Mai più un caso Napoli: il consiglio federale ha modificato le NOIF dopo la richiesta di ADL
Il caso Napoli, che vi abbiamo raccontato durante lo scorso mercato di gennaio, non sarà più possibile. Il club azzurro, forte delle liquidità in cassa, aveva chiesto la modifica delle NOIF per non dover operare a saldo zero. In linea di principio, tutti i club di Serie A si erano dichiarati d’accordo, respingendo però la modifica a gara in corso (specie le big, in questo caso).
Chiuso il mercato, il tema è tornato d’attualità nell’ultimo consiglio federale, che ha modificato il Titolo VI delle NOIF. Nello specifico, è stato inserito tra i metodi per sanare eventuali squilibri del costo del lavoro allargato - che di fatto è l’unico indicatore rilevante - anche l’utilizzo di riserve, ad alcune condizioni.
Nello specifico, le riserve (il Napoli ne aveva per circa 174 milioni di euro) potranno essere utilizzate se distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente; risultano contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre; l’assemblea dei soci ha deliberato l’apposizione di un vincolo di indisponibilità su tali somme; viene quantificato l’importo preciso destinato alla copertura dello squilibrio finanziario.
Restano valide le altre modalità di risanamento: versamenti dei soci in conto futuro aumento di capitale; aumenti di capitale interamente sottoscritti e versati in denaro; versamenti per copertura perdite; finanziamenti postergati e infruttiferi dei soci; utilizzo di risorse derivanti dalla cessione pro soluto di crediti legati ai trasferimenti dei calciatori; utilizzo di crediti derivanti dalla cessione dei diritti audiovisivi non già contabilizzati nei ricavi federali.
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