Che belli i tempi in cui il braccio alzato era quello di Baresi....
Enrico Danna
Un paio di settimane fa, al termine della gara contro il Sassuolo, il mantra del tifoso milanista era “Rigore è quando arbitro fischia”. (sottinteso “pro Milan”). Certo, dopo essere usciti indenni dal rettangolo di gioco emiliano, nel quale i giocatori rossoneri invece di spazzare via la palla dalla propria area di rigore, avevano spazzato direttamente gli avversari, ovvio che si potesse pensare che fosse stata introdotta qualche nuova regola atta ad inibire l'assegnazione di calci di rigore contro il Milan. “Ah, ci fosse stata la Var”, si legge sui social e sui giornali. Ecco, cari amici milanisti, se ci fosse stata la Var, non ci sarebbero stati problemi. Per noi. Voi, invece, avreste dovuto smettere di crederci già alla fine del primo tempo. Allora ti rendi conto, di quanto deve essere stata dura subire un rigore (netto) per un braccio alzato, quando, per anni, in un passato lontano ma non lontanissimo, il braccio alzato, quello di Baresi, era sentenza assoluta per gli avversari. Bei tempi quelli, vero? Non c'era bisogno del guardalinee, del quarto uomo, dell'addizionale, del replay, della tv, della moviola, della Var: era sufficiente che Baresi alzasse il braccio ed automaticamente veniva segnalato il fuorigioco all'avversario di turno. (che importa se poi era in gioco di un metro o anche più). Che bei ricordi. Torniamo a ieri, però. “A parti invertite, alla Juve, non avrebbero mai fischiato rigore contro. E poi, al 90esimo e oltre.
Cioè, un rigore così non lo puoi dare al 90esimo”, questo racconta oggi il buon rossonero in attesa del closing (deve essere partito un cinese in bicicletta da Pechino per portare i soldi). Un rigore lo devi assegnare al primo secondo come all'ultimo. Cosa vuol dire che al minuto '95 non puoi assegnare un rigore? In quale regolamento sta scritto? "Alla Juve non lo avrebbero mai fischiato, contro". Eppure, il 25 novembre del 2012, a San Siro, il Milan vinse la gara grazie ad un rigore di Robinho decretato dall'arbitro per fallo d'ascella di Isla nella propria area di rigore. Forse il nostro caro rossonero non ricorda bene. Certo, nella gara dell'ottobre scorso le cose erano andate meglio con l'annullamento del gol di Pjanic (buono). Tutta colpa dello Juventus Stadium, all'interno del quale non c'è il wifi gratuito e, col closing che tarda a concretizzarsi, anche 5 euro per una ricaricabile internet, sono bei soldoni. Se poi ci mettiamo il fatto che, essendo l'impianto torinese decisamente nuovo, non si potesse nemmeno sperare che si spegnessero le luci, allora è proprio vero che contro la Juve è sempre la stessa storia. “Sempre a loro” avrebbe ripetuto più volte Donnarumma, riferendosi al fatto che avrebbe dovuto pagare l'ennesima pizza ai compagni bianconeri di Nazionale. E' poi di oggi la notizia che, dopo la gara, i giocatori del Milan avrebbero rischiato la propria incolumità in seguito a rotture e crolli all'interno dello spogliatoio dello Stadium (era ovvio che essendo stato usato materiale scadente, prima o poi sarebbe successo). Ora, però, sorge spontaneo un dubbio: al tifoso, per gesti simili, ma anche per molto meno, viene dato il Daspo e vietata la trasferta. Succederà la stessa cosa con Donnarumma e compagni?


