GIU' LA MASCHERA
Caterina Baffoni
Una squadra costruita per stravincere in Italia ed essere assoluta protagonista, se non addirittura tra le prime quattro favorite in Champions. La Juve di Max Allegri è oggi la squadra per antonomasia, quella dalle molteplici opzioni tattiche che, indipendentemente dagli interpreti, riesce ad ottenere lo stesso risultato con giocate e interpretazioni tutte di primissimo livello: per il tecnico bianconero l'unica difficoltà se si vuole chiamarla così, semmai, potrà essere quella di escludere, di volta in volta, giocatori che sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra. Alla Juve, oggi, è arrivato il momento di gettare via la maschera :si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione: Serie A, Champions e Coppa Italia. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini, si sa. Mondi che si assomigliano abbastanza per Madama da questo punto di vista e in questo preciso momento storico. La Juve è condannata quanto nata per vincere, lo dice la sua storia. A Torino, è l’unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d’anticipo e cercando di agguantare lo scettro europeo.
Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e l'Europa cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità deve essere la stessa, quest'anno come non mai: vincere tutto. Il modo di allenarsi e la fame che continuano ad avere giocatori che hanno vinto cinque scudetti di fila e due coppe Italia è impressionante. Non è facile mantenere la voglia quando si trionfa tanto, a meno che tu non indossa la casacca bianconera. "E quando vedi gente così, ti viene ancora più voglia di lottare per gli obiettivi. In allenamento hanno tutti una fame e una cattiveria incredibili" affermava il Pipita Higuain qualche giorno fa. Come non dargli credito?
Campioni che attirano campioni, autofinanziamento derivante dai giovani e espansione del brand Juve grazie anche allo stadio di proprietà: una filosofia totale che abbraccia risultati in campo e fuori, un progetto maniacale curato alla perfezione da ogni suo interprete più specializzato. Se a tutto questo aggiungiamo il dichiarato obiettivo di conquistare il primato in tutte le competizioni, il quadro risulta tanto dipinto alla meraviglia. Una macchina perfetta al cospetto delle obsolete manovelle da oliare che in questo momento storico sembrano le attuali antagoniste bianconere (sia per classifica che per tradizione) in Europa, ma che si possono battere se si parte da un'estrema convinzione dei propri mezzi di fondo.
Parafrasando goliardicamente potremmo dire che Madama può tranquillamente gettare la maschera oggi più che mai.


