IL TERZO TEMPO - Juve, contro l'Inter può partire la fuga. Paulo, se vuoi essere un simbolo, ispirati a lui
Luigi Risucci
Vincere e convincere. La Juventus entra nella fase calda, caldissima della sua stagione con questo obiettivo. Le vittorie, a dire il vero, ci sono state anche nella prima parte del campionato, ma il gioco ha quasi sempre latitato, lasciando spazio a non poche critiche da parte di stampa ed addetti ai lavori. Allegri ha poi deciso di svoltare, riponendo in naftalina il vecchio ed affidabile 3-5-2, per dar spazio all'anarchico e nuovo di zecca 4-2-3-1, modulo che piace agli interpreti (Higuain su tutti) ed ai tifosi. La squadra appare molto più libera nello sviluppo della manovra, capace di dare sfogo alla fantasia dei giocatori offensivi, con quell'imprevedibilità che si era persa a furia di usare i collaudati ed oliati meccanismi del centrocampo a cinque. L'equilibrio era l'aspetto che più preoccupava il mister, ma con l'abnegazione e la corsa di Mandzukic e Cuadrado, l'impegno di Higuain e Dybala e le geometrie di Pjanic e Khedira, la squadra garantisce anche una notevole copertura alla difesa. Con il nuovo modulo tre partite e tre vittorie: messi KO nell'ordine Lazio, Milan e Sassuolo, con Higuain che gongola dall'alto dei suoi 8 gol nelle ultime 6 partite, con tanto di record di timbri consecutivi (di Trezeguet) eguagliato. Anche a Reggio Emilia la squadra ha mostrato un approccio ideale alla partita, andando in vantaggio dopo pochi minuti e dedicandosi a gestire il prosieguo della gara, limitando il dispendio di energie e migliorando la gestione del pallone, desiderio mai celato da Allegri. Se si vuole trovare un neo alla situazione attuale spiccano le tante occasioni fallite, che avrebbero arrotondato il risultato nelle tre partite in cui è nata la Juventus 2.0, una creatura che piace, affascina ed intimorisce gli avversari. Con il mese di febbraio si entra nella fase decisiva della stagione, con una serie impressionante di impegni ravvicinati dal campionato, alla doppia semifinale di Coppa Italia contro il Napoli, fino agli attesissimi ottavi di Champions contro il Porto di Espirito Santo. Proprio il campionato offre domenica un crocevia importantissimo per la stagione. La banda di Allegri incontra l'Inter di Pioli, quella che senza dubbio è ad oggi la squadra più in forma in Serie A. Il tecnico ex Bologna ha una impressionante media punti di 2,5 a partita, è reduce da sette affermazioni consecutive e promette battaglia anche allo Stadium dopo la vittoria dell'andata, che resta l'unico acuto della breve e funesta avventura di De Boer in nerazzurro.
L'Inter ha un organico di tutto rispetto e con Pioli ha trovato il giusto assetto, nonostante la brutta sconfitta di ieri sera in Coppa Italia; la sensazione è che la sfida di domenica rappresenti un vero e proprio crocevia della stagione, soprattutto per i nerazzurri, ormai giunti alla soglia del vero obiettivo stagionale, quel terzo posto che dista ora appena tre lunghezze. Probabile che Allegri aderisca ancora alla nuova filosofia della Juve tutta attacco e fantasia, anche perchè l'Inter gioca in modo speculare e si verrebbero a creare dei duelli interessantissimi, uno su tutti quello tra Icardi ed Higuain, appaiati in vetta alla classifica dei marcatori. Non si può tralasciare quella che è stata la vera macchia della domenica appena trascorsa: la mancata stretta di mano di Dybala ad Allegri. La vicenda è stata gestita magistralmente dal tecnico e dalla società che hanno minimizzato l'accaduto. seppur l'episodio abbia portato con sé la consueta scia di polemiche, arrivando persino a paventare un presunto stop alle trattative per il rinnovo della Joya. Sicuramente il gesto dell'argentino non è stata una bella immagine ed altrettanto certamente non rappresenta in alcun modo il carattere mite ed amichevole del giocatore. É stato un gesto dettato dalla rabbia per una sostituzione non voluta e magari dal gol mancato per una questione di centimetri. A dispetto di quanto detto da Allegri e Marotta davanti ai microfoni, siamo certi che la società non abbia mancato di far sentire la propria disapprovazione al giocatore che, in ogni caso, ha mancato di rispetto al tecnico ed, in via mediata, anche ai suoi compagni. Il rinnovo, con consistente aumento dell'ingaggio sino al tetto fissato dal Pipita, arriverà nelle prossime settimane. Un rinnovo che sa tanto di investitura per il futuro, con la concreta possibilità che dalla prossima stagione Paulo vesta la mitica numero 10 bianconera. I criteri tecnici e morali perchè Dybala si vesta della camiseta più prestigiosa delle zebre ci sono tutti, ma episodi simili non dovranno ripetersi. Perchè la Juventus si forgia di un'immagine di integrità e di rispetto per il gruppo che va oltre il talento, seppur immenso, di ogni singolo giocatore. Per informazioni si cerchi, nel dizionario bianconero, alla voce “Del Piero”.


