IL TERZO TEMPO - A.A.A. Cercasi collocazione per Pjanic. Ma arrivare primi nel girone serve davvero?
Luigi Risucci
Una beffa, arrivata quando vittoria e qualificazione sembravano già in mano. Può essere così sintetizzata la partita andata in scena poche ore fa allo Stadium, foriera in ogni caso di qualche dubbio di troppo sull'andazzo del girone di Champions. I bianconeri, come ormai di consueto, non esprimono un gioco strepitoso ma si portano in vantaggio con Higuain, abile a trasformare un rigore concesso per atterramento di Sturaro, alla prima da titolare in stagione. Centesimo gol italiano per il Pipita e partita che appare in discesa, con i bianconeri che possono controllarla e, se possibile, aumentare lo scarto. Così non è perche prima Mandzukic, alla migliore prestazione stagionale, poi Higuain si divorano il gol ammazza – partita ed i francesi rimangono in corsa fino all'ultimo, quando Tolisso trafigge Buffon da distanza ravvicinata. Il capitano non riesce a replicare i miracoli che all'andata avevano tenuto a galla i bianconeri fino alla saetta vincente di Cuadrado. Qualificazione rimandata ma ancora sufficientemente blindata, primo posto da giocarsi nella partita secca al Sanchez Pizjuan il prossimo 22 novembre contro il Siviglia capolista, capace di bloccare la Juventus sul pari nella partita d'andata e di costringerla al secondo posto lo scorso anno.
Oltre alla prova complessivamente poco convincente, con la squadra incapace di chiudere la partita approfittando dei momenti deboli degli avversari risalta, come un diamante sul velluto nero, l'ennesima prestazione opaca di Pjanic. Il talento bosniaco ha cambiato ancora una volta collocazione in campo, Allegri gli ha ritagliato il ruolo, a suo dire più congeniale alle caratteristiche dell'ex Roma, di trequartista alle spalle della strana coppia Higuain – Mandzukic. Miralem è apparso ancora una volta avulso al gioco della squadra, fatica a trovare le distanze con i compagni, si mostra in apprensione quando deve accendere la luce negli ultimi 30 metri, trovando la verticalizzazione immediata sulle punte. Indubbiamente, anche sul piano fisico, risente del tour de force che finirà solo con la partita di domenica pomeriggio contro il Chievo ma preoccupa anche e soprattutto l'aspetto mentale della vicenda. Pjanic sembra avere qualche pecca sul piano della personalità, pecche che gli impediscono di essere lucido nei momenti decisivi della partita o di prendere in mano il centrocampo quando questo manca di fosforo ed incisività.
Indubbiamente, e anche Marotta ha calcato la mano su questo aspetto, a gennaio la Juve farà qualcosa in mezzo al campo, senza ombra di dubbio il reparto che ha perso qualcosa rispetto agli anni passati, dove in tre anni sono mancati Pirlo, Vidal e, dulcis in fundo, Pogba. Witsel è il profilo più probabile, perchè preventivamente bloccato per giugno, ed il cui arrivo potrebbe essere anticipato di qualche mese con una manciata di milioni. In alternativa l'arrivo di Bentancur dal Boca porterebbe un profilo futuribile ma forse non ancora pronto per l'immediato ad essere un elemento cardine per la Juventus di oggi, o Tolisso, cercato in estate dal Napoli e che ieri ha ben impressionato.
In attesa della trasferta di Verona di domenica pomeriggio, partita da vincere per tenere le distanze dalle inseguitrici e fare una sosta più tranquilla, si può tracciare un primo bilancio quantomeno in campo europeo. I bianconeri hanno raccolto due vittorie e due pareggi (entrambi allo JStadium) nelle prime quattro giornate del girone. Di positivo c'è l'imbattibilità casalinga europea che resiste dal lontano 2013 e da ben 32 partite (frutto di 26 vittorie e 6 pareggi), una qualificazione quasi sicura (mancano due punti alla matematica) e la possibilità ancora concreta di agguantare il primo posto nel girone. Da non salvare sicuramente la scarsa attitudine a chiudere le partite almeno in casa, che è costata quattro punti tra ieri e l'esordio contro il Siviglia dove la squadra ha espresso un certo predominio senza riuscire ad “uccidere” la partita. Anche il gioco rientra tra gli aspetti da migliorare, con una manovra poco fluida e l'attacco che risente sempre più dell'assenza di uno come Dybala, vero perno delle manovre offensive della squadra.
In attesa del recupero, fondamentale, della Joya e di quello che pare dilatarsi nel tempo di Pjaca sarà importante andare alla sosta con una vittoria, per dimenticare lo scialbo pareggio di ieri e scacciare i fantasmi che vogliono la Juve sempre in difficoltà quando il gioco si fa duro in Europa. Un'ultima considerazione appare doverosa alla luce delle classifiche dei gironi: ma siamo sicuri che arrivare primi serva? Tra le seconde, allo stato delle cose, si annoverano il Manchester City di Guardiola, il Real Madrid, il PSG ed il Bayern Monaco, non proprio avversari desiderabili per un ottavo di finale tranquillo.
Forse sarà il caso di studiare, anche per questo, la soluzione migliore, nell'attesa che in campo torni la vera Juventus.


