ESCLUSIVA TJ - Fabio Marchioro: "La forza di Allegri è il suo carattere, la gavetta è un suo merito. Juve-Pescara? Partita scontata, ma..."
Mirko Di Natale
La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'attuale allenatore dei portieri del Camisano - squadra militante in Promozione - ed ex sia di Juventus che di Pescara, Fabio Marchioro, per parlare della sfida di questo weekend e non solo:
Buongiorno Fabio, come procede la tua avventura al Camisano?
"Alleno i portieri della prima squadra del Camisano in Promozione, c'è un bel progetto e la società è molto importante. Seguo anche il settore giovanile, che qui è molto importante".
Come ti trovi?
"Mi trovo molto bene, ho appeso le scarpette al chiodo quando avevo trentotto anni e non ho mai abbandonato il mondo calcistico. Non ho mai staccato dal calcio. Ho fatto il preparatore dei portieri a Vicenza un anno, successivamente non mi sono trovato bene nel settore giovanile perchè ho un'idea differente rispetto alla realta in cui mi sono trovato li. Son poche, in Italia, le squadre che fanno bene coi giovani, un esempio sono la stessa Juve e l'Atalanta. Secondo me, in questo ambiente, dovrebbero esserci le persone che hanno praticato questo sport poichè hanno il giusto pedigree e sanno capire i periodi bui dei ragazzi".
Segui ancora la Serie A?
"Si, la seguo ancora anche se non mi piace tanto guardare le partite. Adoro più rivedere i gol e le azioni, seguo più quello che è stato il mio ruolo. Se proprio devo seguirla, guardo quelle più importanti come farò per il derby tra Milan ed Inter".
Da quanto sto capendo, uno Juve-Pescara non lo seguiresti...
"Molto probabilmente lo vedrei, ma nella mia mente è rimasto il ricordo del '93. Ci fu la debacle della Juve, ricordo quel match perchè ero in porta a difendere i pali del Pescara. E' stata una delle sconfitte più pesanti dei bianconeri, che avevano appena vinto la Coppa Uefa mentre noi eravamo già retrocessi. La sfida venne presa in maniera superficiale dalla Juve che pur passò in vantaggio con Ravanelli subito ad inizio match, ma poi persero. Ebbi la fortuna di vedere, in quella partita, di vedere due dei futuri grandi allenatori della Vecchia Signora: Conte ed Allegri".
Tu che hai giocato insieme a lui, come era mister Allegri?
"Ho sempre avuto un buon rapporto con Allegri. Lo conoscevo già da prima di divenire suo compagno ai tempi del Pescara, lui giocava nella "Beretti" del Livorno. Secondo il mio punto di vista, è stato un grandissimo calciatore molto talentuoso. Non so in Serie A, ma per la B era uno dei migliori centrocampisti".
La pazienza e la calma, sue grandi virtù, è dovuta dal giocatore che è stato, oppure no?
"Secondo me, lui non è nato come allenatore perchè non è stato come altri che sono partiti convinti di intraprendere questo mestiere. Rispetto a Conte, Antonio era già un allenatore in campo perchè lo si intravedeva in campo, lo si intravedeva dai suoi atteggiamenti. Appena arrivato da Lecce, come anche raccontato dal suo libro, lui usciva con me e Peruzzi - che eravamo suoi coetanei - per andare a mangiare insieme. Era già un trentenne nella testa. L'attuale allenatore bianconero, a differenza del suo collega che ora allena il Chelsea, ha sempre risposto al suo tecnico Galeone e non le ha mai mandate a dire. La sua forza è il suo carattere, non ha peli sullo stomaco. E' venuto su con la gavetta, è un suo merito. Aver raccolto l'eredità di Antonio non era facile, non ha battuto ciglio ed ha dimostrato molto equilibrio. Anche la società è stata molto forte, ha protetto le sue scelte".
Come vedi Juventus-Pescara?
"Il risultato della sfida è scontato, c'è molto divario tra le due squadre. Dovessi giocarmi la schedina, metterei uno fisso. Nessuno parte mai sconfitto, quindi penso che l'allenatore pescarese verrà a giocarsela a Torino. Mi spiace per il Pescara, perchè ho visto la loro prima partita di campionato e ho pensato che avessero una buona squadra visto il tipo di prestazione che stavano facendo contro il Napoli. Oddo, da quando allena, ha sempre fatto molto bene. Fa la differenza il salto di categoria. E' una piazza il cui suo equilibrio sarà quello di cercare di salvarsi, altrimenti tornerà in b per poi lottare di nuovo per salire. Ho trascorso un anno in Abruzzo, è una città stupenda e amano il calcio, c'è molta tifoseria e a livello di pubblico c'è sempre molto seguito"


