, chi mi conosce, e spero anche i tifosi della Juventus e non, sanno che tipo di persona sono, sono un calciatore, ma sono sempre un essere umano. Paolo (Tramezzani, ndr) ho avuto la fortuna di conoscerlo e lui mi conosce, quindi può testimoniare che sono questo".

E' questo il momento della tua carriera dove forse ti senti più maturo?
"In questo momento credo di essere arrivato ad una svolta della carriera, perchè può capitare di fare uno o due anni da grande giocatore, adesso sta a me continuare a farlo, continuare ad essere al livello che ho raggiunto e sicuramente darò tutto me stesso per migliorare il mio carattere ed essere importante e decisivo sia per la Juventus, sia per la Nazionale". 

La Roma gioca meglio della Juve adesso?
"Mi limito a fare i complimenti al mister che sta dando la sua impronta alla Roma sia a livello di gioco e di carattere. Complimenti e ci vedremo tra un mesetto".

(Spalletti in collegamento, risponde ndr) Noi si viene...
"Per forza (ride Bonucci, ndr)"

Spalletti fa troppi complimenti alla Juve. Poi vi prepara quache scherzetto...
"Sta preparado il mister... sarà una bella partita.  E' vero che quello che dice, noi abbiamo una mentalità importante che è quella che ti porta a fare risultati importanti anche in partite difficili".

Come reagite alle critiche dei media?
"Sono sempre stato abituato a rispondere alle critiche sul campo. A prenderle a farle mie, a leggere quelle costruttive riportandole sul campo avendo la fame di migliorarli. E' quello che facciamo nello spogliatoio, facciamo gruppo e ci uniamo nei momenti delicati. Ci stiamo riuscendo ma c'è sempre da migliorare. Ho sempre imparato a trarne beneficio dalle critiche e in passato ne ho ricevuto. Ho creduto che potessero farmi del bene e così è stato".

Chi devi ringraziare per essere diventato il più forte difensore italiano?
"C'era un allenatore che è stato importante per la mia carriera, al di là di mister Baggiani che mi ha allenato da piccolo. Sono diventato un grande difensore centrale grazie a Carlo Perrone, ex Ascoli e Lazio. Se non avessi avuto lui avrei continuato magari a fare il centrocampista e magari adesso non avrei addosso la maglia della Nazionale in una trasmissione così importante".

Preparazione studiata per andare forte da gennaio
"Al di là della preparazione, quello che è venuto meno è allenarci con costanza perché giochiamo tanto. A gennaio e febbraio gli impegni diminuiscono e averemo modo di lavorare, soprattutto nella pausa del Natale. Lì dovremo ricaricare le batterie per arrivare a marzo a giocarci tutto quanto. Sono sicuro che lavorando ci riusciremo".

Se fossi un attore chi vorresti essere? Clinton Eastwood, Johnny Depp, Danny DeVito o Schwarzenegger?
"Johnny Depp".

Da quale allenatore vorresti essere allenato? Mourinho, Ancelotti, Guardiola o Conte?
"Non vi dico cosa mi è venuto in mente per rispetto e perchè siamo in trasmissione (ride, ndr). Dico Ancelotti".

In quale squadra non giocheresti mai? Nel Toro, nella Roma, nell'Inter o nel Napoli?
"Nel Toro".
 
Quale avversario hai picchiato con più piacere? Totti, Balotelli, Cassano o Ibrahimovic?

"Balotelli. Da compagni, non da avversari".

Quale di questi avversari avresti voluto con te nella Juve? Totti, Balotelli, Cassano o Ibrahimovic
"Ibra".

Sai che si vota in America? Hillary o Trump?
"Hillary".

Con la Germania ci sarai?
"Vorrei rigiocare l'altra ma non si può, ora pensiamo al Liechtenstein che è un match importante per qualificarci, poi c'è sempre gusto ad affrontare la Germania. Concentriamoci perché in campo europeo è sempre difficile e non c'è nulla di scontato".

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