Linguaccia, gol e assist: la 10 bianconera è sulle spalle giuste. Ora la Juve costruisca una squadra all’altezza di Yildiz
“Deve fare il suo percorso, eviterei confronti”. Alessandro Del Piero dixit. Però il confronto viene naturale, è “colpa” di Kenan Yildiz, che oggi ha ufficialmente rinnovato il suo contratto con la Vecchia Signora: con la maglia numero 10 della Juventus sulle spalle, segna e incanta. Tira a giro come Alex in Champions League, poi spunta fuori la linguaccia nell’esultanza. La squadra di Spalletti gli gravita intorno, si accende se c’è lui e quando il turco va anche soltanto in panchina si deprime. L’ultima fotografia, il 3-0 in Coppa Italia subito a Bergamo: senza Yildiz, la Juventus si squaglia.
La 10 bianconera è sulle spalle giuste. È questione di età, e di classe. Dopo l’addio di Pinturicchio, la Juventus ha fatto una scelta consona rispetto alla sua storia: non ha ritirato il numero più iconico di tutti. Prima di Del Piero c’è stato Baggio, prima di lui Platini, prima ancora Sivori: troppa storia. Però, dopo l’addio di Alex, è diventato un numero non troppo fortunato: dopo un anno senza padrone, è finito sulla schiena di Tevez. Ottima resa, minima durata: dopo un paio di stagioni l’Apache è volato via, il 10 è andato a Paul Pogba. Il francese non era ancora il fantasma di se stesso, ma anche lui è partito l’anno dopo. Spazio così all’unico erede degno prima di Yildiz: con Paulo Dybala, dal 2017 al 2022, la maglia del fuoriclasse è stata sulle spalle giuste. Ma anche quella è una storia finita, sul Pogba-bis meglio sorvolare: dal 2024 ecco Yildiz, che si inserisce in quel solco alla perfezione. Non è solo questione di qualità tecniche, c’è anche il feeling con l’ambiente: magari in estate il Real Madrid busserà in maniera troppo seria per dire di no, ma per ora sembra davvero il connubio perfetto.
Ora la Juve costruisca una squadra all’altezza di Yildiz. Si torna al punto di partenza: quella attuale, semplicemente, non lo è. Senza Kenan, la luce si spegne e non c’è davvero nessun altro a riaccenderla. Basti pensare al resto del pacchetto dei fantasisti: Conceicao, Boga, Zhegrova. Giocatorini, paragonati al turco. A centrocampo manca un faro. La Juve di oggi non è una squadra da buttare via, per carità. Ma è discreta, nel migliore dei casi. E invece ha un 10 di livello europeo. Deve trovare il modo di avvicinarsi a lui.
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