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tmw / juventus / Editoriale
Un’Inter inarrestabile e lampi del “vecchio” NapoliTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 29 febbraio 2024, 16:10Editoriale
di Luca Marchetti

Un’Inter inarrestabile e lampi del “vecchio” Napoli

L’Inter sa solo vincere. Altra vittoria in questo 2024: gli uomini di Inzaghi (che peraltro cambiano) non conoscono che un risultato: la vittoria. Peraltro arrivata per la quarta volta consecutiva segnando 4 gol. Un’altra dimostrazione di forza straordinaria in una partita che era iniziata con un’Atalanta gagliarda che aveva impensierito i capoclassifica e che era anche passata in vantaggio: gol di De Keteleare annullato per un precedente tocco di mano, intervento da VAR. Ma da quel momento in poi c’è stata di fatto solo l’Inter. Trascinata da un Lautaro straordinario che prima si inventa il lancio in profondità che porta al gol di Darmian e poi (con il sinistro!!!) realizza uno straordinario gol che indirizza definitivamente la partita. E’ un’Inter che da sempre dimostrazioni di ottimo calcio, di grande solidità e di fluidità di manovra invidiabile. E’ una squadra che funziona come un orologio e che non teme paragoni anche con le altre grandi d’Europa. E’ quella che ha segnato di più, ha la miglior differenza reti. E si comincia sempre di più a paragonare questa macchina con il Napoli dello scorso anno, quella squadra meravigliosa che ha annichilito le avversarie della passata stagione regalando lo scudetto dopo 33 anni. Il paragone - almeno nei numeri - regge. Allo stesso punto del campionato, lo scorso anno, il Napoli aveva 68 punti (uno in meno dell’Inter attuale) aveva segnato 60 gol e subiti 16 (ora l’Inter è a 66 gol fatti e 12 subiti) e ha un attaccante in grado di sublimare la propria manovra offensiva. Lo scorso anno Osimhen aveva fatto 19 gol in 22 partite giocate, andando in gol in 15 partite diverse. In questa stagione Lautaro ne ha fatti 23, segnando in16 delle 24 gare giocate. Con un vantaggio ora di +12 sulla Juve da parte dei nerazzurri, mentre invece lo scorso anno il Napoli era a +18 proprio sull’Inter. Vedremo, con l’andar del tempo, se il paragone continerà a reggere: sarà un elemento di discussione nei prossimi mesi. Ma a prescindere vanno fatti già da ora i complimenti ad Inzaghi e a tutta l’Inter.
A proposito di quel Napoli. Nella partita contro il Sassuolo si sono rivisti sprazzi di Spalletti. Certo è troppo presto per dire che tutto è passato, che la situazione si è normalizzata e che Calzona ha trovato la chiave giusta. Anche perché il Sassuolo oggi non rappresenta un grande banco di prova: anzi ora dovranno cercare di capire come arrestare questa caduta libera che sta diventando estremamente pericolosa. Tornando al Napoli, aver ritrovato Osimhen significa tanto. Dal rientro in coppa d’Africa ha sempre segnato, 5 gol in 3 partite e la consapevolezza che quando hai davanti uno così puoi stare un po’ più tranquillo. Ma quello che ha confortato la tifoseria azzurra è il modo con cui sono arrivati i gol: una manovra cercata, spazi attaccati, movimenti che erano stati mandati a memoria e che ora riaffiorano alla mente. Guardatevi i primi due: molto simili, alla ricerca della giocata. Sarà importante recuperare queste convinzioni, sia per la partita - molto sentita - contro la Juventus, sia per la rincorsa all’Europa, sia per il ritorno a Barcellona di Champions League. E il Napoli può aiutare sé stesso: non soltanto per staccare il pass per il Mondiale per Club, ma anche per continuare a sperare nei 5 posti in Champions League. Arrivare quinti può essere meno difficile che arrivare quarti e può dare le stesse soddisfazioni…