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Mario Petrone: "Il Vicenza è il modello da seguire. Ecco perché vince senza follie"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 11:34Serie C
di Daniel Uccellieri

Mario Petrone: "Il Vicenza è il modello da seguire. Ecco perché vince senza follie"

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Mario Petrone, tecnico che in carriera ha allenato Rimini, Catania e Ascoli fra le altre, è intervenuto nel corso dell'appuntamento mattutino di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e su Il 61, canale 61 del digitale terrestre. Mister, partiamo dall’attualità europea: l'eliminazione dell'Inter e le difficoltà delle italiane. Si parla spesso della Serie C come incubatrice di talenti, ma le seconde squadre sembrano servire più alle plusvalenze che al campo. La rivoluzione per la Nazionale è ferma? "C’è una premessa da fare: nell'ultimo anno stiamo vedendo qualche giovane reale, penso a Pio Esposito dell'Inter, un ragazzo che si sta ritagliando il suo spazio perché lo merita. Il punto centrale, però, resta la meritocrazia. Il sistema attuale fatica a reggere. La Serie C dovrebbe essere il serbatoio naturale per B e A, ma vedere oltre 300 operazioni di mercato a gennaio in Lega Pro è sintomatico di qualcosa che non va. Spesso manca programmazione: se una squadra è costruita in estate con equilibrio e competenza, hai già fatto il 50% dell’opera. Purtroppo, alla prima difficoltà, molti progetti tecnici crollano come castelli di carta." Lei cita spesso la parola "sostenibilità". In Serie C è un concetto ancora astratto? "È una parola che uso spesso nei colloqui di lavoro, ma molti presidenti non comprendono che spendere senza competenza porta al fallimento. Nella riforma che verrà, il più grande errore sarebbe togliere squadre al professionismo. Significherebbe togliere garanzie agli addetti ai lavori. Se trasformiamo il professionismo in dilettantismo, il sistema finisce. Dobbiamo guardare a modelli come Gasperini o Spalletti, che hanno il coraggio di lanciare chi merita, a prescindere dall'età." A proposito di modelli, il Vicenza sta dominando il girone con molti giovani del vivaio. È questa la ricetta vincente? "Mi sembra di rivedere il mio Bassano della famiglia Rosso. Vincemmo tutto con una squadra giovanissima. Il Vicenza oggi non vede il giovane come un esperimento, ma come una risorsa consolidata. Hanno creato un’alchimia perfetta tra ambiente e squadra, senza bisogno di budget folli da 14 milioni di euro che spesso, in questa categoria, non garantiscono risultati. È un punto di riferimento per chi vuole vincere con intelligenza." Nel Girone C, la Salernitana ha scelto Serse Cosmi dopo l'esonero di Raffaele. Come si torna in panchina dopo quattro anni di inattività? "Un allenatore non è mai davvero 'fermo'. Studiamo, guardiamo cinque o sei partite al giorno per restare aggiornati su ogni categoria e anche sull'estero. Cosmi avrà sicuramente seguito ogni dinamica della Salernitana e del girone. Anche Spalletti è rimasto fermo due anni prima di andare a Napoli e vincere lo scudetto. L’occhio clinico del tecnico non si perde, è una mentalità lavorativa che resta sempre accesa." Chiudiamo con il Girone B: lo scontro diretto Arezzo-Ravenna può chiudere i giochi? "Per il Ravenna è l’ultima spiaggia per mettere pressione. L'Arezzo è la favorita dall'inizio, mentre il Ravenna ha sprecato troppo nell'ultimo periodo; se fossero arrivati a questo scontro con meno distacco sarebbe stato diverso. Personalmente, mi dispiace per l'Ascoli: tecnicamente è una squadra che esprime un ottimo calcio, ma ha pagato qualche amnesia difensiva di troppo. Tuttavia, credo che l'Arezzo meriti il primato e, anche in caso di sconfitta nello scontro diretto, difficilmente butterebbe via il campionato."