Non tutti i mali vengono per nuocere!
Caterina Baffoni
La valigia sul letto di Vinovo è quella di un lungo viaggio scomodo e infelice da Genova:piena di rimpianti, certo, ma soprattutto di rabbia e consapevolezza. Commenti isterici e tragicomici a parte, l'unico dato inconfutabile e veritiero su cui riflettere ne è soltanto uno: in questa stagione la squadra allenata da Allegri soffre l'impegno in Champions League: non può essere semplicemente un caso che tutte gli insuccessi sono arrivati dopo l'impegno nella competizione europea. Martedì scorso la Juventus ha giocato a Siviglia, imponendosi per 1-3; il 18 ottobre scorso vinse a Lione per 0-1 e dopo quattro giorni arrivò la sconfitta contro il Milan per un gol di scarto; la prima delusione in campionato invece risale al 18 settembre per 2-1 contro l'Inter, anche in quel caso quattro giorni prima c'era stata la sfida europea in casa contro gli andalusi pareggiata per 0-0.
Tra i vari punti da prendere in considerazione in primis c'è il grosso dispendio di energie fisiche : questa è un’ovvietà, ma è il male minore perché, con i giusti dosaggi ed un buon turn over, si può tranquillamente resistere ai tanti e logoranti impegni di fila ma evidentemente la "panchina" non rispecchia le giuste aspettative, oltre ai numerosi infortuni che stanno tarpando le ali a questa squadra: da Barzagli a Dybala e Chiellini, passando per Pjaca fino ad arrivare a Dani Alves e Bonucci. Certi scivoloni tuttavia accadono anche ai migliori, soprattutto dopo una gara mentalmente pesantissima come quella di Siviglia. Forse questa partita servirà anche al mister per capire che non è più tempo per fare massicci esperimenti di gioco e turn over “Per vincere le partite dobbiamo sempre metterci alla pari dell’avversario sul piano della corsa”. Le parole di Massimiliano Allegri non lasciano alcun dubbio: oggi il Genoa poteva solo vincere. Tramite turn over e allenamenti ad hoc si può gestire al meglio il dispendio di forze fisiche, ma la mente? Purtroppo non esiste un ricambio di mentalità. La vittoria contro il Siviglia ha pesato negli stimoli, ha portato al primo obiettivo stagionale: il passaggio dei gironi che ha portato inconsciamente a riposare sugli allori e a commettere errori elementari tanto da sembrar di non scendere per niente in campo al Marassi.
Per il periodo, per le tante critiche dovute al gioco, e per il peso dell’essere prima in classifica, questo è uno stop che ci può stare. Ma attenzione a prendere sotto gamba questa partita come semplice errore di percorso, perchè il black out è stato generale. E, anzi, come ribadito da Allegri può addirittura fare bene, ma bisogna ammettere che il tecnico non è stato poi così bravo nel leggere la partita, perchè un Dani Alves schierato in una difesa a tre con davanti Lichtsteiner rischiava di aprire ampie praterie agli avversari porgendo tutto il "fianco" completamente libero. E così è stato.
Ricordate la stessa tipologia di sconfitta maturata lo contro la Fiorentina? 4 a 2 al Franchi e una grandinata di critiche e preoccupazioni attorno alla Juve a non finire. Eppure certi "schiaffi" altro non possono fare che bene, un pò per rianimarsi, un pò per rimettersi con i piedi per terra, come avvenne nei giorni successivi di Firenze.
La valigia può tornare quindi sotto al letto. Perché c’è un pezzo di storia tra sesto scudetto consecutivo, Supercoppa Italiana e ottavi di Champions ancora tutto da (ri)scrivere.
Testa bassa, pedalare e ripartire.


