Sportitalia - Un mercato Made in Italy
Redazione TuttoJuve
Finalmente, un po’ di sano orgoglio patriottico. Dopo che per un intero decennio o forse anche di più, abbiam patito un’esterofilia a tratti esagerata, con il calcio del vicino sempre più bello del nostro, e con il campioncino del futuro da scovare nell’angolo più remoto del globo, adesso sembra che le cose stiano iniziando a cambiare. Il perché è ovvio: in questo mercato di gennaio, i protagonisti son stati i nostri ragazzi, quelli profondamente tinti di tricolore.
A partire da Orsolini, strappato alla concorrenza da una Juventus che ha da sempre dimostrato di credere fortemente nell’attaccante classe 1997, fino ad arrivare ai due gioiellini dell’Atalanta strappati alla Dea di recente: Gagliardini e Caldara. C’è un mercato tutto all’italiana che sta entrando nel vivo, un mercato non fatto solo di giovani: vedi la situazione di Gabbiadini, che il Napoli spera di vendere al più presto così da incassare una cifra importante e non solo, anche preoccuparsi di far rinascere, sportivamente, un ragazzo che comunque ha provato a dare tanto a Napoli, non sempre riuscendoci come avrebbe sperato; e vedi i casi relativi a Zaza e Ranocchia, col primo pronto per una nuova, importante, galvanizzante avventura in Liga, col Valencia, dopo aver capito che la Premier League non fa per lui; e il secondo che per ora punta i piedi, non vorrebbe muoversi dall’Inter, ma sa che sarebbe per il suo bene, un cambio di maglia.
E se il nostro calcio prova, dunque, anche a esportare il proprio talento, dall’altro lato della medaglia tenta anche di riappropriarsi di coloro che finora erano fuori confine: Gollini, l’esempio lampante. Tornato in patria, all’Atalanta, in prestito dall’Aston Villa, il portierino colma il vuoto lasciato da Sportiello, finito a Firenze.
Made in Italy che si dà lustro dunque; tendenza, questa, forse dovuta anche alla famosa situazione che porta a fare di necessità virtù; di milioni da spendere, non tantissimi. Qui, non è come in Cina, per dire, dove si spende tanto anche per coloro che, di talento, ne avevano più qualche anno fa. Qui si fa mercato con coerenza, intelligenza e strategia. Bisognava intraprendere una strada nuova, per risanare il nostro calcio. Beh, le premesse, a questo punto, sono più che positive.


