DE CEGLIE a Sportitalia: "La Juve può vincere la Champions. Ultimo anno? Non normale. Con Conte gli anni più belli. Su Bonucci, Buffon, Marchisio, Del Piero e Spinazzola..."
Redazione TuttoJuve
Dopo 22 anni di Juventus, oggi Paolo De Ceglie è uno svincolato di lusso alla ricerca di un nuovo progetto per rilanciarsi. L'ex terzino sinistro bianconero si è confessato in una lunga intervista a Sportitalia realizzata da Giulia Stronati. Tuttojuve.com l'ha trascritta integralmente:
Questa è stata la prima estate da svincolato, come l'hai vissuta?
"Sicuramente non è stata l'estate che speravo, perchè stare a casa non è bello per uno che gioca a calcio, però in questi due mesi estivi mi sono organizzato per riuscire a fare una preparazione e tenermi pronto per la squadra che verrà".
Quindi saresti già pronto a tornare in campo.
"Sicuramente, io mi sto allenando, ho una dilettante di mia proprietà, quindi mi sto allenando con questa squadra e sto organizzando un po' di partite in giro con squadre amiche, dilettanti, per tenermi allenato".
Aspetti la Serie A o forse preferiresti un'esperienza all'estero come il tuo amico Giovinco? In estate sappiamo che ti avevano cercato Crotone e Genoa.
"In questo momento sicuramente non posso precludere niente, perchè vengo da un anno dove non ho giocato, quindi aspetto soltanto di trovare un accordo con una squadra".
Anche l'estate 2016 era stata un'estate da dimenticare. Sei tornato alla Juventus dopo il prestito al Marsiglia e ti sei trovato fuori rosa. Come è andata?
"E' stato un anno particolare l'anno scorso, ritrovarsi in quella situazione dopo tanti anni non è facile. L'ho affrontata cercando di darmi dei piccoli obiettivi personali per cercare di portare avanti l'anno. Sono arrivato a quella situazione per una questione di ultime ore di mercato, può capitare, non sono il primo, non sono l'ultimo, meglio se non capita, ma è successo e adesso si va avanti".
Ma come sono stati quei mesi da separato in casa alla Juventus?
"Per fortuna ho scelto poi di allenarmi con la Primavera, quindi coi ragazzi sono riuscito comunque a mantenere alto l'entusiasmo in quello che poteva essere un anno così difficile. Ho cercato di trovare comunque del positivo nelle difficoltà".
Che spiegazione ti hanno dato Marotta e Allegri per questo trattamento?
"Ma penso non ci siano spiegazioni, c'è una scelta tecnica che magari era stata precisa e rispettata. Poi purtroppo ci sono altri mille aspetti nel calcio, bisogna trovarsi da entrambe le parti, se non in più parti: purtroppo si è arrivati all'ultimo a dover fare delle scelte decisive, non si è trovata la soluzione e ci si è ritrovato poi in quella situazione che sicuramente non andava bene a nessuno".
E' vero che a gennaio avevano promesso di cederti al Leganes in Spagna?
"No, sinceramente questa cosa non la sapevo".
Ti senti sentito un po' prigioniero alla Juventus? Come è stato l'ultimo periodo?
"Non è questione di essere prigioniero, è questione che sei in una situazione che non è normale, non è reale: guardi il tempo e non vedi l'ora che finisca questa situazione".
Un incubo...
"Calcisticamente parlando sicuramente, allenarsi per poi non giocare la domenica penso sia la peggior cosa. Però, come ho detto, succede, è successo a molti giocatori, per un motivo o per l'altro, di stare lontano dalla domenica".
I tuoi compagni di squadra ti sono stati vicini o ti sei sentito un po' abbandonato dalla società e anche dalla squadra?
"No, ma non sono stato abbandonato, come ho detto ci sono delle scelte tecniche, ci sono degli accordi, ci sono tante parti, quindi la situazione è stata quella. Con i compagni il rapporto c'è stato e ci sarà sempre, quello a prescindere dalle situazioni".
A gennaio è passato un po' il messaggio che tu avessi rifiutato un po' di offerte dalla Serie B, pur di continuare a percepire lo stipendo alla Juventus. E' vero? Come è andata realmente?
"No, da parte mia non ci sono stati rifiuti verso nessuna squadra, perchè non è questione di rifiutare una squadra, è questione di trovare un accordo per sistemare tutte le cose. Ci sono gli aspetti tecnici, gli aspettio economici, gli aspetti societari: non c'è stata l'unione di queste cose. Da parte mia non c'è stato nessun rifiuto, tanto è vero che oggi che sono libero non ho nessuna preclusione".
Cosa conservi di questi 22 anni vissuti alla Juventus?
"Adesso abbiamo parlato dell'ultimo anno che purtroppo è stato brutto, però i ricordi sono molto più belli e positivi di quelli negativi, perchè comunque ho avuto la possibilità di crescere in un club come la Juve e di arrivare a vincere tante cose con questa squadra. Il ricordo resta immenso e il rapporto resta per sempre".
Visto che parliamo di ricordi positivi, puoi dirci un aneddoto su Marchisio con cui hai fatto tutta la trafila dalle giovanili alla Prima Squadra?
"Sicuramente con lui, come con altri, abbiamo fatto tanti anni insieme. All'inizio eravamo due attaccanti, poi ci siamo evoluti in altri ruoli e siamo riusciti a venire fuori dalle giovanili che credo sia una bella cosa per il calcio italiano; spero sia una cosa che possa esserci di nuovo, perchè è importante dare ad ogni squadra un senso di appartenenza".
Gli Scudetti con Conte sono il tuo ricordo più bello? Com'è Antonio come allenatore?
"Sicuramente è il ricordo più bello, perchè poi arrivi alla fine di un percorso dove riesci ad ottenere il massimo risultato e quindi quegli anni sono stati per me gli anni più belli e più importanti grazie anche a mister Conte. Lui è arrivato in un momento in cui eravamo reduci da brutti risultati ed è riuscito a trasmetterci tanto sotto ogni punto di vista, tirando il meglio da tutti noi. Quindi c'è da ringraziarlo perchè per me resterà per sempre l'allenatore più importante".
Alla Juventus hai giocato anche Con Bonucci: ti saresti aspettato che andasse al Milan?
"Il calcio è sempre fatto di parti, è difficile.... Io non conosco la situazione, sicuramente penso che per un giocatore siano importanti le motivazioni e la considerazione. Quando magari non ci sono le motivazioni o c'è un posto dove puoi pensare di trovarti in maniera migliore, è giusto anche cambiare".
La Juventus può vincere la Champions?
"La Juve può vincerla perchè ha dimostrato in questi anni di arrivare sempre in fondo. Poi vincerla non è facile, non possono dire di vincerla il Barcellona, il Real Madrid, quindi neanche la Juventus. Però penso che l'obiettivo sia sempre quello di arrivare in fondo, quindi almeno nelle prime quattro".
Com'era allenarsi con il proprio idolo Alessandro Del Piero?
"Sicuramente è stato un riferimento per la mia carriera, trovarselo poi come compagno è stata una grande cosa. Sono cose belle, quando dalle giovanili si riesce ad arrivare alla Prima Squadra e restarci, credo sia una delle cose più belle".
Il giocatore più forte con cui hai giocato? Un nome...
"Abbiamo detto Del Piero e posso tranquillamente restare su questo nome perchè il giocatore credo che si giudichi non solo per quello che può fare in un anno, per le sue capacità, ma per quello che dimostra nell'arco di una carriera. Del Piero e Buffon sono rimasti al top per tanti anni e quindi credo che questi siano i giocatori più forti con cui ho giocato".
Spinazzola può essere il terzino giusto per la Juventus del futuro?
"Ne sarei molto contento perchè anche lui è un ragazzo cresciuto nella Juve, quindi glielo auguro. Sicuramente giocare in una squadra come l'Atalanta è diverso rispetto al fatto di giocare in una squadra come la Juventus, però ha dimostrato di avere grandi qualità e spero che in futuro possa farlo nella Juve".(trascrizione integrale Tuttojuve.com. Riproduzione del virgolettato consentita solo previa citazione della fonte)


