ESCLUSIVA TJ - Carlo Volpi (Ag. Sturaro): "Si è sentito tirare mercoledì, Allegri lo aveva provato nella fase contenitiva. E' molto dispiaciuto. Futuro? Priorità si chiama Juve"
Mirko Di Natale
"Mercoledì ha sentito tirare, ieri abbiamo saputo del risentimento muscolare. Peccato veramente". Sono queste le prime parole a caldo rilasciate dall'agente di Stefano Sturaro, Carlo Volpi, in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve: "Il mister lo aveva provato nella fase contenitiva, quella in cui se fossero passati in vantaggio - ha continuato Volpi -. E' andata, purtroppo, così".
Sei riuscito a sentire Stefano?
"Sì, l'ho sentito ieri mattina e mi diceva 'Carlo che ti devo dire, mi sono stirato'. Ha finito la stagione. E' molto dispiaciuto, questa volta andava in panchina e c'era possibilità di giocare".
Purtroppo, col risentimento, è terminata la sua stagione prima della finale di Cardiff. Il bilancio di quest'anno quale è?
"Il mio voto è un sei e mezzo pieno. Ha iniziato la stagione con l'infortunio dell'Europeo protratto per circa due mesi, quando aveva iniziato a giocare ed era nel suo momento clou ha avuto quel problema all'addome. Questa è la classica stagione che ti permette di capire come è il mondo Juve. L'exploit lo puoi fare una stagione, ma confermarti specialmente in una squadra come questa è davvero difficile. Io sono molto soddisfatto di lui, ha imparato un nuovo ruolo e si è completato. E' cresciuto a livello mentale".
L'esterno lo faceva anche ai tempi di Modena.
"Sì, vero ma non in questo modo. Lui nel 4-3-3 era la mezz'ala, non l'esterno alto. Sono contento perchè ha costruito occasioni, è andato vicino al gol e questo mi ha sorpreso molto. Sta diventando completo".
Non si è mai lamentato delle panchine fatte quest'anno.
"Sì, le panchine fatte sono un fattore di crescita per tutti, perchè ti permettono di lavorare con grandissima intensità durante la settimana e hai la possibilità di riproporti al mister. Hai la consapevolezza di far parte di un gruppo importante, fai la panchina a giocatori di livello mondiale. Come Marchisio? Sì, è un grandissimo uomo. Lui non ha fatto mezza parola di quello, è da apprezzare. La squadra non pensa ai singoli ma al gruppo, che è molto più importante".
Secondo te, Carlo, la Juve dovrebbe evitare in caso di vittoria di fare come l'Inter nel 2010?
"Se l'Inter fosse stata smembrata magari, la dirigenza, sarebbe stata attaccata dai tifosi. Tenendoli tutti, invece, ha fatto una stagione incolore. Non si sa mai quel che può capitare. Secondo me l'appagamento per la Juve ci potrebbe essere solo nei primi mesi, sono convinto però che la società ci metterebbe poco per rimetterli in riga. Hanno un clichè particolare alla Juventus, li importa vincere come non mai".
Stefano è accostato in Premier, è stato nuovamente avvicinato al Genoa. Cosa c'è di vero? Riesci a farci chiarezza?
"Il Genoa è stata casa sua, la società che lo ha cresciuto. Sicuramente ritornerà, prima o poi, a Genova anche se ora ha un ingaggio non sostenibile da una società di seconda fascia. Il mercato di Stefano è all'estero nonostante in Italia sia molto apprezzato dai dirigenti e dagli allenatori. Il ragazzo ha come priorità quella di rimanere, ha capito che alla Juventus in questo periodo si scrive la storia vera. E' capitato due anni e mezzo fa facendo bene, raggiungendo subito la finale di Champions e vincendo campionato e coppa Italia. I bianconeri, in questo momento, sono due passi avanti rispetto alle altre anche se le altre si stanno pian piano avvicinando".
Si ringrazia l'amico Carlo Volpi per la gentilezza e la consueta disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


